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Recensione Serie Tv – Chicago PD – 09×03

Progetto Grafico di Francesca Poggi

 

“The One Next to Me”

 

 

Oggi la squadra dei nostri Chicago PD sta cercando un gruppo di rapinatori, parecchio violenti. Arrivano con un furgone rubato, fanno saltare la porta del blindato con dell’esplosivo e via di corsa. L’ultima volta, però, hanno lasciato a terra una ragazzina, rimasta ferita gravemente da uno dei rottami metallici provocati dall’esplosione e in seguito morta. E Voight li vuole.

Le indagini mostrano un peculiare uso del C4, rubato da una base militare, così particolare che Jay lo riconosce come MO (modus operandi) di Knox: un suo camerata in Afghanistan, con lui per due volte. Si reca quindi a uno dei raduni di veterani, per contattarlo. Il suo ex compagno di squadra, curiosamente, lo chiama “Ricky”, nomignolo che lascia stupefatti i colleghi.

 

L’ex soldato, tuttavia, è estraneo alle rapine, pur ammettendo di aver prodotto e venduto l’esplosivo. Data la sua disponibilità, viene ingaggiato per infiltrarsi tra i rapinatori.

Del passato in Afghanistan di Jay ero informata pure io, nonostante avessi smesso di seguire da un po’, e ricordo che il trauma di ciò che ha visto, ma soprattutto di quello che ha fatto (non dimentichiamo che Halstead era lì come sniper, tiratore scelto), è un peso che si porta addosso da lungo tempo.

Ma è un fardello che non potrà togliersi ancora per molto. Dopo che il successivo assalto finisce in un lago di sangue, con la terza guardia del blindato che viene uccisa a sangue freddo e uno dei rapinatori che muore, Knox introduce Jay come sniper nella stessa banda, rimasta a corto di un uomo.

Il suo compito è quello di eliminare il vigilante in lontananza, senza clamori, in modo da rendere la rapina più veloce ed efficace.

Nessuno, però, si fa vivo al luogo convenuto per la rapina: Jay rimane in attesa per un po’, poi contatta il team e tutti vanno alla ricerca dei banditi. Quando vengono ritrovati lo spettacolo è abbastanza terribile: Knox ha tagliato i polpastrelli a uno di loro, sparandogli quindi in testa per finirlo, e un altro è gravemente ferito. All’uomo interessava sapere dove erano stati conservati i soldi rubati, una volta saputo questo dal tizio che aveva torturato, tutta la banda andava eliminata.

Jay e Hailey si mettono sulle tracce dell’ex commilitone, che viene ritrovato poco dopo. L’uomo non ha rimorsi, la banda aveva deciso di utilizzare Jay e ucciderlo subito dopo; Knox, che ha un debito di riconoscenza verso di lui, ha voluto salvargli la pelle.

La sera, a casa, Halstead racconta a Upton com’è nato il soprannome Ricky, cosa che finora l’aveva sempre irritato, pretendendo di non essere mai chiamato in quel modo. Sta per “Ricochet” che indica il rimbalzo, solitamente di un proiettile, che arriva comunque a destinazione. Jay, infatti, aveva ucciso il suo bersaglio, creando una traiettoria e colpendo dapprima un blindato poi, dopo un rimbalzo, la vittima dalla distanza di oltre 350 metri! A suo tempo era stato orgoglioso della propria abilità, ma la guerra è una cosa sporca e, a lungo andare, Jay ha capito l’orrore di quello che lui e i suoi commilitoni avevano fatto. Soprattutto Knox, che ha sterminato un’intera famiglia dopo che il padre aveva fatto uccidere uno dei loro compagni da un ragazzino. Era stata una vendetta personale e non certo un’azione militare, eppure Knox aveva ucciso e mentito e non c’erano state conseguenze per lui.

Mentre Halstead racconta si capisce che le sue parole colpiscono Hailey, che riflette su quanto sta dicendo e si intuisce che si sta domandando ancora cosa deve fare. L’omicidio di Roy le grava sulla coscienza, il fatto di mentire ai suoi colleghi è un peso forse maggiore. Non so quanto potrà ancora resistere.

 

Alla prossima

 

 

 

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Francesca

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