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Recensione Serie Tv: L.A.’s Finest – 2×02-03 – “Lone Ranger”-“Thief of Hearts”

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Ancora meglio del primo episodio, più forte della prima stagione: L.A.’s Finest impenna e ci regala storie sempre più complesse e appassionanti!

Se nella prima stagione era stata Syd il punto focale della storia, questa volta tocca a Nancy essere protagonista, con una vita domestica via via più complicata e con i postumi della missione svolta quando era nell’esercito, riportati a galla dagli ordigni esplosivi sui quali sta indagando.

I crimini che si susseguono a Koreatown sembrano non avere una logica, e chi sta seminando il caos è molto bravo a nascondere le tracce, lasciando che sia la gente del quartiere ad attribuire colpe e a cercare vendetta. Fortunatamente nessuno è perfetto e la squadra di detective riesce a localizzare l’uomo, che però si dà alla fuga in uno degli inseguimenti più accattivanti a cui abbia mai assistito: il fuggitivo è metodico, senza la minima fretta e riesce a scomparire letteralmente davanti agli occhi dei Ben’s.

Intanto Syd continua a indagare e scopre che è stato proprio Jason a far sparire due nomi dalla lista dei clienti di Jen; il capo infatti ha voluto proteggere la sua detective e il sindaco, sicuro della loro estraneità al delitto.

Lei decide comunque di seguire la pista del Primo Cittadino, scoprendo una rete di ricatti che però si rivela postuma all’omicidio della ragazza: l’indagine (per il momento) si ferma a un videotape in cui Jen dice di… beh… essere viva. Abbiamo visto il cadavere nel finale della prima stagione, l’hanno visto Syd, suo padre e tutti gli altri, quindi di cosa stiamo parlando?

In sottofondo ci sono Izzie, che sentendosi schiacciata dall’esperienza del rapimento e dalla crisi dei genitori ha cominciato quella che inizialmente sembrava una carriera molto equivoca nel ramo dell’intrattenimento online rivelatosi fortunatamente uno sfogo “innocente” (non del tutto, ma soprassediamo); e suo padre Patrick, che secondo me muore. Scusate, l’ho detto perché lo penso.

La campagna elettorale e le domande scomode dell’uomo che ha messo in galera anni fa non promettono nulla di buono. Neanche il fatto che Nancy si sia sentita attratta dal radiologo della figliastra è un segnale positivo.

Come sempre, L.A.’s Finest riesce a portare sullo schermo storie molto intricate, raccontate in modo chiaro e lineare: lo spettatore non fatica a seguire le trame, nonostante siano molteplici, perché viene tutto sapientemente collegato con naturalezza.

Se la trama di Gabriel Knox aveva appesantito la scorsa stagione, nella seconda l’alternanza tra l’omicidio di Jen e il disastro di Koreatown si rimbalzano il titolo di mistero più interessante, mentre Syd, Nancy e i Ben’s continuano a mantenere il controllo delle indagini e a fare le loro folli magie.

Verremo a capo di tutto, ma intanto è bellissimo vedere che succede!

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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