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Recensione serie TV: “Destini in Fiamme”-Prima Stagione-

Destini in fiamme

Tipologia: Miniserie, 1 stagione, 8 episodi da circa 50 minuti

Titolo originale: Le Bazar de la Charitè

Genere: storico, drammatico

Paese di origine: Francia

Distribuzione in Italia: Netflix dal 26 dicembre 2019

Creazione: Catherine Ramberg

Produzione televisiva: Quad

Cast: Audrey Fleurot, Julie de Bona, Camille Lou, Antoine Duléry , Aurélien Wiik, Florence Pernel, François-David Cardonnel, Gilbert Melki, Gilles Cohen, Josiane Balasko, Stéphane Guillon, Théo Fernandez, Victor Meutelet.

Musica: François Liétout

Dopo un devastante incendio a Parigi nel 1897, le vite di tre donne sono sconvolte da tradimenti, inganni e crisi sentimentali. (Fonte: Netflix)

Mamma mia ragazzi, che gioiellino inaspettato!

Non amo molto le produzioni francesi e mi sono pigramente approcciata a questa serie, senza saperne quasi nulla, ma devo dire che, per qualità e capacità di coinvolgimento, questa mia prima serie dell’anno è stata veramente di alto livello.

Ci troviamo a Parigi, nel 1897. La prima delle protagoniste che incontriamo è Adrienne De Lenverpre, moglie di Marc Antoine De Lenverpre e madre della piccola Camille, che scopriamo subito essere vittima delle angherie del marito, ricco e corrotto candidato al Senato. Conosciamo poi Alice De Jeansin e la sua domestica Rosa Rivière, quest’ultima sposata con il cocchiere Jean e in procinto di partire con il marito per l’America. Tutte e tre le donne si recano al Bazar de la Charité, evento di beneficenza organizzato dalla aristocrazia cattolica francese. Adrienne però non si trattiene a lungo e si allontana per incontrare Hugues, il suo amante giornalista, mentre Alice si intrattiene con il suo promesso sposo Julien e Rose ha in custodia il piccolo Tomas, figlio di Odette, ricca amica di Alice.

All’improvviso scoppia un violento incendio, che in pochi minuti avvolge tutta la struttura, in legno. Le scene che riguardano l’incendio sono veramente spettacolari, e il primo episodio mi ha ricordato moltissimo il film Titanic: le stesse atmosfere, l’attesa del disastro, le vite che improvvisamente vengono devastate, il tentativo di minimizzare i pericoli, l’arroganza dei forti e tutto il peggio dell’uomo, che spesso in queste situazioni viene fuori, nella lotta per poter sopravvivere e uscire dall’edificio. Le vittime, 126, sono quasi tutte donne. Tra le sopravvissute troviamo oltre che Adrienne, che decide di far credere di essere morta per sfuggire al marito, anche Alice, salvata non da Julien che si comporta da codardo, ma da un anarchico di nome Victor, e Rose, sfigurata nel corpo e nel volto, che verrà convinta da Madame Huchon a prendere il posto e la vita di Odette, morta carbonizzata.

L’incendio però non è il cuore della serie, questa è una storia sulle donne e sulle ingiustizie che sono costrette a subire in una società maschilista, dove l’uomo ha il potere e ne dispone a piacimento; è anche una serie sull’amore, quello che supera le barriere sociali, che prevale sulle bugie e sulle devastazioni fisiche che il fuoco ha causato e sulla nobiltà d’animo che spesso non coincide con la nobiltà data dai titoli e dalla ricchezza materiale. Non voglio svelarvi di più, perché è una storia che va gustata e assaporata episodio dopo episodio, con un finale autoconclusivo. Non ci sarà una seconda stagione ed è giusto così, perché è perfetta e un seguito servirebbe solo ad abbassarne la qualità. Una menzione speciale agli attori, in particolare all’interprete del cattivo De Lenverpre, che rappresenta non solo uno squallido maschilista e marito padrone, ma anche la corruzione di un sistema che cerca di aggiustare i fatti storici a proprio vantaggio e all’ispettore Hennion, ricco di umanità e senso della giustizia, l’unico tra i poliziotti a non essere asservito al potere.  Assolutamente da vedere.

Curiosità storiche

Il Bazar del la Charité, fu creato a Parigi, creato da Harry Blount nel 1885. È conosciuto soprattutto per l’incendio del 1897, nel quale persero la vita 126 persone, di cui ben 118 donne; molte appartenevano all’aristocrazia e tra di esse la più famosa fu Sua Altezza Reale la duchessa di Alençon, nata Sofia Carlotta di Baviera, sorella della celebre Sissi, imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria.

Il Bazar de la Charité si svolgeva ogni anno in luoghi diversi grazie a un consorzio di organizzazioni di beneficenza che condividevano l’affitto e le tasse, riducendo così i costi e favorendo l’afflusso di potenziali acquirenti. Nel 1897 il Bazar si tenne in un grande capannone di legno, di 80 metri per 13, a rue Jean-Goujon 17, nell’ottavo Arrondissement di Parigi. All’interno di questo capannone fu costruita una strada in stile medievale con legno, cartone, stoffa e cartapesta. Le uscite non vennero adeguatamente contrassegnate. Questi fatti contribuirono notevolmente al disastro. Una delle attrazioni di questo Bazar era una stanza dove si potevano ammirare le immagini in movimento proiettate con la tecnologia messa a punto dai fratelli Lumière.

Il pomeriggio del 4 maggio, il secondo dei previsti quattro giorni di bazar, le attrezzature del proiezionista (che utilizzava un sistema a base etere e di ossigeno anziché di energia elettrica) presero fuoco. Il conseguente incendio e il panico della folla causarono la morte di 126 persone. Oltre 200 persone rimasero ferite. Il disastro ebbe risonanza a livello nazionale e internazionale. Alcuni dei visitatori, in fuga attraverso il cortile, furono salvati dalla cuoca e dalla direttrice dell’Hotel du Palais, M. Gauméry e Madame Roche-Sautier rispettivamente, che li aiutarono a sfuggire al fuoco attraverso le finestre della cucina del palazzo adiacente. (Fonte: Wikipedia)

 

 

Fulvia Elia

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