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Recensione serie Tv: L.A.’s Finest – 1×13 – Bad Girls – Finale di stagione-

Bad girls

Progetto grafico a cura di Eve

Quanto può essere figo un finale di stagione che mi parte già col titolo citazione?

Fenici, è tutto bellissimo.

Izzy è stata rapita con Justice, il figlio di Ben (non quello, l’altro); Syd ha appena ricordato che è stato proprio Warren a spararle, mettendo fine alla vita del loro bambino; e la moglie di Ben (sì, quello) sta per partorire.

Carlene sembra avere tutte le carte giuste per fuggire impunita e piena di soldi, ma non ha fatto i conti con una squadra di poliziotti, più un pensionato, un procuratore e un delinquente, che sono cinque passi avanti a lei; i ragazzi, inoltre, non sono gli ostaggi indifesi che sperava e con uno stratagemma danno alle fiamme lo yacht sul quale sono imprigionati.

Nonostante la situazione ormai disperata, la donna non intende rinunciare, continua imperterrita a tentare la fuga fino a quando non viene messa all’angolo da Nancy. La sua cattura costa cara a Syd, che si trova costretta a sparare a Warren: il suo ex infatti intende uccidere Carlene per avere un salvacondotto dalla DEA, che insabbierà il suo coinvolgimento nell’operazione Gabriel Knox solo se lei verrà fatta fuori.

Un bel casino, vero?

Tutto finisce più o meno nel migliore dei modi, anche se a Nancy resta il tarlo di non sapere che fine abbia fatto davvero Carlene, se sia in prigione, morta o a fare la bella vita da qualche parte.

Oddio, non è che finisce bene, sembra finire bene, perché il padre di Syd trova il corpo dell’adorabile Jen in un lago di sangue, nel retro del bar.

Tanta roba, eh?

Un finale spettacolare, pieno di azione e strategia, che ha portato la stagione a una conclusione forse amara, ma realistica; tutte le storyline si sono chiuse e ne è stata creata una nuova solo negli ultimi minuti.

Chi ha ucciso Jen? Carlene in cerca della sua vendetta? Un nuovo personaggio che viene direttamente dal passato di Syd a cercare la sua vendetta?

Mi è piaciuto tanto, e spero di vederlo molto più spesso nella seconda stagione, il capo dei detective, senza il quale sarebbero tutti disoccupati: li ha sempre supportati e ha creduto loro fin dal primo momento, rendendo possibile non solo la risoluzione del caso, ma anche il loro ritorno al servizio attivo.

Vista la qualità costante che ha caratterizzato tutti e tredici gli episodi, è abbastanza difficile dire qualcosa di nuovo su quest’ultimo, che non ha spiccato semplicemente perché l’intera stagione è stata dieci spanne sopra le più rosee aspettative.

Tutto bello, tutto fatto bene… Portano via il lavoro ai recensori! Ecco, che vergogna 🙁

Fulvia Elia

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