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Recensione Serie TV: Arrow 7×21 “Living proof”

Bentornati, amanti di Arrow.

Dove eravamo rimasti?

Oliver, o come l’ho definito io “Oliver sandwich”, sepolto sotto ai calcinacci, vede Tommy, riesce a liberarsi a fatica e ci parla. In realtà si accorge ben presto che non è lui, bensì un’allucinazione. Oliver, infatti, sta parlando alla sua coscienza, che gli si manifesta assumendo le sembianze di Tommy.

Intanto, anche il team è bloccato tra le macerie del palazzo, in cui ancora si susseguono numerose esplosioni. Quel luogo è ormai diventato un’enorme trappola.

Emiko va al bunker per finire il lavoro che si era prefissata, il suo scopo ultimo, ovvero uccidere tutti i Queen. La nostra Fel, per evitare di essere uccisa assieme ad Alena, confessa di essere incinta, ma questo sembra non fermare Emiko. Le due riescono comunque a salvarsi. Come? Dovrete scoprirlo, esattamente come dovrete vedere da voi in che modo si risolve l’arresto di Fel.

Il team riesce a parlare con la nostra It girl e si scopre che quello che è rimasto dell’edifico è disseminato di trappole esplosive, che devono essere disinnescate.

Oliver riesce ad aprirsi un varco e cerca di raggiungere gli altri. Roy si sacrifica per salvare il resto del team, affrontare il gas che circonda il dispositivo di innesco (ma sappiamo dai Flash forward che non è morto) e tornare dagli altri.

C’è un chiarimento tra i membri del team, che trovano Oliver. Infine, abbiamo uno scontro tra il team ed Emiko con i suoi.

Oliver uccide Emiko senza esitare (potrei aver esultato di gioia qui), ma, quando si volta e vede John ferito a morte da una sua freccia, non riesce a credere all’immagine che gli si para davanti, lasciandolo sgomento. Non solo John, anche tutti gli altri sono morti.

Scopriamo, però, che tutto questo non è reale, bensì frutto della sua immaginazione e di ciò che vorrebbe fare davvero. Purtroppo, è ancora tra i detriti, intrappolato assieme a Tommy che, schioccando le dita, lo risveglia. Era tutto un sogno.

Gli altri del team lo trovano e lo aiutano. Una volta usciti da lì, passano al bunker e in seguito arrivano alla stazione di polizia. Emiko e i suoi stanno facendo fuori mezzo distretto. Vengono neutralizzati e Oliver segue la sorellastra sul tetto.

Lui le dice: “Non hai visto abbastanza morti?”

A Emiko, però, non interessa quanti morti ci siano stati lungo la sua strada: lei odia i Queen ed è fermamente convinta che, per stare bene, tutti coloro che appartengono a quella famiglia debbano morire, incluso suo figlio.

Anch’io qui sarei esplosa! Nessuno tocca la mia famiglia.

“Uccidimi Oliver, io non mi fermerò!”

Tuttavia, pur avendone la possibilità, Oliver non lo fa. Signori, quest’uomo è davvero cambiato, non è più l’assassino di un tempo, anche se quel lato fa ancora parte di lui. In fin dei conti, però, chiunque di noi non difenderebbe chi ama, anche con mezzi estremi?

Emiko, così, scappa. Ancora.

Flash forward

Abbiamo discussioni tra Fel e Will, che non ha preso bene l’allontanamento, la famiglia disgregata e tutto il resto (beh, è stato lui ad andarsene). Fel è pentita di quello che ha fatto, ma è stato necessario per proteggere lui e Mia. Nel futuro, rispunta Alena che ha venduto Archer.

Come finirà questa stagione?

Emiko creperà?

Che ne sarà degli Olicity?

Considerazioni

Episodio lineare, reso interessante da colpo di scena del sogno di Oliver, della sua coscienza impersonata da Tommy, con tutto quello che ne è conseguito, e che ci mostra la parte di Oliver che vorrebbe uccidere Emiko senza tanti rimpianti.

Quella parte che rivendica l’Assassino che è sempre in lui e che emerge quando qualcuno minaccia i suoi affetti.

Introspezione ottima, anche se, in sette anni di show, Oliver si è sempre fatto esami di coscienza con tanto di trip. Lui si è analizzato e rimesso in gioco sempre. Se prima partiva in quarta e uccideva, ora è profondamente critico con sé stesso, sa di essere fallibile, ma ha imparato dai propri errori ed è diventato un uomo migliore.

Infine, si rende conto che Tommy è morto: i riferimenti a come sia accaduto, nella stagione uno, sono più che evidenti.

Per un momento, sembra che sia tornato il vecchio Oliver: “Io la ammazzo”, dice riferendosi a quella simpaticona della sorellastra, per vendicare il padre. Ma Tommy lo fa ragionare, anche lui si intestardisce. Oliver sa che è frutto della sua immaginazione, che sta parlando con sé stesso, e sa anche che Emiko ha scelto la strada dell’Assassina e non tornerà mai indietro.

Tommy sbotta (essere rimproverati da sé stessi fa uno strano effetto): “Tu sei la prova vivente che si può migliorare, cambiare, evolvere. Sei onesto, integro. Tu sei cambiato.”

Ok, ve lo dico, io qui ho pianto.

Oliver sa che sta facendo nuovamente un’autoanalisi e si dimostra una persona migliore, anche se per un attimo è scivolato verso il Lato Oscuro di sé.

Lui è cambiato e non mi stancherò mai di ripeterlo.

Mi sono commossa per come Amell sa dare vita a Oliver in maniera magistrale, immedesimandosi a tal punto da farti vivere quello che lui ha provato.

Ho una riflessione da fare.

Questo maledetto patto con Monitor? (Guardate il crossover di questa stagione) Lui crede di essere inferiore agli altri “due”? (Flash e Supergirl) Sul serio? Immolarsi per gli altri? Ma anche no.

No e ancora no!

Perché sacrificarsi, e gettare al vento tutto quello che ha costruito in sette anni, per un cavolo di patto? Come persona facente parte del fandom non lo accetto. Allora noi che cosa avremmo visto per sette anni?

Oliver sa anche che, se tornerà quello di prima, perderà chi ama.

Non voglio pensare che ci sarà un finale triste, anche se credo che piangeremo, ma uccidere il protagonista non mi pare una soluzione, così come non lo è il “sacrificio supremo”, ormai troppo di moda nelle serie e nei telefilm.

Io non voglio crederci.

La sua, è stata l’evoluzione più bella di un Eroe che abbia mai visto. In sette anni, come una fenice che risorge dalle proprie ceneri, si è analizzato e ha rimesso insieme i pezzi della sua anima e della sua vita. Quindi, davvero, non rovinatemi questo personaggio!

Non abbiamo bisogno di uno spin-off fotocopia, con una “figlia” stereotipata al massimo.

Non lo trovo rispettoso nei confronti dei personaggi e di tutti quelli che hanno seguito la serie finora; non lo trovo rispettoso per tutto quello che è stato fatto.

Non si può vivere di gloria riflessa. Lui merita la felicità e la pace, diamine!

Non ci resta che incrociare le dita e attendere il finale di stagione.

Menzione speciale per Colin O’Donnell: quanto ci manca Tommy?

Si, l’episodio mi è piaciuto. Io non abbandono.

Alla prossima. Un saluto dalla vostra Mal.

Lucilla

Lucilla
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