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Recensione Serie Tv: Good Girls – Stagione 3 –

Progetto grafico a cura di Vita Firenze

Come potrei esordire, Fenici? Non so, datemi una mano voi.

Ero partita con la prima stagione di Good Girls che volevo abbracciare la TV e flagellarmi per non aver visto prima questa serie straordinaria, poi ho bingato la seconda e ora la terza: il mio cuore è in mille pezzi.

Perché farmi, farci questo? A che serviva iniziare così bene, per poi andare giù in caduta libera?

Andiamo con ordine, e purtroppo anche con spoiler, stavolta, visto che per spiegare non posso non citare Rio, che a inizio stagione doveva essere morto, e invece ricompare come se nulla fosse.

Il vero grande problema di questa serie è proprio questo: il comportamento dei personaggi.

Beth, da volpe gloriosa, sempre un passo avanti agli altri, è ora vittima dell’ingordigia che la spinge a cercare in ogni modo di prendere, e prendere, e prendere, nonostante sia perfettamente consapevole del fatto che ciò avrà gravi conseguenze. Si mette in pericolo mille volte e contrae debiti che sa di non poter onorare, ma soprattutto continua a portarsi dietro quella nullità di marito, lo stesso uomo che con la sua incapacità e i suoi tradimenti ha “costretto” la moglie al crimine, per salvare la famiglia.

Annie perde tutto il suo carisma, diventando una macchietta, una versione disadattata di se stessa che non è letteralmente in grado di fare nulla, col suo bagaglio di sveltine e idee stupide.

Ruby? Beh, lei sinceramente è scomparsa. Fa il pagliaccio girando con la motoretta, fa la morale a tutti ed è quella che a conti fatti si espone di meno quando si tratta di sporcarsi le mani.

Infine, abbiamo Rio.

Lui era il guilty pleasure della prima stagione, cattivo e sexy, provocante, pericoloso, ma con quell’aura quasi protettiva. Ora è un gran pezzo di merda. Cioè, chiariamo, Beth gli ha sparato, lo ha lasciato a terra dandolo per morto, ma lui l’aveva costretta, le aveva detto “spara all’agente dell’FBI” e sia chiaro: sapeva che lei non avrebbe mai potuto farlo. Ha poco da fare il risentito, adesso. Ma forse la sua caratteristica è proprio questa, va avanti convinto delle sue ragioni e non importa se sbaglia, perché davvero sbaglia 9 volte su 10 e io questa cosa non me la spiego, perché Rio non è un cretino, eppure semina cadaveri senza ragione, si vendica di Beth e soprattutto non accetta mai le sue ragioni, per quanto sensate siano.

Nella prima stagione li volevamo vedere insieme, la loro chimica era ed è straordinaria, nella seconda li abbiamo avuti, anche se per poco, e ora? Nemici senza ragione.

Nessuno si aspettava la coppia felice che va a vivere nella villetta di periferia, ma neanche questa allucinante cascata di sfiga: alle Good Girls non ne va dritta una. UNA.

È un po’ troppo per una serie di questo genere, stanno esagerando coi drammi e per assurdo coi crimini, perché non è possibile fare così tante rapine senza mai venire scoperte.

La svolta che ha preso lo show, questa persistente aria di minaccia che aleggia non tanto sulle Good Girls, ma solo sulla povera Beth, ha rovinato l’atmosfera della serie che prima riusciva a legare bene crime, commedia e drama: ora sembra quasi incompleta, nonostante la grande bravura degli interpreti.

Forse il vero problema è stato proprio Rio, e la scelta di non ucciderlo, facendolo diventare solo più cattivo.

Spero di assistere all’ascesa del regno di Beth, nella quarta stagione, con o senza questo gangster dalle idee fin troppo confuse.

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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