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Recensione Serie Tv: Baby – Stagione 3 –

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Ben trovate, Fenici!

Oggi vi parlo della terza e ultima stagione di Baby, la quale, senza sunti o preamboli, entra immediatamente nel vivo delle vicende.

Sofia, che ha aiutato Chiara e Ludovica a incastrare il padre di Brando, viene presa in un raid della polizia, da tempo sulle tracce del suo pappone. La ragazza, a parte fare il nome di una certa Emma e della sua scuola, non rivela poi molto durante gli interrogatori, così per scovare gli altri sfruttatori di prostituzione minorile, gli investigatori continuano a faticare.

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Nel frattempo, l’ex professore di filosofia di Ludo, pentito di aver quasi approfittato della giovane, incontra la madre di quest’ultima e la pone, finalmente, faccia a faccia con la realtà: la figlia, ancora minorenne, si prostituisce. La donna resta senza parole e inebetita, non sapendo bene come comportarsi; finalmente prende in mano la situazione, riuscendo a fare ragionare la figlia. Ludovica, dal canto suo, già da tempo pentita del suo percorso, trova nella madre la forza e il sostegno giusti per smettere.

Chiara… beh, lei è sempre stata quella problematica. Imperterrita, continua a vedere clienti su clienti, fino a che non incontra un uomo che inizierà a frequentare più del dovuto. Se non che, viene contattata dalla moglie di questo, che si rivela essere un avvocato con le contro palle, attiva nell’ambito degli abusi sulle donne. In un primo momento tenta, invano, di convincere l’adolescente a denunciare ogni cosa, ma si sa, Chiara è de coccio!

In tutto questo c’è Damiano che, scoperto di essere seguito da un investigatore assoldato dal padre, si allea con quest’ultimo per incastrare Fiore e salvare le ragazze, ma non va secondo i piani. Ottenuti foto e video, l’investigatore sparisce dalla circolazione e inizia a ricattare i genitori di Chiara che, in questo modo, scoprono la verità. Potevano mai fare la cosa giusta? Ovviamente no!!! Decidono di pagare il riscatto e, viste le imminenti elezioni a cui la madre è candidata, tentano in ogni modo d’insabbiare tutto, anche a discapito della povera Ludo che, dalla sera alla mattina, si trova espulsa dalla scuola e con un’accusa d’istigazione alla prostituzione sulle spalle, dovuta alla boccaccia malefica della signora Altieri. Per non mettere ulteriormente nei casini la madre (che nel frattempo ha deciso di lasciare il compagno) scappa con Fiore, non sapendo ancora che è stato proprio lui a pagare quello stalker per minacciarla.

Chiara, scoperta la verità sulla madre, decide di prendere in mano la situazione: gira una diretta Facebook in cui confessa di essere lei Emma, che Ludo si era sì prostituita con lei, ma di tutto il resto è innocente.

Da qui si scatena il putiferio, facendo finire le due ragazze, Brando, Damiano, Fiore e la madre di Ludovica sotto un lungo ed estenuante processo, proprio quello da cui la serie è stata tratta. È così che si concludono, finalmente, le vicende delle baby squillo del Pairoli.

Beh, che dire, fenici! È una serie sicuramente molto discussa e molto… particolare. Bisogna, però, partire dal presupposto che sia un prodotto 100% Made in Italy, quindi ogni cosa, dalla recitazione alla capacità attoriale, dalla scenografia alle inquadrature al filtro fotografico, è diversa dalle classiche serie tv americane a cui siamo tanto abituati. Sicuramente è un prodotto alquanto trash, per come è stato concepito, ma sono anche dell’opinione che, una cosa del genere, o la si ami o la si odi. Personalmente, sono parecchio attratta dalle produzioni italiane, così diverse e così peculiari.

Ci sono inoltre, diverse cose che ho molto apprezzato di Baby, primo fra tutte, un particolare della terza puntata. Inizia con Ludovica intenta a spegnere le candeline dei suoi diciott’anni e, mentre fa una riflessione sul desiderio da esprimere, c’è il passaggio dall’immagine reale a quella animata. Davvero piacevole lo stile di disegno, per nulla convenzionale e del tutto inusuale qui in Italia, richiama alla lontana un mix perfetto tra disegno fumettistico americano e giapponese.

Altro punto a favore della serie è l’inizio dell’ultima puntata. Mi è davvero piaciuto il discorso iniziale, ma non per le parole in sé, quanto perché non fa altro che riprendere quello d’apertura del primo episodio. È stato davvero un piacevole richiamo.

Infine, forse sembrerà stupido e banale, ma sono rimasta molto colpita dall’evoluzione dei vari personaggi. Ludovica finalmente prende coscienza delle cazzate fatte e cerca in ogni modo di rimediare; Chiara smette di essere la stronza egoista ed egocentrica, per responsabilizzarsi e aiutare l’amica in difficoltà per colpa sua; e, ultimo ma non meno importante abbiamo Brando che cerca di redimersi testimoniando al processo e uscendo allo scoperto per instaurare una relazione con Fabio. In tutto questo macello, c’è almeno la nota positiva di un bel lieto fine!

Insomma, una serie discussa per le giuste ragioni, ma secondo me comunque da non perdere.

Alla prossima, Fenici!

 

 

 

 

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