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Recensione serie TV: “Il colore delle Magnolie – Sweet Magnolias” stagione 1

Sweet magnolias RFS

 

Una serie delicata come i fiori e forte come gli alberi.

Direi questo, Fenici, se volessi fare la persona poetica e trovare un senso al nome che queste tre amiche si sono date da bambine e da adulte continuano a usare.

Per favore, quando siete abbastanza grandi da fare la serata “margarita”, lo siete anche per smetterla di dare un nome al vostro trio.

Comunque c’è da dire che la regia indugia spesso su qualche magnolia, effettivamente.

La nostra storia inizia con Maddie (che le sue amiche chiamano Mediiiiiiiiiiiii con una voce incredibilmente stridula) alle prese con il divorzio dal più classico dei mariti merdosi della tv: Bill, medico con un suo studio che si bomba l’infermiera, la ingravida e molla la famiglia per sposare questa ragazza che, scusate, è stupida come un sombrero in Antartide.

La povera Noreen (Nouriiiiiiin) ce la mette tutta per essere invadente e fastidiosa, ma la cosa bella è la sua completa inconsapevolezza; le rendo merito, però, del rapporto instaurato col figliastro Tyler dovuto non tanto alle sue capacità come matrigna, ma agli sforzi del ragazzo di socializzare con lei.

Mentre la cittadina di Serenity si gode il divorzio dei Townsend con un barattolo magnum di pop-corn, Noreen rincara ingenuamente la dose, se ne va in giro ostentando una panza fenomenale e passa per la chiesa, il campo sportivo e tutti i luoghi di aggregazione familiare.

E Bill? Pensa solo a se stesso e a ciò che gli interessa, ma questo si era capito dall’inizio.

Le vicende delle tre Magnolie (mio dio, perché) sono comunque interessanti, con Maddie che rimorchia duro accalappiandosi nientemeno che il coach di suo figlio, un manzo fotonico ricco di addominali ma povero di volontà propria, un tipico ometto da romanzo rosa che si farebbe piantare in un orto come spaventapasseri se la cosa fosse necessaria a rendere felice la sua bella. Poi c’è Dana Sue (Denasù), mamma single e chef, che ha defenestrato il marito molto prima, per ragioni a noi ignote, e non si sa perché è completamente priva di empatia: per farne la gran lavoratrice precisa e severa alla fine ne hanno fatto lo spaventapasseri di cui sopra, almeno per dove va infilato il bastone.

La terza Magnolia, la migliore, è Helen, splendida avvocatessa con due palle così che però finisce col cadere anche lei tra le grinfie di un amore di merda.

Ma c’è molto più di queste tre donne: ci sono i loro figli che, inaspettatamente, sono stati caratterizzati benissimo e senza banalità. Le vicissitudini affrontate da questi ragazzi sono vibranti, reali e riportano l’attenzione dello spettatore sullo schermo.

Sweet Magnolias è una serie leggera, nel suo insieme, che sfiora svariati temi senza trattarne seriamente nemmeno uno. Resta in superfice che, paradossalmente, è la stessa critica che fanno i figli di Maddie al padre, quando gli dicono che “non li vede”, ma la vera assurdità sono dieci episodi di morbidezza che vanno a concludersi con un cliffhanger tremendo.

Proprio questa “non-conclusione” mi ha dato così fastidio da spingermi a scrivere una recensione negativa, anziché leggera come desideravo fare inizialmente: ci sono serie che si possono permettere chiusure di stagione di un certo spessore, altre semplicemente no.

Qui siamo nel secondo caso. Non se lo potevano permettere, non ne sono stati all’altezza perché ci hanno fatto iniziare una serie simile a Gilmore Girls per poi darci i minuti conclusivi che sembrano usciti direttamente da 9-1-1.

Volevamo vedere Cal e Maddie fare Zumba sotto le coperte, non “quello”.

Visivamente, è una serie di grande qualità, un po’ come tutte queste storie romantiche ambientate nelle piccole cittadine americane; fatte con lo stampino, con la natura e l’architettura che attuano da sole metà del lavoro.

Aggiungiamo attori già visti in giro e abbiamo quella sensazione di “casa”, di una serie che pur essendo nuova ci accompagna già da lungo tempo.

Una torta preconfezionata, insomma, che è buona, ma non è certamente alta pasticceria.

Fulvia Elia

Fulvia Elia

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