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Recensione serie TV: Emily in Paris – Prima stagione completa –

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Finalmente il tempo è giunto! E’ ora di bere tisane, cioccolate calde, avvolgersi con una o anche due coperte e indossare pigiami caldi e coccolosi, coordinati con dei fantasiosi calzini di flanella; il modo migliori per usarli? Mettersi sul divano e gustarsi la dolcissima serie targata Netflix, creata da Darren Starr, che con la frizzante Lily Collins, ci porta per 10 episodi della durata di 30 minuti a Parigi, la città più romantica, sicuramente più bella di Chicago, da dove parte la nostra protagonista.

Emily, laureata in marketing, per un colpo di fortuna, senza pensarci troppo, lascia la sua vita noiosa e grigia per volare nella Ville Lumiere e lavorare in una piccola società francese con lo scopo di portare il punto di vista americano ai suoi nuovi colleghi parigini.

C’è solo un piccolo problema… Emily non conosce il francese e, i suoi colleghi non sono proprio contenti del suo arrivo.

Nonostante le barriere culturali e la lingua, la dolce Emily con la sua spontaneità e dolcezza riuscirà a trovare il suo posto in una città che non la accoglie subito a braccia aperte… incontrerà Mindy, Camille e infine Gabriel, un vicino di casa che tutti vorrebbero. Tra passioni, amori, triangoli, sfilate di moda, influencer, fiumi di champagne, melanzane e salsicce, seguiremo Emily tra le vie della città sorridendo delle situazioni a volte assurde nelle quali finisce, per poi uscirne con un certo stile. Impossibile non tifare per lei.

Perché guardare Emily In Paris? C’è Lily Collins, bellissima con tutti i suoi outfit colorati, amici e colleghi divertenti e assurdi, l’affascinante chef Gabriel, originario della Normandia che Emily conosce perché ha visto il film Salvate il soldato Ryan, e poi c’è lei: Parigi, con le sue luci, colori e profumi da cartolina, ti fa credere che è la città dove è possibile realizzare i propri sogni. La serie perfetta da vedere se ci si vuole rilassare e ritrovare la spensieratezza che in questo particolare momento storico ahimè si è un po’ persa.

Sognare è bello, quindi perché non farlo insieme a Emily?

Forse gli episodi sono troppo brevi e alcuni temi vengono solo accennati e non approfonditi, così come anche i protagonisti e ci sono molti clichè sui francesi e gli americani, ma per una volta mi sono lasciata trasportare dall’entusiasmo di Emily e questi difetti non mi hanno pesato o infastidito. Non sarà Sex and the City, ma chi se ne frega, è una vivace commedia romantica e l’ho trovata magnifique!

Fulvia Elia

Fulvia Elia

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