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Recensione Serie TV: Game of Thrones 8×05

Cari Fenici, ma ne succedono di cose a Westeros!

Dany è distrutta. Ha perso due draghi e quella che si potrebbe definire la sua amica più cara, oltre che una saggia consigliera; in più c’è il tradimento da parte di Sansa, che ha rivelato il segreto di Jon, e soprattutto Varys, che sarà l’unico a pagare. Almeno per il momento.

È giunto il momento di attaccare Approdo del Re e Tyrion fa di tutto per convincere la sua Regina a risparmiare il popolo, ma ottiene solo la promessa che se la città si arrenderà, suonando le campane, verrà risparmiata.

Nell’episodio abbiamo purtroppo la conferma che Jaime è uno schifoso ed è tornato in città per salvare Cersei; il fratello lo asseconda non tanto per proteggere la donna, ma per consentirgli di suonare le campane e aprire le porte della città, nella speranza che questo risparmi la vita ai cittadini.

Ora, io non so bene come solo stavolta Dany e Drogon siano riusciti miracolosamente a schivare decine di Scorpioni. Ci sta che all’inizio sia piombata dal cielo controluce proprio per impedire ai soldati della flotta di mirare, ma tutti gli altri? Licenza creativa, suppongo. Bruciate le navi, passa alle balestre sulle mura e infine ai soldati della Compagnia Dorata, consentendo all’esercito di Immacolati, Dothraki e Gente del Nord (poverini a loro niente nome figo) di entrare in città.

Qui abbiamo un bellissimo momento di stallo, coi due eserciti che si fronteggiano. I soldati dei Lannister hanno ormai compreso di non avere speranze, e decidono quindi di far cadere le armi.

Dany vola sopra i vicoli terrorizzando i cittadini, che iniziano a gridare in preda al panico di suonare le campane. Dopo alcuni interminabili minuti, si sentono i rintocchi.

E qui, scusate, mi arrabbio.

Nonostante anche i fan abbiano suonato queste benedette campane, gli sceneggiatori decidono di prendere 7 anni di caratterizzazione di un personaggio e buttarli nella stufa.

La Regina dei Draghi, infatti, osserva la campana e poi che fa? Brucia tutto.

Vola sopra la città a zig-zag dando fuoco a tutto e tutti, un vero e proprio genocidio immotivato, mentre Cersei osserva la scena dalla stessa finestra dalla quale si è gettato Tommen.

Perchè Dany non ha semplicemente attaccato la Fortezza Rossa?

Perchè Verme Grigio ha ordinato di assalire i soldati che si erano arresi?

Una strage, un’ecatombe. La città viene rasa al suolo.

In tutto questo, Euron e Jaime si scontrano assolutamente senza motivo, visto che entrambi volevano portare in salvo Cersei, e l’uomo delle Isole di Ferro ha la peggio.

Il Mastino, in una scena tenerissima, convince Arya ad andarsene e a rinunciare alla vendetta contro la Regina, dicendole che ormai è condannata; la ragazza finalmente lo ringrazia e si allontana, mentre lui si prepara ad affrontare la Montagna.

In un tremendo susseguirsi di violenza e sangue, la visuale passa continuamente da uno all’altra, con la piccola Stark che cerca di sopravvivere alla folla terrorizzata che si sta riversando nelle strade e Sandor che combatte il fratello diventato ormai invulnerabile.

Jon aiuta chi può, ordinando all’esercito del Nord la ritirata. Tyrion osserva da lontano la carneficina, sconvolto, e Dany continua imperterrita a distruggere la città.

Cersei incontra Jaime che la conduce ad un’uscita segreta, ma la trovano ostruita dai detriti. La fortezza crolla su di loro mentre si abbracciano un’ultima volta.

Arya riesce a mettersi in salvo e si guarda intorno con ferocia.

Che dire?

Manca un solo episodio, e a giudicare da quanto ho visto, Dany farà una bruttissima fine.

La Regina buona, la ragazzina data in pasto ai Dothraki, la liberatrice di schiavi, la stratega, quella che per 7 anni è stata una figura forte ma sempre giusta, adesso è diventata la regina pazza, degna di suo padre.

Perchè?

Sono assolutamente delusa da questa involuzione. L’idea che Jon, con Tyrion e Arya, si mettano contro di lei per toglierle il potere che, a questo punto, chiaramente non sa gestire, mi spezza il cuore. Sia chiaro, non mi aspettavo certo un lieto fine da favola, ma un minimo di giustizia e coerenza sì, quelli li pretendo.

Vogliamo poi parlare di Jaime? Altro personaggio che si era evoluto in modo splendido, migliorandosi e diventando sempre più indipendente; gli scambi con Brienne, per quanto non li abbia mai shippati, erano l’emblema del suo cambiamento e guardate com’è finita.

L’ha deflorata, cosa per lei importantissima, e l’ha lasciata per correre di nuovo dalla sorella.

E le profezie? Valonqar? Eroi? Principi e principesse destinati? Le teste del drago?

Tutto sparito. In questo episodio hanno ammazzato 7 stagioni di teorie e mitologia.

Per carità, emozionante, esteticamente molto bello, ma un pugno nello stomaco alla continuità narrativa: si vede che in quest’ultima stagione non ci sono i libri a sostenere la trama.

Lucilla

Lucilla
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