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Recensione Serie Tv: 9-1-1 Lone Star – 1×5 – “Stud”

Act of God

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Nella settimana di San Valentino, la squadra di soccorso Texana ci delizia con un episodio che unisce il romanticismo al machismo.

È un connubio possibile?

Stavolta, pare proprio di sì.

Al Capitano Strand spetta il difficile compito di alleggerire un po’ gli animi. Il suo “Amico di Chemio” gli accenna degli effetti che potrebbe avere la cura sulla sua vita sessuale, e la cosa gli causa un’ansia tremenda; conosce una donna, Zoe, che sembra davvero straordinaria, e le loro interazioni sono stranissime, ma allo stesso tempo dolci e quasi “casalinghe”. Spero davvero che non venga liquidata tanto presto, è un personaggio che potrebbe dare molto alla serie e a Owen!

I coniugi Ryder stanno continuando ad affrontare con coraggio gli strascichi emotivi del trauma vissuto da Judd, che dal giorno dell’incidente non riesce ad avere intimità con la moglie, anzi, non ci prova nemmeno; Grace trova il coraggio di confidargli come questo comportamento la fa sentire, e i due ritrovano finalmente un po’ di serenità.

Mentre il resto della squadra rimane discretamente in disparte, spetta a Paul il difficile ruolo di protagonista dell’episodio. Durante un intervento conosce una ragazza stupenda, chiaramente attratta da lui, che lo va a cercare in caserma e gli chiede di uscire; trascorrono una piacevole serata al bowling, sembrano fatti letteralmente l’uno per l’altra, ma come è giusto, prima che i sentimenti si rafforzino e soprattutto prima di entrare in intimità, le confida di essere transgender. Non ci viene mostrata la conversazione, passiamo subito al giorno seguente, quando lui è a terra e lei arriva in caserma per scusarsi e spiegare la sua brutta reazione: non è progressista quanto credeva di essere, e quella è una cosa con la quale sente di non poter convivere. Ci sta, è una reazione umana e onesta e Paul lo sa, ma per lui è davvero dura.

Fortunatamente ci pensano TK e Carlos a tirarlo su di morale, invitandolo a ballare in un locale che pare davvero fighissimo!

E le emergenze? Folli e assolutamente in tema, ovviamente!

Una rissa tra festeggiata e futura sposa in uno strip club, un tizio (odioso) che si sente male mentre manifesta contro un rifugio per donne maltrattate e, a causa dell’ossigeno, emana sostanze tossiche dalla bocca, intossicando i paramedici e mandando fuori strada l’ambulanza, e infine un incendio in una struttura che conserva lo sperma dei tori, con i bidoni che vengono sparati come proiettili quando l’azoto liquido che contengono si surriscalda. Testosterone a mille!

Lo ammetto, forse tutta la trama del Capitano Strand è stata gestita in modo davvero troppo esplicito, ma la verità è che a Rob Lowe non solo si perdona tutto, ma si vuole anche sapere di più! Glielo si legge in faccia, non ha paura di scherzare su se stesso e non teme di essere ridicolizzato, anzi, in questo episodio in particolare è l’antitesi del macho.

L’incontro di Paul è stato gestito con delicatezza, mi è piaciuto molto e spero di vedere di più non solo del suo passato, ma anche di un futuro felice, perchè se lo merita; vederlo trovare l’amore oggi sarebbe stato bello, ma troppo facile.

Continuo a pensare che questo spin-off abbia qualcosa in più della serie madre, che già di suo è molto speciale: Lone Star si conferma nuovamente molto attenta allo sviluppo dei personaggi e maestra nel bilanciare i risvolti drammatici con una vena di umana comicità.

Judd che si spacca dal ridere per i barattoli volanti di sperma (che rischiano di ammazzare la gente) è la cosa più genuina del mondo.

Serena Oro

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