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Recensione serie TV: “Call the Midwife” -9×01-

 

Call the Midwife 9

Progetto grafico a cura di Vita Firenze

Sinossi:

Madre Mildred e Trixie aiutano una donna che aveva abbandonato sua figlia. A Poplar scoppia una piccola epidemia di una malattia creduta ormai scomparsa: la difterite.

 

Mi chiedo spesso cosa possa esserci di tanto speciale in questa serie TV per farla risultare ancora piacevole e interessante dopo 8 stagioni, la risposta che mi do è sempre la stessa e cioè che lo spettatore, o almeno la tipologia di spettatori che la guardano, hanno bisogno di ritrovare in quei 50 minuti della puntata la gioia, quella della vita che nasce e quella che questi “Angeli in gonnella” portano nelle case spesso poverissime di Poplar.

Abbiamo trascorso tanti anni insieme a loro, alcune sono andate vie (Jenny, Patsy, Barbara per la cui morte ancora non mi riprendo, sigh), altre hanno attraversato la tempesta ma sono ancora lì a dare aiuto fisico e morale in un momento così importante nella vita di una donna e di cui spesso oggi, nel 2020, ancora qualcuna riporta ricordi traumatici.

In questa nona stagione siamo nel 1965 e lo capiamo dal fatto che Winston Churchill è appena morto. Gli unici che accolgono con solennità questa notizia sono Fred e Violet, in particolare il primo a cui l’avvenimento riporta alla mente ricordi dolorosi della morte della moglie. E’ stato bello vedere che Vi, nonostante io la odi con tutte le mie forze, ha in questo caso avuto la delicatezza di incorniciare la foto della donna e ridare a Fred il piacere di rivederla sempre, anziché tenerla relegata in una scatola. Fred è un uomo buono e sensibile e anche il modo in cui si lega alla bambina che ritrova nel bidone della spazzatura lo sottolinea, così come l’idea di regalarle una primula, che le ricordi il perché del suo nome.

In questa puntata è stato trattato per la prima volta il tema della genitorialità di un prete. Nonostante non sia venuto fuori in maniera chiara e il suddetto non sia stato smascherato, madre Mildred, che adoro, è stata grande: è riuscita a imporsi sul sacerdote, che voleva che la figlia fosse data in adozione e a supportare nel modo giusto la madre, portandola con sé nella casa principale e allontanandola da lui.

Madre Mildred, interpretata da una sempre espressiva Miriam Margolyes, alla fine della puntata lascia Nonnatus House e io spero tanto torni presto, è schietta e divertente, assolutamente uno dei personaggi più interessanti al momento.

Molto coinvolgente è stato anche il caso medico che ha mostrato due delle diverse manifestazioni della difterite, quella che coinvolge la gola e quella cutanea, con la storia di Henry e della sua mamma in attesa, che per fortuna si è conclusa con un lieto fine e che come altre volte ha sottolineato la necessità di attuare le campagne vaccinali e di rendere salubri ambiente che spesso non lo sono, come le case di accoglienza per i poveri.

Durante questo episodio veniamo anche a conoscenza che il convento verrà demolito entro due anni e sembra che sia un segreto che Sister Julienne vuole tenere per sé. Non sono entusiasta, in realtà mi sembra una storia già vista, ma vediamo come svilupperanno le cose e speriamo che la Superiora non combini qualche pasticcio. C’è stato anche spazio per un argomento leggero, Trixie ha infatti coinvolto le ragazze in un concorso per vincere una fornitura di calze. E’ bellissimo come riesca a essere nello stesso modo così divertente e anche così profonda e sensibile, sempre la migliore della puntata.

Che devo dirvi, un inizio sempre convincente, una serie rassicurante e che riesce sempre a catturare il mio interesse.

Non vedo l’ora di vedere dove questa stagione si dirigerà, a presto!

 

Fulvia Elia

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