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Recensione Serie TV: Hanna – Review sulla serie TV

Hanna è una serie televisiva prodotta da AMAZON (e siete praticamente ciechi se non vi siete accorti della marea di pubblicità che stanno facendo ovunque per questa serie).

È basata sul film del 2011 con lo stesso nome e scritto da Seth Lochhead. La serie tv invece è stata creata e scritta da David Farr, anche se Lochhead ha partecipato alla scrittura del primo episodio (la storia inizia in modo simile sia per il film che per la versione tv e solo dopo i primi episodi si cominciano a notare le differenze, tuttavia in questa recensione si parlerà solo della serie tv).

Proprio fin dal primo episodio Amazon Video ha dimostrato quanto ci tenga a questa produzione, dato che l’ha mandato in onda sul suo canale web con un’anteprima a tempo limitato valida solo per il 3 febbraio 2019. È stato poi necessario attendere quasi due mesi per vedere, sempre e solo su Amazon Video, la prima stagione completa di otto episodi (mandata in onda il 29 marzo 2019) e, com’era da aspettarsi, è di pochi giorni fa la notizia che Amazon ha annunciato di aver rinnovato la serie per una seconda stagione. Ma veniamo alla storia: i protagonisti principali sono appunto Hanna (interpretata dalla giovane Esme Creed-Miles), l’agente della CIA Marissa Wiegler (interpretata da Mireille Enos) e il suo ex-collega Erik Keller (interpretato dallo svedese Joel Kinnaman). Intorno a loro ruotano un discreto numero di personaggi, tutti più o meno importanti e soprattutto ben caratterizzati.

L’ambientazione della storia, pur essendo imperniata su un progetto segreto della CIA, non è in territorio americano, ma si svolge soprattutto tra l’Europa dell’est e la Germania, con qualche inserto in Francia e Inghilterra. Questa scelta è ereditata dalla sceneggiatura originale del film da cui è tratta la serie, ma è impossibile non notare quanta differenza faccia rispetto ai telefilm britannici o americani a cui siamo più abituati. Non saprei dire se è una questione di ritmo, di recitazione o semplicemente di atmosfera, ma si percepisce che c’è qualcosa di diverso, di meno brillante, quasi dimesso. A spingere su questa impressione è anche il doppiaggio proposto da Amazon Italia, che rifila proprio a Kinnaman un discutibile accento tedesco che per fortuna non c’è nella versione originale. Quindi – anche se può essere più scomodo – il mio consiglio è quello di guardare gli episodi in inglese e con i sottotitoli.

La trama si divide tra il thriller politico/scientifico e il dramma di formazione, e segue le vicende di una ragazza dalle incredibili capacità psico-fisiche (e a cosa siano dovute queste abilità sarà chiaro in seguito). Fino ai 15 anni viene cresciuta nell’isolamento della foresta, addestrata come un soldato speciale e con l’unica compagnia dell’uomo che si dichiara suo padre. Questo isolamento però non la protegge dalla curiosità tipica di un’adolescente e quando si troverà nel mondo reale, scoprirà di dover fuggire alla ricerca incessante da parte di un gruppo di agenti deviati della CIA. La ricerca della verità sulle sue origini si mescola con le esperienze tipiche di una ragazza della sua età, il tutto con notevole dispendio di azioni di guerriglia e combattimenti corpo a corpo.

Lucilla

Lucilla
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