Home » Recensioni: serie TV e Film » Recensione Serie tv: 8 giorni alla fine – episodi 5 e 6 –

Recensione Serie tv: 8 giorni alla fine – episodi 5 e 6 –

episodi 3 e 4

 

La fine si avvicina, Fenici…

E meno male!

Il quinto giorno di 8 giorni alla fine diventano tutti pazzi: si potrebbe sintetizzare così l’episodio e chiuderla qui, ma proverò a fare di meglio.

La famiglia Steiner viene ammessa al bunker grazie all’intercessione di Herman, ma la loro tranquillità durerà pochissimo; infatti Petra, la giornalista sorella di Marion, aveva rubato dallo studio di Herman alcuni documenti in cui è palese che i funzionari governativi si siano intascati i soldi dei bunker. Quell’imbecille piena di sé ha ben pensato di renderli pubblici insieme all’indirizzo dei rifugi. Ora la popolazione sa che sono state costruite poche strutture e che solo persone di alto profilo potranno avere la possibilità di rifugiarvisi.

La rivelazione di Petra ha effetti devastanti: militari e cittadini si ribellano ed accorrono ai bunker per prenderli d’assalto. È una carneficina, ma la famiglia riesce a mettersi in salvo e ritorna a casa.

 

 

Marion affronta la sorella ed Herman, entrambi nel torto, e decide di andarsene di casa.

Ma certo, incinta di 95 mesi, in mezzo alla rivolta…

Poi? Un breve flashback (che non viene minimamente differenziato dal resto e sembra ambientato nel presente con personaggi nuovi) ci rivela che il nonno è gay e che ha perduto il suo unico vero amore ai tempi della Germania Federale. In vista della morte imminente lo ritrova, e ballano insieme. Pathos zero, ma accontentiamoci.

Il tizio pazzo con la figlia bionda è sempre lo stesso, spara per aria ed è chiaramente sociopatico: niente di nuovo.

 

 

Al sesto giorno la porca miseria è potente, dopo l’exploit di azione e violenza nel bunker ritorna una noia grande come un meteorite. O era un asteroide?
La giovane Leonie vaga. Davvero, non fa altro che aggirarsi per stanze e strade, fino a quando non raggiunge lo strano fattone tatuato coi trasferelli, che ha fatto carriera ed è diventato il Messia della comunità dei senzatetto e dei tossici che vivono lungo il fiume; decide di perdere la verginità con lui, nell’acqua putrida, perché tanto con la fine imminente l’igiene passa in secondo piano.
Papà Steiner ha perso la speranza e mette nelle lasagne mezzo kilo di pillole per far fuori la famiglia in anticipo, ma il topo di casa assaggia la pietanza e muore, quindi la mamma lo becca e si porta via i figli appena in tempo.

 

 

Pare che nel prossimo episodio si piangerà, o almeno lo faranno questi criceti intrappolati in un labirinto di idiozia totale.

Il quinto e il sesto giorno hanno fatto un po’ meno schifo, ma ancora non ci siamo: ci sono sempre troppi protagonisti, la narrazione è confusionaria e ricordare un solo nome (a parte Marion, che viene ripetuto all’infinito) è una sfida. Nel tentativo di raccontare la paura e il caos, hanno finito col creare un minestrone di gente priva di fascino che fa cose stupide e reagisce in modo assurdo: la famiglia Steiner che esce dal bunker assediato dalla porta? E sopravvive? Per piacere.

 

 

 

 

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

StaffRFS