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Recensione serie Tv: “Dummy” -Puntate dalla 1×6 alla 1×10- Finale di Stagione

Finale Dummy

Progetto grafico a cura di Eve

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

Cody, non riusciremo mai a realizzare una grande opera femminista finché non supereremo il test di Bechdel!

Ecco che ci risiamo… Barbara sa diventare un cane rabbioso quando si tratta di difendere i suoi principi atti alla distruzione del Patriarcato. E Cody non le rende certo la vita facile… Dan di qua, Dan di là, Dan, Dan, Dan… e basta però! Ti è rimasto o no un po’ di amore per te stessa? Vuoi diventare una brava sceneggiatrice o vuoi rimanere per sempre la fidanzata di Dan Hammond, il genio che tutti idolatrano, e girargli intorno come un satellite che vive di luce riflessa?

E se a parlare così è una bambola gonfiabile c’è da crederci. Chi meglio di lei può capire le insicurezze di una donna, con tutto quello che subisce ogni giorno a opera di maschi con gli ormoni ingolfati e ben poco riguardo nei confronti della sensibilità femminile. Ehi non mi guardate così! Barbara non è una qualunque… a sette anni è ancora nel fiore della giovinezza, anche se per colpa di Dan ha già dovuto subire una vagino-plastica di cui vi risparmierò i dettagli.

Passiamo oltre …

Cody decide di confessare i dettagli del suo rapporto con Barbara alla propria strizzacervelli, l’unica persona che non si farà beffe di lei se non altro in nome della paga percepita a ogni seduta. La dottoressa consiglia a Cody di intraprendere un viaggio con questa sua amica immaginaria… doc, guarda che Barbara non è immaginaria, esiste… va beh, lasciamo perdere.

La nostra protagonista accoglie con gioia l’idea e… si mette in auto con la sua sexy Barbie girl alla ricerca dell’ispirazione per  la bozza della sua nuova sceneggiatura. Abbandonata l’idea  – definita da Barbara, senza troppi peli sulla lingua, una vera m***da – della fatina dei denti/spogliarellista, la storia racconterà della strana amicizia tra una donna e la bambola gonfiabile del suo fidanzato…Dummy finale di stagione

Ve l’ho già detto che questa serie è geniale? Arrivata alla fine non posso che confermarlo; la fiction era destinata secondo il progetto iniziale a diventare film per poi essere divisa in dieci piccole perle della durata di otto minuti circa. Con questo metodo potrebbero andare avanti all’infinito e tenere incollato lo spettatore allo schermo fino allo stremo, con buona pace di occhiaie e annesso bruciore cronico alle retine.

Le puntate sono come le patatine mentre sorseggi il tuo prosecco ghiacciato… una tira l’altra.dummy finale

A monte delle risate però – quelle vere, senza l’interferenza della fastidiosissima claque registrata di alcune sitcom – la storia ci offre anche un ampio margine di riflessione su un quesito fondamentale del mondo femminile. Quante volte la parte nascosta di noi si è chiesta: Voglio diventare qualcuno per me stessa o voglio restare perennemente la compagna di…? E quante volte ci siamo date come risposta: Voglio che la gente veda me per come sono e non perché sono la donna di qualcuno, fosse anche un uomo importante.

Il famoso ruolo della bella statuina che, ultimamente, troppo spesso ci viene propinato da tanti programmi spazzatura della televisione moderna, rappresenta un’involuzione rispetto a figure femminili di spicco cui ci ha abituato il varietà degli anni ‘60-’70; certo, si trattava sempre di figure che comparivano sul palcoscenico accanto a un uomo, ma il loro ruolo era ben definito ed era di spicco.

Nulla a che vedere con le comparse dei giorni nostri, costrette a stare un passo indietro rispetto all’ingombrante figura maschile cui si affiancano… anche perché alcune di loro se aprono bocca riescono con poche parole a distruggere biblioteche per autocombustione e anni di evoluzione della lingua italiana.

DUMMY materializza le incertezze della donna che lotta ogni giorno per diventare qualcuno, tramite il simbolo per eccellenza della femmina senza identità, puro oggetto del piacere maschile… una bambola gonfiabile. La sexy pupa di plastica è però la voce della nostra coscienza e in quanto tale, si affranca dal proprio ruolo di oggetto sessuale per diventare paladina dei valori femminili, scuotendoci dal nostro torpore. Perché siamo femmine certo e se vogliamo usare la nostra femminilità dobbiamo poter avere la libertà di farlo senza cadere preda di stupidi pregiudizi; siamo però soprattutto donne, abbiamo le nostre aspirazioni di carriera, che possiamo e dobbiamo raggiungere con le nostre forze.

Non dimentichiamo le coriacee parole di Barbara: “siamo tutte bambole sessuali finché non rovesciamo il patriarcato” … in una dimensione parallela, probabilmente invocherei la sua nomina a Ministro delle Pari Opportunità.

L’episodio finale si conclude con un esilarante colpo di scena che lascia spazio a potenziali sviluppi futuri. Spero proprio che ci sia un rinnovo perché le avventure di Cody e Barbara sono ormai diventate per me uno splendido momento di evasione.

Buona visione e alla prossima.

Fulvia Elia

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