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Recensione Serie Tv: Kidding stagione 2, episodi da 3 a 10 (finale di stagione)

finale di stagione

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Io l’avevo detto, Fenici: per vedere Kidding devi essere pronto!

E non lo ero, mannaggia. Sapevo di doverlo vedere, volevo vederlo, ma non pensavo che avrei concluso l’ultimo episodio con le lacrime agli occhi.

Continua la catarsi di Jeff, che licenziato Seb fa prendere il suo posto a Deirdre. Purtroppo la sorella è nel pieno del divorzio e il suo insopportabile marito usa i diritti dei pupazzi per colpirla nel modo peggiore possibile: la divisione dei beni costringe lo show a rinunciare a gran parte dei personaggi, che finiscono a reclamizzare prodotti di ogni genere, dalle auto agli anticoncezionali, ferendo profondamente i fratelli Piccirillo e costringendoli a modificare radicalmente lo spettacolo.

Per dire loro addio, Kidding si trasforma e per un intero episodio assistiamo a una puntata dello show di Mr Pickles, che spiega ai bambini come a volte si debba andare via, cambiare città, di come capiti di doversi separare, e insieme ai pupazzi interviene anche Jill: Jeff racconta al suo pubblico del divorzio.

Per quanto negli Stati Uniti la cosa venga accolta in modo quasi normale, in altre parti del mondo non va tanto bene e il Mr Pickles filippino viene ucciso dalla polizia per aver parlato di divorzio.

Le conseguenze sono drammatiche, gli alter ego di Jeff intorno al globo lo colpevolizzano per quanto accaduto e si ammutinano pubblicamente.

Will continua nella sua solitaria ricerca di risposte, confuso dalle follie che dalla morte di suo fratello sono ormai all’ordine del giorno, e trova conforto in un libro che collega la matematica alla magia e al misticismo dei numeri: saranno proprio quelle sequenze a diventare una costante di questa stagione, fino alla sua conclusione.

Vediamo la giovinezza di Jeff, la sua storia con Jill, i motivi che hanno spinto Deirdre a diventare com’è, conosciamo perfino l’ex moglie di Seb, e tutte le storie vanno al loro posto in un epico, straordinario, episodio finale.

E Kidding se ne va. Jim Carrey fa i bagagli e mette nel beauty case i cuori di milioni di persone che hanno assistito a questa sua incommensurabile performance.

La serie è conclusa, non c’è altro da dire, ma la sua cancellazione mi sembra quasi un atto di violenza, una cattiveria: mi sento come se il network stesse cercando di fare male al mio adorato Jeff Pickles.

Kidding non è una serie tv normale, è qualcosa che ti resta sulla pelle, nell’anima; non puoi guardare un episodio e fermarti, ma vederne troppi di seguito ti fa stare male. È come il più buono dei cioccolatini, quando uno è un piacere, due sono uno sgarro e l’intera confezione un gran mal di pancia.

Saluto questa serie con un dolore commosso, un senso di sazietà e pentimento per aver finito troppo presto qualcosa che non troverò mai più sugli scaffali. Niente potrà eguagliare queste due brevi stagioni, questi piccoli spettacoli che in 20 minuti riuscivano a farmi sentire come se fossi davanti allo schermo da un’ora intera.

You can feel anything at all, anything at all. You can feel it. Happy, sad, big or very small, anything at all is fine. It’s you who is doing the feeling, and that makes it okay.

 

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StaffRFS

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