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Recensione Serie Tv: Almost Paradise 1×03 “Reef Eel Soup for the Soul”

Soup

Progetto grafico a cura di Marina Alesse

Ci sono concetti semplici, Fenici, e questo è uno dei miei preferiti: se ti scopri a sorridere mentre guardi una scena, significa che la serie fa per te. Oggi Almost Paradise mi ha fatta ghignare parecchio, e sono felice di vederla crescere sempre di più.

A Cebu sono in corso le elezioni per il nuovo Governatore (dell’isola? Non so come funziona nelle Filippine) e il capo della polizia, anche lui candidato, assegna Kai alla scorta della Governatrice uscente, sua avversaria. Poco dopo essersi presentata, la detective nota un visitatore sospetto, che poi ritrova alla centrale; lo segue fino al porto dove lo vede dare una mazzetta a un agente davanti a un container pieno di rifiuti.

Intanto, Alex ed Ernesto si trovano coinvolti in quello che sembra un giro di strozzini nella piazza dello street food di Cebu.

Le due indagini diventano una sola quando si rendono conto che dietro ai pestaggi c’è il canadese pedinato da Kai.

L’uomo è un fixer, uno che si sporca le mani al posto delle grandi aziende, e il suo intento è corrompere chi è al potere per poter scaricare i rifiuti del suo cliente sull’isola; per farlo però deve anche far allontanare i negozianti locali e requisirne gli spazi.

Arrestarlo non sarebbe sufficiente, sicuramente i suoi capi manderebbero qualcun altro a finire il lavoro, quindi Alex elabora uno dei suoi folli piani per fare in modo che l’azienda lasci una traccia inequivocabile delle sue malefatte.

Forse la zuppa di anguilla della barriera corallina non potrà curare l’ipertensione di Alex, ma l’azione sul campo e il supporto dei suoi nuovi colleghi-amici sono ciò di cui ha davvero bisogno per combattere lo stress che sembra non volerlo abbandonare quando è solo.

Alex si illumina quando segue un caso, è fenomenale sotto copertura ed è davvero sagace quando si tratta di trovare una soluzione efficace in breve tempo; questo, unito all’attaccamento alla comunità di Ernesto e all’idealismo di Kai, crea una squadra di investigatori perfetta.

E sia chiaro, mi è difficile ammetterlo, perché l’attore che interpreta il nostro protagonista non mi è mai piaciuto e trovo abbia una parlata assurda!

Il suo Alex, però, non è solo convincente, è perfetto.

Tutta la serie lo è, nonostante sembrasse all’inizio solo una marchetta pubblicitaria in favore del turismo filippino: le storie sono originali, le scazzottate vecchio stile ineccepibili, le strategie sono argute e in tutto questo si respira un’aria “di casa” per la familiarità con cui tutti si relazionano.

Tanti, tanti bei sorrisi per le battute di Alex, per la saggezza di Ernesto e, beh… prima o poi anche Kai spiccherà a modo suo.

 

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