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Recensione serie TV I Medici -3×03- “Fiducia” e -3×04- “Innocenti”

I Medici 3

Episodio 3:”Fiducia”

Barbara: Fenici buongiorno, finalmente sono tornati I Medici dopo un’attesa lunghissima!! Mentre Daniela tra un po’ vi farà una recensione dettagliata su queste due puntate andate in onda ieri sera, io intanto vi anticiperò qualcosa e metterò solo poche righe contenenti i miei pensieri, soprattutto per spezzare la buona ma prolissa recensione di Dany!

Sono #TeamLorenzo: l’adoro! In una Firenze in cui si vede ancora ovunque il tradimento dei Pazzi (per esempio l’affresco in piazza della Signoria in cui viene ritratto il momento dell’impiccagione dei responsabili della ribellione), lui è disposto a tutto pur di vendicare l’assassinio di Giuliano (oddio Giuliano… quanto ci manca!!! Anche se ogni tanto appare in qualche flashback facendoci salire le lacrime agli occhi), sacrificare i soldi, il potere nella sua città per obbligare il papa a scusarsi per il suo ruolo nella congiura.

Dany: Grazie Boss, ora è il momento che affiniate gli occhietti perché i passaggi sono lunghi e tediosi ma se non li metto poi mi accusate di fare pastrocchi quindi attente!

Mentre Riario e Alfonso d’Aragona, erede del Regno di Napoli, tengono sotto scacco Firenze, Lorenzo è in viaggio verso Napoli per incontrare il Re Ferrante. Ammetto che mi aspettavo un uomo borioso e vestito di porpora imperiale, invece il re apparentemente è un uomo semplice, dai gusti spartani che accoglie Lorenzo ma disdegna i suoi doni.

A corte Ferrante presenta Lorenzo a suo figlio naturale Enrico e a sua nuora Ippolita, ma tra questi due passa un riconoscimento, difatti prima di sposarsi la donna aveva passato qualche tempo a Firenze conoscendo l’allora diciasettenne Lorenzo. Quest’ultimo non si perde in convenevoli e chiede al re di ritirare l’esercito da Firenze in cambio di alleanza economica e commerciale, affermando che, anche se conquistata, non sarebbe stato semplice piegarne il popolo. Il re, mentre sofferma il pensiero su questa richiesta, invita Lorenzo a rilassarsi a Napoli.

A Firenze i Dieci emanano l’editto per cui i mercanti devono condividere i beni di primo sostentamento, come il pane, con il popolo, ovviamente lo scocciatore numero uno di nome Ardinghelli non ne è felice e accusa Lorenzo ma Giulio lo difende a spada tratta. Difatti Lorenzo ha bisogno di tempo per convincere Ferrante ma Riario non ci sta e raggiunge Napoli.

Ferrante si trova tra due fuochi e capendo il rischio di questa guerra impone a Riario e al Papa di cedergli i 2/3 di Firenze e dei suoi territori, suscitando le ire del conte.

Sperando di avere un alleato in Ippolita, Lorenzo le fa visita ma la donna lo avvisa di essere spiata, facendo riferimento al mito di Argo che aveva cento occhi. Lo invita, a nome di Ferrante, alla cerimonia di investitura a cavaliere di Enrico, al ché Lorenzo intuisce che Ferrante sapeva che sarebbe andato a trovare l’amica. Durante il banchetto, per mettere alla prova la veridicità di Lorenzo sulla sua stabilità economica, la cui sicurezza è messa in dubbio da Riario, il re chiede un riscatto di 50.000 fiorini, invitando entrambi gli avversari a rimanere a Napoli per una settimana. Se il riscatto non sarà pagato, l’esercito attaccherà Firenze.

A Firenze arriva la notizia del riscatto e Lucrezia mette a soqquadro baracca e burattini per trovare la somma richiesta, purtroppo arriva anche la voce falsa che Lorenzo e Ippolita siano amanti. Lucrezia cerca di screditare tale voce ma Clarice ne resta giustamente turbata, ma siccome Maddalena non sta bene cerca di non soffermarsi troppo. Lucrezia capisce che qualcuno di vicino sta curiosando tra i loro conti, forse Riario ha una spia?

Una volta messi insieme i conti, Carlo parte con una nota di credito di 50.000 fiorini alla volta di Napoli.

A Napoli il buon Bernardi scopre un imminente attacco ottomano e avvisa Lorenzo, che riporta la notizia a Ippolita. Ma l’unico modo per non destare sospetti è far finta che Ippolita e Lorenzo abbiano una tresca in modo da restare soli, e qui Lorenzo scopre che Ferrante vuole spingere tra le sue braccia la nuora per carpire informazioni. Che vecchio antipatico, non so come si possa cadere così in basso da chiedere alla propria nuora di sottomettersi in questo modo, ma se fossi stata in lei un pensierino con Daniel lo avrei fatto anche io.

Barbara: Dany accidenti, mettilo un po’ di pathos. Lorenzo in cuor suo è desideroso di tradire la palla al piede di Clarice, una donna troppo di un pezzo e integerrima per essere veramente adatta a Lorenzo. Insomma una noia! Forza e coraggio ancora pochi anni e poi muore!

Dany: Boss, insomma non succede assolutamente nulla, povera Clarice a casa sola soletta a badare ai figli, non ha fatto nulla per meritarsi questo trattamento. Comunque ho apprezzato la forza mentale di Lorenzo nel tenerselo nei pantaloni. Ha un senso dell’onore molto forte, però ammette che se ci fosse stata una porta per il passato avrebbe fatto scelte diverse. Povero cuore!

Sta di fatto che tra i due non succede assolutamente niente di peccaminoso, i due usano tale situazione per tramare alle spalle di Riario. Difatti se Lorenzo o Ippolita avvisassero Ferrante dell’attacco ottomano egli non vi crederebbe affatto, quindi il progetto è quello di far arrivare l’informazione al conte e poi smascherarlo. Il piano ha successo e Riario ci cade con tutte e due le scarpe, e da bravo scolaretto scopre anche il luogo e il giorno dell’attacco, ma sceglie di non condividere la notizia con il re per evitare che questi ritiri le truppe da Firenze.

Lorenzo smaschera, con l’aiuto di Ippolita e dei servi di lei, Riario e Ferrante manda la flotta comandata dall’adorato figlio Enrico, minacciando Lorenzo che nessun riscatto varrà la sua vita se l’informazione dovesse essere falsa. Intanto Carlo raggiunge il nipote e gli porta la nota di credito, che Lorenzo brucia, sapendo che ormai non servirà più.

L’attacco ha luogo e i turchi vengono messi in fuga ma purtroppo Enrico perde la vita. Ferrante giustamente arrabbiato con Riario, si allea con Firenze e scaccia il conte.

Al molo Ippolita saluta il suo non amante regalandogli un piccolo dipinto su cui è ritratta una ninfa controllata a vista da Argo, l’addio è abbastanza struggente ma Lorenzo torna a Firenze dove viene ricoperto di onori e giubilo. Giulio si butta tra le sue braccia mentre Piero guarda la scena con un po’ di tristezza ma Lorenzo saluta con un bacio anche lui, per poi salutare Maddalena e ricongiungersi con Clarice che è preoccupata delle voci del tradimento coniugale e il dipinto della ninfa e Argo, non aiuta. Lorenzo le spiega lo stratagemma ma non nega che avrebbe voluto avere veramente una storia con Ippolita. L’episodio finisce con Lorenzo e Clarice che sorridono al popolo mentre Bernardi mette sotto torchio la spia, facendogli fare probabilmente una brutta fine.

Episodio 4: ” Innocenti”

Dopo un salto temporale di circa 7 anni l’episodio si apre con Lorenzo che, svegliatosi nel cuore della notte, non vede la figlia Maddalena nel suo letto e si alza per cercarla. La bellissima bambina sta guardando gli arazzi giunti in dono per i regnanti invitati alla conferenza di pace indetta da Lorenzo. L’uomo spiega uno degli arazzi e mostra alla bambina dove si trova Firenze dicendole che lei ne è il centro. La scena è molto dolce e ci è chiaro l’amore del padre per la propria bambina.

Ma i lupi sono sempre all’erta, soprattutto Riario che cerca ancora di attaccare briga con Lorenzo, invadendo uno dei suoi territori: Ferrara. Il conte cerca la guerra, e soprattutto cerca Peruzzi (la barbie con la barba) che, però, viene nascosto in casa del Duca e protetto anche dalla figlia di questi, che anche se bambina, ha già una cotta per l’ex re di Francia di Reign.

Il Papa però non vuole la guerra, e non appoggia il nipote in questo nuovo attacco ma neanche lo ferma, la sua unica preoccupazione è come passerà alla storia, pertanto commissiona alcuni lavori a Sandro Botticelli, che si trova a Roma.

Sinceramente sapendo quale ruolo abbia giocato il Papa nella morte di Giuliano non capisco come Sandro tolleri di stargli accanto, però c’è da tenere presente cha la vita di un artista non è mai ricca di quattrini, ah il vile denaro!

I figli di Lorenzo sono cresciuti e Piero è divenuto un bel giovane ma la sua gelosia nei confronti di Giulio non è affatto scemata. Il nipote di Lorenzo sembra aver ereditato dal padre la sua vena ribelle e scapestrata, e dopo essere stato ferito in un duello, la nonna lo redarguisce medicandolo ma confiscandogli la spada che mette dentro una cassapanca. Il ragazzo nota la presenza di parecchi medicinali nelle stanze della nonna, ma questa dopo un paio di sniffate di cocaina afferma che le servono per guarire i nipoti. Yo, nonna sei uno sballo!!! D’accordo non sniffa niente ma ci eravate cascate vero??!

Anche Maddalena vede la riserva di medicinali della nonna, che vedendola ha un mancamento e aggredisce verbalmente la nipote, che però raggiunta la madre non dice niente, intuendo già i grandi guadagni come pusher. Questi sì che sono bravi nipoti, al ché Lucrezia loda la nuora per come li ha tirati su bene ma le fa notare la distanza che vede tra lei e il marito, avvisandola di non combattere i suoi sogni ma di diventarne parte.

Personalmente mi piace tantissimo Clarice, è una madre dolcissima e lo è stata anche per Giulio e ha sempre supportato il marito anche quando sarebbe stato più facile lasciarlo su due piedi! #TeamClarice!

Barbara: mi tocca intervenire di nuovo, sei prolissa cara!

Dany: no ti prego non usare il cara, insomma faccio il mio lavoro i fatti sono questi… non mi guardare così male. Ok allora descrivi tu la prossima scena.

Barbara: altro che nonna pusher, Lucrezia è ammalata ai polmoni e cerca d’insegnare alla nuora come si tiene il controllo sulla città ma Clarice sembra non apprezzare tutti i sotterfugi a cui si è costretti a sottostare per avere il potere.

Dany: povera crista di Clarice, scopre che la suocera ruba dalle casse della città! Però effettivamente non si sta dimostrando una vera Medici, ma io le voglio bene comunque!

Riario non riuscendo a mettere le mani su Peruzzi e non ottenendo la guerra tanto desiderata, confabula con la moglie e decide di bloccare il commercio di sale di Ferrara, bloccando così anche Firenze. Ma Lorenzo non volendo dargliela vinta, decide di comprare il sale da Volterra e pagare di tasca propria il prezzo in più (cioè dalle tasche della città, ma silenzio nessuno deve saperlo!)

Savonarola fa ritorno a Firenze e viene invitato a candidarsi come priore da Lorenzo, il frate però lo avvisa che probabilmente se dovesse essere eletto non potrà assicurare la loro amicizia, data la reciproca divergenza di opinioni. I due raggiungono i giardini del vecchio priore trasformati in un giardino artistico dove aspiranti artisti studiano la prospettiva, tra i quali Lorenzo saluta suo figlio Giovanni.

Lorenzo raggiuge Roma e riesce a parlare con Sisto IV grazie all’aiuto di Botticelli, invitandolo alla conferenza di pace. Il Papa rifiuta l’invito non volendo cedere il suo ruolo di pacificatore ma tutto d’un tratto si inginocchia e chiede il perdono per la morte di Giuliano chiedendo a Lorenzo di liberare il proprio cuore e chiedere scusa a sua volta, in cambio il Papa richiamerà Riario.

Ovviamente Lorenzo lo manda a quel paese e i due si trovano in stallo, uno non vuole inginocchiarsi al potere mediceo e l’altro non vuole chiedere scusa per aver vendicato il fratello.

La moglie di Riario avvisa Tommaso Peruzzi e gli altri nobili fiorentini che il marito li vuole fuori da Ferrara ma che non sarà fatto loro alcun male, giurandolo sul nome della sua casata: gli Sforza. Tutto ciò è una macchinazione di Riario, che saputo dell’incontro tra Lorenzo e il Papa, ha mandato avanti la moglie. La speranza è di attirare gli uomini di Lorenzo e poi massacrarli fomentando così la guerra.

Ok ammetto che la buona mogliettina di Riario non mi convince affatto, ma che razza di personaggio è?? Entra ed esce come più le aggrada combinando una marea di problemi!!! La bimba ha bisogno di una vacanza in qualche SPA sperduta!!!

Intanto il buon Bernardi viene avvisato da una giovane spia che Savonarola è stato eletto priore, e la notizia non gli fa molto piacere, diffida difatti degli uomini troppo credenti, e qui faccio fatica a dargli torto. Sempre il nostro caro Bruno intuisce il piano di Riario e avvisa Lorenzo.

Ora la scena che ne è seguita mi ha fatto veramente dubitare dell’integrità morale di Lorenzo, che dell’onore non sa più che farsene. Era dalle nozze rosse di Game of thrones  che non rimanevo così male. La scena sanguinaria inizia con Peruzzi, mano nella mano con la giovane figlioletta del Duca e altri nobili che lasciano Ferrara, le truppe di Riario li stanno guardando dall’alto e poi sbucano anche gli uomini di Lorenzo, e quindi Riario dà l’ordine di uccidere i civili sperando nell’attacco dell’esercito, che però non avviene e resta a guardare il massacro, addirittura un pittore ritrae velocemente la scena. Muoiono tutti, anche la bambina, ma non Peruzzi che viene tratto in salvo. La scena viene raccontata come una fiaba da Lorenzo a Maddalena, in cui comprende veramente cosa ha realmente perso: il proprio onore. E un uomo senza quello vale poco. I disegni del massacro vengono mandati al Papa, per fargli veramente capire che razza di vigliacco è il nipote. Allo stesso tempo, anche Riario comprende che forse non potrà mai battere il nuovo Lorenzo.

La barbie con la barba è ovviamente nero di rabbia, ma la guerra è stata sventata e Riario viene condannato dal Papa che accetta l’invito alla conferenza di pace di Lorenzo, ma chiede che sia tenuta a Bagnolo invece di Firenze. Lorenzo accetta.

Barbara: smettila di offendere Tommaso, è così carino comunque questa scena è meglio che ve la racconti io.

Dany: tutta tua Boss.

Barbara: Ormai in fin di vita Lucrezia fa un incubo: rivive (e anche noi, mannaggia) la morte di Giuliano e svegliatasi all’improvviso, cerca il nipote ma non lo vede nel suo letto (preparatevi ad avere i lacrimoni) e cerca il figlio di Giuliano per la strada e le appare invece lui, bello e sorridente come un angelo, che viene a prendere la madre per ricongiungersi finalmente con lei. Chi ci lascia in questa puntata purtroppo è la madre di Lorenzo.

Dany: non avrei potuto scriverla meglio! Ho le lacrime anche io che sono anaffettiva cronica!

Giulio non arriva in tempo, e preso dai sensi di colpa, getta la spada nel fiume, rifiutando le armi e la vendetta.

La conferenza di pace ha inizio, e Lorenzo giocando d’anticipo si inchina al papa e chiede perdono per la morte di Salviati, ovviamente è un trucco per ottenere un trattato di pace, ma ormai il dado è tratto e il Papa non ha altra scelta che accettare.

Lorenzo ha deciso che Giovanni dovrà prendere i voti, anche se il ragazzo non ha quell’aspirazione. L’importante è il bene della famiglia. Giovanni non ne è felice ma non avendo altra scelta accetta il suo destino ma si sfoga con il cugino ammettendo le proprie paure.

La morte della madre scava un dolore profondo nel cuore di Lorenzo, ma Clarice, santa donna, lo sostiene e i due si avvicinano nuovamente. Giovanni sta per partire per il seminario a Roma accompagnato da Carlo, quando il padre lo avvisa che se dopo un anno vorrà tornare a studiare arte, lui acconsentirà. Ma ecco arrivare Giulio che avvisa lo zio che anche lui andrà in seminario per stare vicino al cugino e prendere i voti. Lorenzo non è esattamente felicissimo della scelta, probabilmente sperava di lasciare a lui il comando invece del figlio Piero che non ha mai dimostrato neanche un quarto del carisma paterno. In quel momento le campane suonano, Papa Sisto IV è morto e la carte sono di nuovo sul piatto. Come finirà?

Dany: cosa ne pensi Boss? Ti è piaciuto l’episodio? Personalmente l’ho trovato lungo e con troppi passaggi.

Barbara: I medici non deludono mai, anche questa serie sarà sicuramente un capolavoro come le due precedenti.

Dany: ok come non detto!

Fulvia Elia

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