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Recensione Serie TV: Agents of S.H.I.E.L.D. 6×01 “Missing Pieces”

Salve fenici!

Una delle serie che ho amato alla follia è tornata e rinnovata per altre due stagioni. La fine della quinta era stata studiata per dare una fine alla serie, ai personaggi che poi, per fortuna, Channing Dungey ha deciso di voler far rivivere ancora.

L’inizio è molto confusionario nonostante si dovrebbe collegare agli eventi della fine della quinta stagione. È passato un anno, nel quale Daisy, Simmons, Davis e Piper si ritrovano a viaggiare nel deep space con l’obiettivo di salvare Fits dal suo sonno criogenico. Una presenza che spero sia migliore rispetto all’ultima stagione per questo personaggio, che ancora una volta sfugge alla morte e rimane solamente disperso, lontano dagli altri. Il viaggio nello spazio risulta essere una vera lotta alla sopravvivenza e il gruppo, verso l’ultima pista, demorde. Eppure la ricerca di risposte molte volte ha costretto Daisy ha mostrare e rivelare i poteri di Quake, portando l’attenzione su una potenza intergalattica: La Confederazione.

A causa di un attacco di quest’ultimo, la squadra tenta un salto verso la Terra, sfinita dai duri mesi di ricerca; ma Jemma, ormai sull’orlo della pazzia per trovare Fits e andando contro al resto del gruppo, imposta coordinate diverse che portano lo Zaphir dove dovrebbe essere il ragazzo, ancora più lontano, e ancora più vicino al fondo pericoloso del deep space.

Intanto sulla Terra, le cose non vanno certamente meglio. Una strana anomalia che porta alla distorsione della realtà si manifesta in vari parti del globo, senza uno schema preciso. Lo shield, con un nuovo seguito di agenti, capitanati da Mack tentano di fermarla. Vi dirò che Mack, come guida con il suo modo di fare, non mi piace molto. Mandare una squadra e rimanere a guardare attraverso uno schermo non è la soluzione migliore. E Coulson lo sapeva, per questo operava anche in prima linea.

Inoltre, Mack sta cercando di riportare lo Shield agli splendori, e siccome al momento ha più forza che cervello, insieme all’aiuto di May chiede aiuto allo scienziato Dr. Benson, per riaprire l’Accademia dello S.H.I.E.L.D.

L’idea dell’accademia mi piace, come anche quello che sto per rivelarvi.

Phil Coulson aveva ricevuto un bel (per dire) lieto fine e con l’arrivo della sesta stagione, tutti noi fan avevamo paura di non vederlo più; ma il bello di Agents of Shield è il saper riutilizzare gli stessi personaggi in diversa tonalità. Lo stesso Carl Gregg ha esposto il suo entusiasmo nel mostrare una parte di Coulson diversa, più oscura. La sua entrata in scena arriva verso la fine e si presenta come Sarge.

Allora, già dalla scorsa stagione, la serie aveva centrato l’obiettivo calzante di spostare i personaggi in un contesto ancora più immaginario e pericoloso. Arricchita da questo continua la sua scena all’interno del contesto spaziale, che comunque attira sempre, e coinvolge lo spettatore. Questo non significa che gli eventi sulla terra sono meno importanti e meno creativi. Quest’anno sembrano esserci già alte probabilità di una bella stagione. Mi piace quello che ho visto, nonostante credo sia stato – come ho detto all’inizio della recensione – abbastanza confusionario.

Alla fine si presenta l’omaggio a Stan Lee, a sei mesi dalla sua scomparsa. Man mano abbiamo avuto modo di poter vedere gli omaggi in tutto il mondo MCU, l’ultimo in Avengers Endgame.

Una nota che a me non piace è quella di non seguire gli eventi dell’ultimo adattamento sugli Avengers. In effetti, come era stato annunciato, gli eventi in Agents sono prima dello schiocco di Thanos e questo non mi fa impazzire.

Chissà forse ci arriveremo? Beh, correte a vederla se ancora non lo avete fatto. Inoltre Daisy quest’anno è ancora più bella, di Deke nemmeno l’ombra e sono stracuriosa di capire cosa sta succedendo a Fits.

Lucilla

Lucilla
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