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Recensione Serie Tv: Altered Carbon, Stagione 1 completa

Pennicillina ci presenta Altered Carbon Season 1

 

Nel panorama dei telefilm di fantascienza del 2018, una menzione speciale va ad Altered Carbon.

La serie, tratta dall’omonimo romanzo di Richard Morgan, è ambientata sulla Terra del venticinquesimo secolo dopo che la razza umana ha conquistato le stelle.

San Francisco 2384, tutti hanno la propria personalità digitalizzata e scaricata in un apparecchio inserito alla base del cranio: la pila corticale, una scoperta fatta grazie al ritrovamento dei resti di una civiltà aliena.

Spostando la pila da un corpo a un altro, si può vivere indefinitamente, ma solo i più ricchi si possono permettere di eseguire backup regolari della personalità così che, in caso di incidente, questa possa essere scaricata in una nuova pila.

Proprio da questo prende l’avvio la serie: Laurens Bancroft, un ricchissimo uomo d’affari che si rende conto che la pila inserita nel corpo che occupa è stata distrutta e che i ricordi del giorno precedente sono stati cancellati.

Incapace di accettare la spiegazione ufficiale che parla di suicidio, fa impiantare la sua pila in un nuovo corpo, quello di Takeshi Kovacs, che si trova da duecentocinquanta anni in stasi penale, per indagare sulla propria morte.

Takeshi Kovacs è un ex militare incarcerato per aver fatto parte di una fallita rivoluzione su Harlan World capeggiata da Quellcrist Falconer.

Grazie al suo addestramento, si cala velocemente nel ruolo di investigatore e altrettanto velocemente si caccia nei guai.

Nel corso degli episodi della stagione si troverà coinvolto in sparatorie, sequestri, incontri di lotta clandestini, quasi sempre affiancato, e talvolta ostacolato, dal tenente Kristine Ortega, integerrima poliziotta della San Francisco futura.

La trama principale si articola in dieci episodi, nei quali, oltre a scoprire il mistero dell’omicidio/suicidio di Bancroft, si vedrà una serie di flashback sul passato di Kovacs.

L’episodio finale contiene un cliffhanger per la seconda stagione legato ai trascorsi di Kovacs su Harlan World.

Per chi avesse letto il libro, la serie riserverà delle piacevoli sorprese: la storia si avvicina, ma anche diverge, creando un racconto fluido, molto godibile, merito della stretta collaborazione dell’autore con la produzione Netflix.

Un altro punto a favore di questo telefilm è l’ottimo comparto tecnico: la città è resa molto bene grazie a buone scenografie e un eccellente uso della CGI, o computer-generated imagery (termine che tradotto letteralmente in italiano significa “immagini generate al computer”).

San Francisco è una gioia per gli occhi con i suoi ologrammi, le macchine volanti e i palazzi smisurati, tutte cose prese dai luoghi classici del cyberpunk e dai film culto del genere come Blade runner.

Altered carbon è una delle migliori serie di fantascienza disponibili, non solo per la spettacolare resa visiva ma per i temi che affronta.

Come la buona fantascienza dovrebbe fare, la serie ci sfida con idee e prospettive diverse, per farci riflettere e lasciarci qualcosa dopo la visione.

Ritroviamo i temi noti del cyberpunk e anche alcune novità.

La prima cosa che colpisce è la forte disparità sociale che la tecnologia non colma ma amplifica; l’immortalità è tecnicamente possibile resta però appannaggio solo dei più ricchi.

Il distacco tra corpo e mente operato dalla pila corticale solleva il problema dell’identità: la forma fisica è ridotta a un contenitore, infatti nella serie è chiamata “custodia”, ma a che prezzo sulla mente che la abita?

Emblematici due artisti che fanno culminare la propria esibizione con la morte delle proprie “custodie”, certi che saranno “resuscitati”.

Sfortunatamente questo tema, a me più caro, rimane poco sviluppato e soffocato dalle frenetiche scene d’azione.

All’altezza della tecnica troviamo anche il cast.

Il protagonista è Joel Kinnaman, a tratti legnoso e con un fisico statuario, che non sempre si adatta al personaggio di Kovacs, regala una buona interpretazione che ci fa dimenticare di averlo visto nel pessimo Suicide squad.

Al suo fianco James Purefoy, nei panni di Bancroft, Martha Higareda, Ortega, Reneé Goldsberry, Falconer.

Menzione speciale per Chris Conner che interpreta Poe un albergatore IA, Intelligenza Artificiale, il cui nome si ispira al celebre scrittore.

I dieci episodi di Altered Carbon mi hanno letteralmente inchiodato alla poltrona.

L’alternanza di azione, investigazione, fantascienza e anche un paio di storie d’amore, mi hanno fatto tornare la voglia di rileggere i romanzi (Altered carbon è il primo della trilogia di Takeshi Kovacs, di Richard K. Morgan) e di aspettare la seconda stagione che Netflix ha messo in lavorazione.

 

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StaffRFS

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