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Recensione serie TV: Il NOME DELLA ROSA – Episodi 7 e 8

Premetto che a mio avviso la serie si salva solo per l’ottima interpretazione di Turturro, il fascino di Adso e la colonna sonora.

Detto questo, Bernardo Gui è davvero pessimo: arresta, con l’accusa di stregoneria, l’amante di Adso e, con la scusa di scoprire informazioni sui Dolciniani e Remigio, fa torturare Salvatore. A seguito di ciò, Remigio viene condannato.

A questo punto la storia si complica: emerge che nel passato Remigio consegnò Dolcino al fine di salvarne la moglie, la quale però, venne comunque condannata al rogo per non aver ceduto alle avances di Bernardo. Salvatore confessa inoltre che Remigio conservò per molto tempo le lettere di Dolcino prima che esse venissero consegnate a Bernardo da Malachia.

Guglielmo difende Remigio cercando di confutare le dichiarazioni di Salvatore, convinto che la tortura non serva a nulla se non a confermare le parole del carceriere.

Chi sarà la prossima vittima nell’abbazia? Un applauso a chi ha risposto Malachia!

Ma non sarà il solo, l’abate lo seguirà a ruota poiché conosce moltissimi segreti (soprattutto sulla biblioteca) che non rivela a nessuno, neppure a Guglielmo. Anzi, quest’ultimo viene cacciato insieme all’intera delegazione papale.

Naturalmente in nostro Guglielmo non molla e decide rimanere per scoprire la verità. Ma il tempo stringe perché ha una sola notte per riuscirci!

Finalmente, dopo otto episodi il senso di Adso viene svelato. La sua conoscenza della lingua latina aiuta Guglielmo a capire come accedere alla sala segreta della biblioteca. Pensate che vi riveli il mistero? Neanche per idea, per me il latino è una lingua morta e sepolta! Lol

Chi si nasconde nella stanza segreta? Il malvagio Jorge naturalmente. Colui che decide di eliminare l’abate (rinchiudendolo in un condotto e lasciandolo morire soffocato) perché colpevole di voler dare libero accesso alla stanza segreta. Che dispiacere!

Jorge è il burattinaio che controlla tutti: dall’abate a Malachia.

A quest’ultimo ordina di trovare il libro ma di non aprilo per nessuna ragione e quando scopre che Malachia non ha seguito le sue indicazioni decide di ucciderlo.

Il libro viene consegnato da Jorge a Guglielmo nella speranza che quest’ultimo venga ucciso entrando in contatto con la sostanza velenosa cosparsa su di esso, ma il piano non funziona perché Guglielmo indossa dei guanti. Per il nostro eroe a questo punto è facile ricostruire i fatti.

Perché questo libro è tanto importante? Ebbene prima di tutto trattasi della poetica perduta di Aristotele e in secondo luogo risponderò citando le parole di Guglielmo: “Questo libro ci obbliga a riflettere sui vizi delle persone, ci obbliga a dire ah”. Riflessioni che Jorge temeva potessero uccidere la cristianità, mettendo in discussione Dio. Questo è il motivo per cui, pur di eliminare il libro, Jorge è disposto a sacrificare la sua vita dando fuoco alla biblioteca.

Guglielmo, nel tentativo di salvare più libri possibile, si salva per un pelo.

Nel frattempo, Bernardo, nel vano tentativo di uccidere l’amante di Adso ferisce a morte con una lancia Anna che è accorsa in aiuto della poveretta.

Le fiamme distruggono il monastero con tutti i suoi libri e parecchi monaci. Tra le vittime c’è anche Remigio. Che liberazione! Purtroppo, con mio sommo disappunto, Bernardo si salva.

Alla fine, Guglielmo che se ne va mentre Adso decide di prendere i voti e viaggiare per raccogliere libri e tramandarne la saggezza.

Anche per noi giunta l’ora dei saluti. Mi auguro di avervi intrigato un po’ sebbene la serie non mi abbia particolarmente colpita. Nessun approfondimento, niente di interessante. Confidiamo nella prossima serie targata Rai.

baby.ladykira

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