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Recensione Serie Tv: Knightfall – stagione 1 –

 

Templari. Argomento talmente ricco, che non trovare qualcosa di nuovo da raccontare è impossibile. Resta tuttavia il dubbio: storia o finzione?

Knightfall, serie storica sbarcata su Netflix e prodotta da History Channel, sceglie la finzione, come ci si premura di avvisarci all’inizio di ogni puntata: per quanto i personaggi e gli eventi siano ispirati a fatti storici, la serie ci racconta di vicende storiche mai avvenute.

Indicazione superflua, perché la Storia, quella che si studia, per capirci, fa giusto capolino per i primi minuti del primo episodio, per poi salutarci con un po’ di tristezza perché il periodo e i personaggi narrati, da soli potrebbero riempire tutto il palinsesto di Netflix senza bisogno di inventarsi nulla.

Dunque: ci troviamo a cavallo tra il XIII e il XIV secolo. I crociati hanno perso da poco Acri, ultima roccaforte occidentale in Terra Santa, e si trovano esclusi dall’Outremer, la ragione stessa che aveva portato alla creazione dell’ordine: proteggere i pellegrini diretti ai luoghi sacri del cristianesimo.

Gli ordini militari restano comunque degli attori di rilievo in Europa: ricchi e temuti, trattano alla pari con i regnanti e mantengono varie roccaforti in tutta la Francia; in più sono spesso ospiti al Louvre, alla corte di Filippo IV. Filippo, più noto come Filippo il Bello, non regna su tutta la Francia, ma grazie a un buon matrimonio con Giovanna di Navarra, estende il suo potere fino alla penisola iberica.

Questo è lo scenario storico in cui si svolge la serie. Da queste premesse parte la storia del capitolo templare di Parigi guidato da Landry, il protagonista. Come accennato prima, gli eventi storici rimangono in secondo piano, per non dire che vengono del tutto ignorati, per dare spazio a un racconto che ruota intorno al Graal, la leggendaria coppa che si dice fu il ricettacolo del sangue di Gesù e che pare avere poteri miracolosi.

Nel corso di dieci episodi si susseguono intrighi – tanti! -, combattimenti – pochi e non proprio ispirati! –, storie d’amore e un pizzico di mistero.

Pur essendo un’opera completamente di fantasia, Knightfall è una visione piacevole, i personaggi sono ben caratterizzati e ci si affeziona in fretta alle loro vicende, anche se presentano tratti fin troppo moderni: Landry è un eroe romantico ante litteram combattuto tra la fedeltà all’ordine e al suo cuore; il papa è un emulo di Alessandro VI, nelle sue macchinazioni, e Giovanna è il prototipo della protagonista di un romanzo rosa.

Per quanto la trama riesca a coinvolgere, tuttavia, alcuni dettagli fanno storcere il naso.

Quello che salta subito all’occhio è una certa trascuratezza nei costumi. Molti abiti templari, infatti, sono errati o usati a sproposito. Troviamo poi alcune scelte di sceneggiatura che cozzano troppo con l’ambientazione: su tutti un contadino ammesso negli iniziati templari e un’assassina asiatica ben poco credibile nella Francia trecentesca.

Infine, la limitatezza del budget costringe a scelte in economia stridenti col tono della narrazione: le corone dei monarchi francesi sembrano la copia economica di un negozio di souvenir, alcuni interni sono riciclati senza vergogna per rappresentare luoghi diversi.

Pur con alcuni difetti, comunque, Knightfall è una visione che mi sento di consigliare agli amanti del filone storico che non disprezzano una spruzzata di modernità nel racconto. Gli appassionati di storia sanno cosa succederà a molti dei personaggi della serie, ma questo non ne rovina il divertimento.

 

Snow White

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