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Recensione serie TV: Broke -1×01- ” Pilot”, -1×02- “Jobs”

Broke, episodi 1x01, 1x02 RFS

Progetto grafico a cura di Marina Alesse

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

Broke è una sitcom creata per CBS dallo sceneggiatore di Will & Grace e Mike & Molly Alex Herschlag, con la produzione esecutiva di Jennie Snyder Urman (Jane the Virgin) e già così sembrerebbe avere tutte le carte in regola per essere un prodotto di successo. Mike & Molly e Jane the Virgin sono tra le mie serie preferite, eppure ho riflettuto a lungo prima di guardare Broke.

Nel momento in cui ho scoperto che l’attrice protagonista sarebbe stata Pauley Perrette (NCIS), ho pensato: “Meglio di no, rischio una delusione!” Eh sì, perché Abby Sciuto, la stravagante specialista forense drogata di caffeina e amante dei tatuaggi e dello stile gotico, mi è rimasta nel cuore. L’uscita del suo personaggio dalla serie è stato un duro colpo, secondo solo alla perdita di Derek Sheperd in Grey’s Anatomy – che ci volete fare, sono un’inguaribile romantica – e per questo motivo ho inizialmente scartato la sitcom dalla mia già lunghissima lista delle serie da guardare.

Poi l’angioletto alla mia destra mi ha suggerito in un orecchio: “Hai dato una possibilità anche a Patrick Dempsey e non sei rimasta delusa, perché non fai lo stesso anche stavolta?”

Risponde il diavoletto alla mia sinistra: “Abby Sciuto non si batte!”. Ed è vero, il personaggio di Abby a scapito del suo look “Total Black” porta una nota di colore in NCIS che purtroppo si è persa con il suo abbandono. Sono un’amante delle serie poliziesche e continuerò a seguire NCIS fino alla fine, ma senza Abby non è più lo stesso.

D’altro canto è comprensibile che a un attore per anni impegnato sempre nella stessa serie TV, il suo personaggio – per quanto amato dal pubblico – finisca per andare stretto. Per questo motivo ho deciso di dare una possibilità a questa fiction. Vedere la Perrette in un’interpretazione completamente diversa da quella che le ha dato la fama televisiva, è un’occasione da non perdere dopo quasi due anni in cui sembrava essere sparita dalla circolazione.  E poi non riuscivo a togliermi dalla testa la locandina con il Chihuahua incoronato.

Parlo di Bijou, la cagnolina di Lizzie – anzi no Elisabeth perché è più elegante – la sorella di Jackie, protagonista di questa storia tutta da ridere. Jackie abita in una casa che fa sembrare quelle del reality Vite sommerse delle regge, ha un bambino di nome Sammy e tira avanti con un lavoro sottopagato in un bar. La vita però procede tranquilla, anche se tra alti e bassi, finché un giorno riceve l’inaspettata visita della sorella Elisabeth con il marito Javier e Luis, autista/assistente/amico di Javier. Broke 1x01, 1x02 Rfs1

Luis è meraviglioso, mi ha subito conquistato con la sua faccia da schiaffi e soprattutto la sua capacità di rendere in quattro e quattr’otto la casa di Jackie uno specchio. Lo voglio anch’io un assistente così, un Super Viky in doppiopetto, cravatta e pochette.

Elisabeth inizialmente mente a Jackie facendole credere di essere venuta solo in visita, mentre la verità è che il marito è rimasto al verde dopo che il padre gli ha tagliato i fondi. Javier è un bonaccione, ma è anche un tontolone con le mani bucate! Siamo seri, a chi non piacerebbe essere ricco e non doversi preoccupare di fare i conti per le bollette, ma comprare una piramide Azteca e organizzare una festa di compleanno al proprio assistente replicando il musical It’s raining men è una spesa obiettivamente esagerata oltre che inutile.

Dalle stelle alle stalle è un attimo! Ed è così che Jackie si ritrova a ospitare nella sua casa sorella, cognato e la deliziosa Bijou che non mangia cibo per cani – e vorrei ben vedere – e alla cui presenza è meglio usare un linguaggio adeguato.Bijoux, Broke 1x01 1x02 Rfs 2

Pauley Perrette mi ha sorpreso positivamente; l’ho adorata fin dalla prima scena in cui riscalda il porridge con la fiamma ossidrica perché il forno a microonde è rotto.

Con Broke si ride dall’inizio alla fine. L’unico neo sono le risate registrate che trovo fastidiose e un po’ patetiche. Se una serie non è divertente, ritengo che l’inserimento di un sottofondo di risate finte non la renda più piacevole, ma terribilmente irritante. Si dice che se uno sente la risata, si metta a ridere a sua volta. Io non la penso così, ma tant’è!

Se avete voglia di un po’ di sane risate senza pensieri, date una possibilità a questa nuova sitcom.

Buona visione e alla prossima.

Fulvia Elia

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