Home » Recensioni: serie TV e Film » Recensione Serie Tv: Elementary “Seconda stagione”

Recensione Serie Tv: Elementary “Seconda stagione”

Elementary

Londra. Una vecchia conoscenza di Sherlock finisce nei guai. Ad aver bisogno del nostro investigatore è ora un suo amico, un antico compagno di nome Lestrade. Prima del suo periodo di tossicodipendenza, i due collaboravano con Scotland Yard, l’uno come ispettore, l’altro come consulente. Holmes torna così nella sua amata città insieme a Watson, per risolvere un caso scabroso, richiamato proprio dalla polizia londinese.  

La seconda stagione si apre così, con una finestra sul passato di uno dei protagonisti; potremo quindi conoscere una parte della sua vecchia vita, ma soprattutto suo fratello Mycroft, da lui detestato perché ritenuto “pigro ed indolente”, questa la descrizione fatta ogni qual volta dovrà lamentarsi delle azioni del suo familiare. Ovviamente Sherlock risolverà brillantemente il caso, scagionando il collega e riabilitandolo agli occhi di tutti.

Tra Joan e Mycroft sarà subito intesa. Il rapporto di complicità tra i due non farà altro che amplificare l’acrimonia tra i due Holmes.

Mycroft, impegnato nella ristorazione, non aveva certo brillato per la sua grande personalità, cosa che suo fratello non aveva mai mancato di fargli notare; ad aggravare la situazione tra i due, era stato il mancato matrimonio tra lui e Nigellina, per colpa di Sherlock che, per salvare il fratello da una donna subdola e prettamente interessata al loro patrimonio, aveva sedotto la promessa sposa poco prima delle nozze, dimostrando così la correttezza delle sue opinioni. Ovviamente questo alimentò pericolosamente l’astio tra i due, contribuendo a una brusca separazione.  Fu per questo, oltre a ulteriori motivi, che portarono Mycroft a non informare il fratello delle sue condizioni di salute. Nel corso dell’ultimo anno infatti, aveva dovuto sottoporsi ad una serie d’interventi a causa di una grave forma di leucemia. Di questo Joan verrà messa al corrente dal suo affabile interlocutore, con il quale si dilungherà nell’affrontare tematiche così sensibili.

Turbata dalla scoperta, pone delle domande al suo socio, che per tutta risposta si giustifica dicendo di aver avvertito più di una volta suo fratello sulla mancanza d’integrità della sua futura moglie. Non avendo risposta, decise quindi di passare a una dimostrazione pratica.

Dopo la brusca separazione da Sherlock, suo fratello si appropriò del suo appartamento londinese, il 221 bis, eliminando ogni traccia del suo precedente proprietario. L’incontro scontro tra i due finirà con un accordo. Sherlock e Joan torneranno a New York, lasciando i due fratelli finalmente riappacificati… per quanto sia possibile esserlo per quei due.

Durante una delle indagini, Watson avrà a che fare con il suo passato; incontrerà il figlio del paziente che per errore, uccise durante l’intervento che mise fine alla sua carriera. Il ragazzo, facendo leva sul suo senso di colpa, le chiederà un prestito per l’apertura di un bar che lui e alcuni suoi amici stanno progettando. Sarà Sherlock a farle capire che linea di condotta tenere. Joan farà al ragazzo una proposta, finanziarlo fino alla fine dei suoi studi d’ingegneria, che per colpa della malattia del padre aveva interrotto, lui rifiuta, dicendo di avere nuovi progetti, così Joan sarà libera di tirarsi indietro, conscia di aver fatto il possibile per riportarlo sulla retta via, ma disponibile ad avere sempre un dialogo aperto con lui ogni qual volta che ne avrà bisogno.

Durante un caso molto complesso, i nostri eroi faranno finalmente la conoscenza di Everyone. Il suddetto è una presenza importante nella rete e da quel momento in poi tra Holmes ed Everyone, inizierà una sporadica ma significativa collaborazione. Ovviamente non sarà un aiuto pro-bono, ogni favore avrà un costo: cover di canzoni da lui cantate in situazioni imbarazzanti o sue foto in mise compromettenti. Cosa aspettarsi da un collettivo di ragazzotti scanzonati e dispettosi?

A seguito degli ultimi accadimenti, Watson, incoraggiata anche dalle parole di alcuni suoi amici, si pone delle domande sulle sue scelte e sulla sua vita da detective. Nel frattempo conosce un uomo per il quale dimostra un certo interesse.

All’oscuro da tutti, Sherlock inizia una corrispondenza con Moriarty, che gli scrive appassionate missive dal suo eremo carcerario.

Un’amica di Joan la contatta, chiedendole aiuto per un fatto personale: rintracciare un uomo con cui ha trascorso l’avventura di una notte, che risponde al nome di Tony. Joan accetta e nelle sue ricerche recupera un video che ritrae i due, durante la sera dell’incontro. In procinto di guardarlo, Sherlock le confessa di essere lui il misterioso individuo. Le spiega anche dei suoi pedinamenti avvenuti nel loro primo periodo di convivenza, eseguiti per essere sicuro della sua integrità. I due discutono della cosa, Sherlock si scusa con la sua amica, rassicurandola del fatto che si è trattato di un’unica notte. Alla fine della discussione, lui le confessa di aver avuto dei rapporti intimi con la sua amica.

Con il suo aplomb Joan riuscirà a far capire a Sherlock la mancanza nei sui riguardi, il non renderla partecipe dei suoi dubbi non è corretto nei suoi confronti, riuscendo a fargli capire i suoi errori e, facendogli capire che tutto questo dovrà scontarlo prima o poi.

In uno dei loro casi, la moglie del capitano Gregson viene sorpresa in casa da un bandito con un passamontagna. I due investigatori aiuteranno il loro amico per la risoluzione del caso, durante il quale, apprenderanno che lui e sua moglie, vivono praticamente separati in casa. Alla fine del caso, il capitano Gregson dichiarerà a sua moglie le sue intenzioni: lui non è disposto a rinunciare al loro matrimonio e s’impegnerà per cercare di porre rimedio alle sue mancanze.

Parallelamente, anche Joan e Sherlock, si confronteranno sui termini della loro collaborazione, alla fine del quale, lui le consegnerà una serie di fascicoli con casi non risolti, spingendola a farlo al posto suo.

Nigellina, l’ex fidanzata di Mycroft si presenta a New York insieme a lui, che ha intenzione di aprire un ristorante in città, il “Diogene”. L’uomo chiede aiuto a suo fratello per risolvere un caso riguardante un cavallo di alto livello, Silver Blaze. Durante le indagini, Sherlock apprenderà che nel periodo di malattia, era stata proprio Nigellina a star vicino a suo fratello, questo lo farà infuriare, ma le spiegazioni della persona in oggetto, saranno più che valide. I due si erano lasciati con troppa asprezza, così Mycroft non aveva potuto far altro che affidarsi ad altri. La “Marchesa”, così ora si fa chiamare Nigellina, grazie ad un matrimonio proficuo di cui si è presto disfatta e che le ha dato anche il suddetto cavallo, si scopre però essere un lestofante implicata nel giro dei cavalli di razza. Ma giocare sporco con persone pericolose, era stato un po’ troppo per lei. Infatti, il suddetto cavallo era già venuto a mancare da un bel po’ di tempo, ma era stato da lei prontamente sostituito da un suo fratello molto somigliante. Ovviamente il nostro Holmes, scopre l’inganno, mettendo a parte uno sconvolto Mycroft; il gruppo capisce cos’è successo e perché quella gente cerca d’uccidere Nigellina.  Sherlock riesce a sistemare le cose, non senza costringerla a rifondere i malcapitati dei suoi inganni con il suo cospicuo patrimonio. I fratelli Holmes intimano alla “Marchesa” di sparire e di non rientrare più nelle loro vite.

Nel frattempo, Sherlock scopre i retroscena del rapporto tra suo fratello e Joan e dopo l’ennesima discussione, riesce a digerire il fatto che lui, rientrato ormai in pianta stabile nella sua vita, rimarrà per un po’ in città per gestire il suo ristorante.

I due si vedono frequentemente, riprendendo di fatto i contatti. Lo scopo di Mycroft però è anche quello di riportare suo fratello a Londra. Sapendo che lui e il padre, non hanno il minimo contatto, gli farà credere che sia proprio quest’ultimo a volerlo a casa, pena il ritiro dei fondi di mantenimento. Sherlock, non volendo lasciare New York, scrive una missiva al padre nella quale gli chiede di poter restare lì.

L’episodio si chiude con una misteriosa telefonata, in cui Mycroft strappando la lettera, comunica di non essere riuscito nell’impresa. Sherlock resterà a New York.

Durante un caso molto difficile, Holmes verrà chiamato a testimoniare in tribunale. Una serie di flashback ci faranno capire l’accaduto. In un suo interrogatorio, Sherlock tirerà troppo la corda, ma a farne le spese non sarà lui, bensì il detective Bell, che per proteggerlo, gli farà scudo dalle ire di un testimone compromesso dall’atteggiamento dell’investigatore. Bell finirà in ospedale e perderà per un lungo periodo l’uso del braccio destro. Sentendosi in colpa, Holmes non troverà la forza di andare a trovarlo e il loro rapporto ne risentirà. A seguito di questa incresciosa situazione i due amici avranno bisogno di molto tempo per ricucire il loro rapporto. Bell, infatti, si farà trasferire alla sezione Demografica, visto che non potrà partecipare attivamente alle missioni. Conosciamo il nostro genio, non si darà pace per la cosa e farà di tutto per farlo rientrare attivamente alla sezione omicidi.

Intanto il programma di Sherlock continua a procedere. Il suo sponsor, Alfredo, pensa che sia arrivato il momento, di restituire a sua volta l’aiuto ricevuto, divenendo sponsor di qualcun altro. Per il nostro investigatore è difficile entrare in empatia con qualcun altro, quindi all’inizio rifiuta, dovendo però, a malincuore capitolare di fronte a ottime motivazioni.

Il nostro Holmes, ancora affranto per la scoperta fatta su Irene, sta passando un brutto periodo. L’insoddisfazione e l’inquietudine prendono il sopravvento sulla sua capacità critica, riversandosi inevitabilmente anche nell’ambito lavorativo.

Una bambina viene rapita da una normale famiglia newyorchese. I nostri protagonisti vengono coinvolti nel caso ed Holmes, dalla registrazione del nastro, riconosce l’impronta vocale di colui che si faceva spacciare per Moriarty. Scoprendo che coinvolta, vi è l’organizzazione della donna, ottengono un colloquio con lei.

La donna grazie alla “collaborazione” con l’FBI è rinchiusa in un bunker isolato, dove ha tutta la libertà possibile, ma resta comunque una detenuta, con manette elettroniche e sorveglianza h24. In cambio del suo aiuto, chiederà di poter lavorare al fianco di Holmes, ovviamente sotto scorta. Durante le indagini si scoprirà che la vittima designata era proprio Moriarty, la bambina rapita altri non è che sua figlia.

Conscia di non poterla allevare, Jamie aveva trovato per lei una famiglia, lontana dal suo mondo e dai suoi pericoli. Irene/Jamie, riesce poi a sfuggire alla sorveglianza, non senza ferirsi gravemente. Farà comunque in tempo a recuperare la piccola e ad affidarla ad Holmes, prima di perdere i sensi tra le sue braccia.

Il detective Bell, si troverà coinvolto in uno strano caso di omicidio, che lo porterà nel mondo della mafia. Nel corso del quale, collaborerà nuovamente con Holmes; dopo un inizio difficile, i due riusciranno a ritrovare un’intesa. Purtroppo verranno a conoscenza di alcuni fatti scabrosi che metteranno in relazione l’attuale capo di Bell con la malavita organizzata. Il caso si concluderà con il suo arresto, in quanto implicato in un pareggiamento di conti tra i capi della mafia.

Nel frattempo, Randy, il nuovo assistito di Sherlock, ha delle ricadute. Lui, ligio al dovere del suo ruolo, si fa in quattro per aiutarlo in ogni modo.Alla fine, lo convincerà a separarsi dalla sua ragazza, motivo di tentazione alla sua astensione alla droga.

Lestrade farà la sua comparsa a New York, in veste di agente privato, per indagare insieme ad Holmes, nel caso dell’esplosione di una bomba. Sherlock non sarà molto contento di vederlo, dato l’atteggiamento tenuto dall’altro, prima che lui ripartisse da Londra. Sin dall’inizio, il nostro investigatore capirà che l’agente londinese, nonostante la sua sfrontata apparenza ha ancora bisogno del suo aiuto. Lestrade cerca di farsi perdonare da Sherlock, confessandogli di sentirsi nettamente inferiore confronto a lui. Alla fine del caso, per fare la cosa giusta, si ritrova senza lavoro e con sequenzialmente senza soldi, così bussa alla porta di Holmes, per chiedergli ospitalità, fino ad una sostanziale svolta della sua situazione, rimanendo ospite del suo amico per diverso tempo.

Alistar, uno dei più importanti amici di Sherlock, muore improvvisamente di overdose. Per lui è un grande dolore dover fare a meno del suo caro mentore. Nel frangente aiuterà Tess, una ragazza che frequenta uno dei suoi gruppi di sostegno a ritrovare sua sorella.

Mycroft è determinato ad avere una relazione con Joan, il che, mina l’abitudinarietà del nostro Sherlock. Joan d’altro canto è spiazzata dalla proposta e non è convinta dal suo atteggiamento, certo, lui è intrigante, ma il suo essere integerrima fa sì che la donna tentenni. Quando finalmente sembra essere pronta l’uomo mina la loro relazione mentendole.

Sherlock intanto, trova il corpo della sorella di Tess, purtroppo non è il solo, ve n’è un altro, appartenente a un certo Zach Piller.

Joan, frequentando il Diogene, si accorgerà di alcuni movimenti illeciti da parte del cartello della droga francese, “Le Milieu”. I malavitosi, si accorgono delle attenzioni di Watson, decidono così di rapirla, per usarla come merce di scambio con Mycroft, che tutti scopriranno essere, un agente dei servizi segreti inglesi. Di fatto era impegnato in un gioco di controspionaggio tra l’MI6 ed i francesi, nel tentativo di consegnare dei nomi già noti alla giustizia.

Sherlock accusa Mycroft di essere la causa delle loro disgrazie; se Joan tornerà sana e salva dovrà sparire dalle loro vite per sempre. Il fratello, dal canto suo, gli confessa che uno dei motivi che lo costringevano a quella pericolosa collaborazione, era proprio la salvaguardia della libertà di Sherlock, invischiato per errore, nel suo periodo di tossicodipendenza, con noti terroristi internazionali.

L’MI6 recluterà anche Sherlock, per la risoluzione del caso. Alla fine, Joan sarà salvata, ma per trarsi d’impaccio, per colpa di una talpa nell’organizzazione, Mycroft dovrà sparire simulando la sua morte, dovendo così dire addio a suo fratello e soprattutto alla donna.

A causa di questo evento, Watson decide definitivamente di concludere il suo trasferimento, alla ricerca di un suo angolo di normalità.

Sherlock sotto shock, per l’allontanamento di entrambi, accetta la proposta dell’MI6.

Parte così per Londra, lasciando a Joan solo un biglietto.

Un finale di stagione amaro, ma denso di significati. Emozionante e commovente.

L’analisi del rapporto tra i due fratelli rende per me questa serie superiore alle altre, per sceneggiatura, fotografia e dinamicità di eventi. Cominciamo solo adesso a intravedere le vere essenze dei nostri protagonisti, che lottano con passione per mantenere, all’interno della complessità del loro rapporto, una sorta di autonomia individuale, Sherlock sempre alla ricerca di nuovi stimoli attraverso la brillante mente di Joan e quest’ultima, tentando di mantenere un po’ di normalità nel complicato connubio sviluppato con il suo partner. La psiche di Joan crolla, nel momento in cui si rende conto che le sue certezze, sono destinate nuovamente ad andare in fumo ed è per questo che ha bisogno di mettere una certa distanza tra lei ed il suo partner. Sherlock invece, vede venire meno l’incrollabile sicurezza data dalla costante presenza di Joan, che, unitariamente alla delusione data da suo fratello, lo spingono a un repentino allontanamento, per preservare lui e l’indipendenza della donna.

 

 

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

StaffRFS