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Recensione Serie Tv: Gangs of London – “Prima stagione Episodi 8 e 9”

Episodi

Progetto grafico a cura di Eve

Care Fenici, gli eventi si stanno evolvendo e non in positivo per i Wallace. Il cerchio ormai si stringe attorno a loro e il tradimento di Fin nei riguardi degli investitori è come un marchio a fuoco che stigmatizza la famiglia. Per Mary è arrivato il momento di cambiare aria, magari cercare rinforzi per riappropriarsi della città. In famiglia pesa una tremenda frattura. Sean sente emergere stati d’animo contrastanti ricordando le parole dette da suo padre a riguardo del potere e di come detenerlo. Billy intanto cerca di convincere Jaqui a seguirli nella loro fuga, ma sua sorella non ha nessuna intenzione di lasciare Londra, dato il suo stato di salute. La sua bambina nascerà a breve e lei vuole rimanere in città, dove sa che può avere tutta l’assistenza necessaria. Il capofamiglia Dumani intanto, mette alle strette Elliot, per assicurarsi il suo aiuto; nello stesso tempo ha a che fare con la fazione araba, dove alberga il dissenso maggiore. La sparizione dei fondi destinati ai finanziatori causa molti problemi, riempiendo di violenza le strade. A rimanere accanto a Sean, tra i suoi vecchi soci, c’è solo Lale. Intanto la task force dei finanziatori continua a fare piazza pulita intorno a sè ed Elliot viene messo sotto pressione dai superiori. Floriana riesce a dare alla luce sua figlia, ma, quando le sta per essere tolta dalle braccia, reagisce con vigore, mettendo fuori gioco la sua carceriera e riuscendo a fuggire via. Gli eventi si susseguono con rapidità, tra le crisi di Sean, gli stermini delle parti e il coinvolgimento di Shannon con il poliziotto, fino a che accade un tragico epilogo.

Dumani e la vedova Wallace s’incontrano davanti alla tomba di Fin. Lui le annuncia che sulla testa del figlio c’è una taglia: se accetterà di consegnarlo Billy e Jaqui potranno rimanere in vita. A nulla valgono le sue proteste: o lui o Alexander dovranno cadere. Elliot, intanto, viene catturato dai servizi segreti, perché accusato di collaborare con Sean per atti di terrorismo. Cerca di difendersi, ma inutilmente, costretto a uno spietato interrogatorio dal quale i suoi ex capi non possono trarlo in salvo. Le elezioni terminano e Nasir risulta vincente, ma quando per Asif è il momento di gioire con il figlio, ha una tragica sorpresa. Gli esecutori si sono presi anche suo figlio; si rende conto di aver sottovalutato la situazione. Disperato chiede a gran voce vendetta, ma gli investitori sono spietati e, uno a uno, eliminano chiunque era stato sul libro paga di Fin.

Tra tanto sangue versato, Lale e Sean finalmente s’incontrano e consumano la loro passione. Tra Ed e Marion è l’epilogo: puntandosi reciprocamente la pistola contro, si sparano, con il cuore a pezzi. Si chiudono così gli occhi della grande matriarca che era riuscita a tenere unita una dinastia.

Sean e Alexander si confrontano: le pistole in pugno e il rimpianto nel cuore. Elliot perso negli ingranaggi della politica e della malavita internazionale, diventa una pedina importante. Ed è proprio lui che in un colpo di scena eclatante spara a Sean, togliendolo di mezzo. Il capo della famiglia Wallace è morto e, tutto intorno a lui, piovono macerie. Ormai Elliot è entrato nel gioco: da poliziotto integerrimo è mutato in uno di loro.

Ragazze che evoluzione di eventi! Sono rimasta sconvolta dagli ultimi accadimenti, soprattutto per la banale dipartita di Sean. Eh sì, ci sono rimasta veramente male e che dire di Elliot? Tutto mi sarei aspettata meno che cedesse al lato oscuro, ma il terrore sale in certi casi e c’è anche da capirlo. Molto bello questo nono episodio, che ha ribaltato tutti gli equilibri. Alla fine i Dumani appaiono vincitori ma chissà per quanto però. Gli ultimi minuti di trama racchiudono però una sorpresa che ovviamente non vi svelerò. Vi voglio invitare invece a gustarlo appieno, perché si tratta del degno epilogo di cotanta serie, o almeno sembra.

Concludiamo qui i nostri appuntamenti, almeno per il momento, aspettando che appaiano novità all’orizzonte. Per il momento vi congedo, arrivederci alla prossima occasione.

 

 

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