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Recensione Serie Tv: Daydreamer – Le ali del sogno – Titolo originale “Erkenci Kuş”

Progetto grafico a cura di Eve

Salve Fenici, se un paio di settimane fa mi avessero detto che sarei impazzita per una serie turca gli avrei riso in faccia, non fraintendetemi, nessun pregiudizio, ma le poche che ho visto le ho trovate sempre molto banali, se poi mi avessero detto che il protagonista di detta serie sarebbe stato Can Yaman, mi sarei rotolata per terra. Ormai lo vediamo ovunque, si può tranquillamente dire che circa la metà della popolazione femminile mondiale pensa che sia uno strafigo, poi arrivo io, che non lo penso assolutamente, mai piaciuto. Eh, vorrei dire che ancora oggi è così, ma non posso, o meglio in realtà potrei, su Yaman, resto ferma nella mia posizione, ma Can (pazzesco, si pronuncia Sgiiian) Divit è l’uomo perfetto.

Ho scoperto questa serie per caso, nonostante il martellamento mediatico, di guardare Daydreamer non mi interessava granché, ma… la tv era accesa e dopo qualche minuto, volente o nolente, Can e Sanem hanno attirato la mia attenzione e oggi mi sento un’adolescente in piena crisi ormonale. Ebbene sì, mi sono gettata nella serie in lingua originale e sono arrivata a quattro episodi dalla fine. A differenza della messa in onda italiana, gli episodi originali non sono di venti minuti, ma di ben due ore e 20 circa, per un totale di 51.

La storia ci racconta la quotidianità di due famiglie molto diverse tra loro, i ricchi Divit e i modesti Aydin, ammetto che i primi episodi sono stati un po’ ostici, la differenza culturale si fa sentire, tante cose per me erano assurde considerando la differenza tra i paesi islamici e occidentali, poi tutto diventa logico.

Facciamo immediatamente la conoscenza di Can e suo fratello Emre, nonché di Sanem e la sua famiglia. Il padre dei due ragazzi è a capo di un’agenzia pubblicitaria molto rinomata la Friki Harika, purtroppo l’uomo ha problemi di salute e deve andare a Cuba per curarsi, lascia così al timone il figlio Can scatenando la gelosia del più giovane, che alleandosi con la cattiva della situazione, commette un errore dopo l’altro tanto da mettere suo malgrado in mezzo Sanem.

Sanem, che dire su di lei? Molto ingenua, quasi infantile nelle sue reazioni, ma con i suoi modi da ragazza di “periferia” è una luce in mezzo al mare, impossibile per il bel Can resisterle. Certo la storia non è delle più semplici, tra incomprensioni, fraintendimenti e momenti estremamente esilaranti l’amore scoppierà e brucerà come un fuoco. La fenice e l’Albatros la faranno da padroni, costringendo noi comuni mortali a vedere gli episodi a orari impossibili, ma felici di essere andate a letto alle cinque di mattina per alzarsi alle otto. Oh, nemmeno quando avevo quindici anni avrei fatto una cosa simile!

Non mancheranno gli ostacoli sia per invidia che per la differenza sociale tra i due, tema molto sentito in Turchia, ma non è solo questo, Erkenci Kuş è una serie corale, troviamo i genitori di Sanem e Leyla (sua sorella) e la famiglia allargata che comprende tutto il loro quartiere, che tra litigi e risate, ci mostrano una solidarietà che da noi non esiste. Qui l’amore la fa sempre da padrone, non solo quello da batticuore, ma per gli amici, per la famiglia. Parliamo di storia, di tradizioni, un po’ antiquate, vero, ma con qualcosa che al giorno d’oggi non è facile trovare: onore, lealtà, sincerità.

Alla fine, anche Leyla ed Emre avranno il loro momento.

Per non parlare di CeyCey e Ayhan, di Osman, Muzaffer e tutti gli altri.

Tante persone più o meno cattive ostacoleranno la storia dei nostri protagonisti, e anche il destino ci metterà la zampa, ma niente riuscirà a vincere contro un sentimento così forte. Sto cercando in tutti i modi di non fare spoiler, perché questa non è una serie da raccontare, va vista, vissuta, sentita, credo che sia perfetta, almeno per me, perché comprende tutto, in pochi secondi passi dalle risate alle lacrime senza nemmeno rendertene conto, o dalla rabbia accecante ai così detti occhi a cuoricino. Assistiamo alla crescita di tutti i protagonisti, Can e Sanem che all’inizio sembravano due liceali, si trasformano episodio dopo episodio in persone adulte, capiscono le conseguenze delle loro azioni e l’impatto di quelle decisioni su se stessi e sugli altri. Emre finalmente si libera da tutte le influenze negative e diventa il ragazzo d’oro che avevamo intravisto a inizio serie.

È una storia che parla di sentimenti e proprio per i limiti imposti dalla cultura turca, non ci sono scene hot, tutto si basa sugli sguardi, sui silenzi, qualche bacio a stampo, e forse è proprio per questo che ti cattura, in un mondo di film e telefilm in cui il nudo è d’obbligo, in cui si perde la profondità dei sentimenti, ecco che arriva questa chicca, che ti ricorda che l’amore non si consuma sotto le coperte, ma che è molto, molto di più.

Posso dirvi che vale la pena vederla, che nonostante sia una serializzata da tempo immemore, e ne abbia nel cuore diverse, questa le batte tutte, perché? Perché parla d’amore, di romanticismo, quello vero, quello che tutti si meriterebbero, impossibile non amare Can per il suo temperamento, nonché per quegli occhi che sono incredibili, così come non si può non odiare Emre per poi ricredersi e poi odiarlo di nuovo e ricredersi ancora (ma cosa non è quell’uomo quando pronuncia il nome di Leyla?) non si può non provare empatia per Deren e il suo amore impossibile, rimanere serie davanti alle crisi di panico di CeyCey, al dolore di Osman, all’idiozia di Muzaffer e non apprezzare Mevkibe e Nihat, che nonostante tutto, sono dei genitori fantastici.

Vi consiglio di guardarla con i sottotitoli, perché con tutto il rispetto per i doppiatori italiani, le voci non rendono giustizia alla storia, anzi la fanno diventare quasi ridicola. E poi, ragazze, la voce reale di Can, va ascoltata 😉

Per me non dovrebbe mancare nella collezione delle serie, dategli una chance, non per Can, ma per la storia in sé, che tra una risata e l’altra vi porterà a vivere in un mondo così lontano dal nostro solo per insegnarci una cosa, l’amore è universale e ci riporta ai tempi in cui tutte credevamo al principe azzurro.

Io continuo a guardare, so che questi ultimi episodi saranno devastanti (ancora di più? Credo di aver arricchito la categoria dei venditori di Kleenex). Sono sicura che come tutte le serie di questo paese, il finale non mi renderà pienamente soddisfatta, ma di una cosa sono certa, Can e Sanem mi hanno fregato alla grande.

Alla prossima.

Serena Oro

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Lilian Gold

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