Home » Recensione libri » Made in Italy » Recensione serie RVH volumi 1-3 Lucia Guglielminetti

Recensione serie RVH volumi 1-3 Lucia Guglielminetti

 

 

41bPBXVmgCL._UY250_

Olanda, fine del XVII secolo: inizia da qui il primo libro della storia del vampiro Raistan Van Hoeck , raccontata in prima persona.
Un’appassionante avventura ricca di suspence, azione, colpi di scena e impreziosita da feedback che attraverso tre secoli ci porta fino ai nostri giorni, alternando momenti di amore e odio, lacrime e sorrisi, orrore e divertimento.
Un villaggio nei pressi di Amsterdam, Londra, Parigi, Dubai e Tel Aviv sono alcune delle tappe di un percorso esistenziale che, da piccolo secondogenito amato e protetto, ma anche fondamentalmente solo ed incompreso, porteranno Raistan a diventare un “demone” possente, spietato e letale (che però di quel bambino custodisce gelosamente il ricordo), per poi cadere prigioniero, insieme al licantropo Greylord – il suo peggiore nemico di sempre – di un terrorista pazzo e potentissimo.
“Non tutti i mostri sono vampiri e non tutti i vampiri sono mostri”.
Di Raistan ci vengono rivelati, senza la minima ipocrisia, i più diversi aspetti: le debolezze, il carattere ribelle, dispettoso e testardo, che lo rende a volte adorabile e a volte odioso – e invariabilmente pericoloso – il particolare senso dell’umorismo, la dedizione, la lealtà e la tenerezza verso chi ama, dall’adorata creatrice Shibeen, sempre al suo fianco nei momenti più disperati, a Isabelle, la sua irriverente creatura, fino alla piccola Ellie che, con la sua famiglia umana, occupa un posto specialissimo nel suo cuore.

Raistan, personaggio più che complesso, sprigiona pericolo e terrore a prima vista, ma al tempo stesso riesce ad essere estremamente affascinante ed accattivante.
E’ capace, come lui stesso dichiara apertamente e quasi con una sorta di orgoglio, di vera crudeltà e di follia totale, ma è pure dotato di un’innegabile, genuina e trascinante simpatia e di un’insopprimibile e contagiosa voglia di vivere.
E a dispetto della scia di sangue che inevitabilmente lo accompagna, ha conservato intatta la capacità di provare ed ispirare desideri e sentimenti profondi e sinceri:
“…anch’io ho amato e sono stato amato, e questa consapevolezza, da sola, dà un senso alla mia esistenza”.
La sua “ascesa alle tenebre”, piena d’azione segnata da cadute vertiginose e devastanti e da risalite altrettanto spettacolari, emoziona e cattura dalla prima all’ultima pagina, anche grazie a una scrittura fluida, coinvolgente ed estremamente realistica.
E, alla fine, dopo essersi goduti tutto d’un fiato quest’iniziale incursione nel suo mondo, non si vede l’ora di ripartire con lui per il prossimo viaggio

 

412JyMa5qSL._UY250_

Salve, fedele lettore, hai sentito la mia mancanza? Credevi che me ne fossi andato, lasciandoti all’oscuro sul seguito della mia storia? Dovrei punirti, per questa mancanza di fiducia nei mie confronti. Io mantengo sempre le promesse, dovresti averlo imparato con la lettura del mio primo libro.
Scommetto che ti stai chiedendo di che cosa parlerà questa seconda parte… beh, non sarò certo così stupido da bruciarmi la sorpresa, ma penso di poterti anticipare qualcosa senza privarti del piacere di calarti a fondo nella lettura. In fondo siamo qui per questo, non ti pare?
Vediamo… se ami le battaglie, gli amori travolgenti, le amicizie che portano a commettere follie e a rischiare la vita, questo è il tuo libro.
Vuoi vivere alcuni fatti storici dall’interno, come le fasi salienti della Rivoluzione Francese? Allora seguimi. Io c’ero.
Sei ansioso di ritrovare i personaggi per cui hai fatto il tifo nel primo libro? Sono tutti qui ad aspettarti, in compagnia di altri che non hai ancora conosciuto. Alcuni resteranno fino alla fine, altri se ne andranno, ma la compagnia non manca.
Shibeen e i suoi fratelli, Stefan, Greylord, Ellie con la sua famiglia e naturalmente il sottoscritto, Raistan Van Hoeck… ti stiamo aspettando tutti. Vedi di non tardare, l’alba giunge in fretta, e il mio tempo per raccontare non è infinito. Devo riuscire a dirti tutto prima che Blackspear mi trovi. Quel maledetto vuole la mia testa come trofeo, ma non l’avrà.
Corri con me caro lettore, e vediamo dove ci conduce questo ennesimo viaggio insieme.
rvh-3-nel-buio-di-lucia-guglielminetti-L-qoxA_pCome sempre, la storia si svolge su due piani temporali Ricordate dove eravamo rimasti? Raistan era sfuggito al sicario lycan Blackspear, assoldato da Vincent per catturarlo; lo stesso Vincent era poi stato fatto prigioniero da Blackspear e Greylord e l’aveva scampata per il rotto della cuffia. Il Sommo Maestro però non ha dimenticato e, poco prima che Raistan parta per New York, per dare inizio a un nuovo capitolo della propria vita, riesce a imprigionarlo. Le accuse sono pesanti: attentato alla segretezza e alto tradimento. Il Kilarmeth, il Tribunale dei Diurni, sta per scatenarsi contro il suo ex Generale Supremo. Come farà a sottrarsi al loro inflessibile giudizio?
Nel passato siamo nel 1840, subito dopo la morte di Stefan, il migliore amico di Raistan, e lo spaventoso periodo di prigionia che ha terribilmente provato, nel corpo e nella mente il vampiro centenario. Raistan intraprende un lungo viaggio, animato inizialmente dall’odio e dal desiderio di vendetta, in seguito dalla speranza di ritrovare se stesso. Conosceremo nuovi personaggi, ne rincontreremo alcuni già noti, ad altri dovremo dire addio e arriveremo fino ai primi decenni del 1900. Viaggeremo tra Francia, Stati Uniti, persino l’Italia, dove il nostro vampiro conoscerà una persona molto speciale. Mentre la parte del passato è un graduale ritorno alla vita, le vicende del presente ci porteranno inesorabilmente… NEL BUIO.

 

Recensione

 

Mi chiamo Raistan Van Hoeck.
Sono un vampiro.

Lo ammetto sono state le discussioni sui social network ad attirarmi verso questa serie e, soprattutto, la grinta con cui la sua autrice difende da ridicole accuse la sua creatura: Raistan van Hoeck.
In questi anni , dopo l’uscita di “Twiligh”, è apparso politicamente corretto rendere i vampiri creature piacevoli privandole del loro lato oscuro. Ecco quindi apparire vampiri sberluccicosi, che rifiutano di nutrirsi da umani, così integrati nella società da essere dei veri bravi ragazzi. Qui non è così, qui torniamo alle origini torniamo ai vampiri, i veri vampiri.

La mia anima è nera. Il mio cuore è buio.
Accendi una candela.
Guardami negli occhi e ascolta la mia storia..

Questo è Raistan . Arrivato a più di 300 anni di vita decide di ripercorrere la sua esistenza, nella paura di dimenticarne troppi particolari e lo fa con uno stile a dir poco impeccabile, alternando presente e passato, concedendoci squarci del suo mondo, mettendo a nudo sentimenti che afferma di non avere più, narrando senza pietà i particolari più crudi. Di crudezza nella vita di un vampiro ce n’è in abbondanza, ma non gli è mancata neanche nella sua breve vita di umano.
Raistan è diventato vampiro a 28 anni. La sua creatrice Shibeen lo ha salvato così da morte certa. Fino a quel momento Raistan ha vissuto rifiutato dai più in quasi totale solitudine. Ha combattuto con un padre che non lo ha mai voluto, salvato solo dall’amore materno, con la gente che lo ha sempre tenuto a distanza, con una moglie che non si è certo meritata il suo amore. Pochi umani lo hanno amato e accettato e ogni loro inevitabile perdita porterà via un pezzo del suo cuore. In ognuno dei tre libri usciti fino ad ora Raistan perderà appunto una parte di se stesso, vuoi per le torture fisiche a cui viene sottoposto, vuoi per le perdite degli affetti che gli hanno permesso di superare una vita che, in fondo, non accetta completamente.
raistanCome da tradizione, nei libri si affronta la guerra che da sempre intercorre tra vampiri e Lycans e che contrappone Raistan, generale supremo vampiro a Greyson capo dei lycans. Scontri , torture, combattimenti caratterizzano la lunga vita dei protagonisti, non aspettatevi storie d’amore sdolcinate questa è una serie in cui il romanticismo non trova spazio. Messa così uno potrebbe chiedere cosa mi abbia così colpito di un personaggio in apparenza crudele, violento, insensibile, insomma un vero bastardo con in più una vita da dimenticare! A parte lo stile narrativo che ha un che di ipnotico, così vivido da rendere le pagine immagini mentali che risvegliano i sensi, è Raistan e la sua integrità e coerenza che colpiscono. Raistan è un vampiro perfettamente conscio del suo ruolo, della violenza che costella la sua esistenza e che lo obbliga a uccidere per la propria sopravvivenza. Non nega mai questa parte della sua natura, è totalmente onesto con se stesso e quindi con noi lettori, ammirevole non trovate?

 

So bene quello che ho detto più volte della mia condizione e posso già prevedere i tuoi mugugni indignati mentre mi accuserai di non amarla veramente, visto che aspiro a trasformarla in qualcosa che io stesso, molte volte, ho desiderato di non essere. Ma qui ritorniamo al punto di partenza, caro lettore, e alla domanda che continuo a porti, di tanto in tanto: Che cosa ti ha mai fatto pensare che io sia qualcosa di più di un campione di egoismo assoluto?

 

Mentre racconta la sua vita non cerca giustificazioni ai suoi atti di crudeltà, al suo essere un killer prezzolato, agli omicidi che ha compiuto. Contemporaneamente, però , per quanto si sforzi di nasconderli, RVH ha dei sentimenti, forti sentimenti. La solitudine è il suo punto debole. Per quanto Shibeen gli sia amica, amante , madre, sorella, per quanto lui la ossa amare, per quanto sia sempre lei che lo salva dalle situazioni più disperate facendolo tornare se stesso quando precipita nell’abisso del dolore, la donna non riesce a colmare il vuoto della solitudine. Sarà un vampiro atipico Stefan, a rendere RVH umano. Con le sue risate, il suo calore riaccende la fiamma del cuore di Raistan, rompe la pietra che lo aveva circondato, fa riaffiorare quella parte ancora viva che alberga in ogni uomo, anche nei non-morti. L’amicizia che li lega permette al nostro biondo vampiro di resistere al buio, alla tentazione di perdersi nel nulla che lo assale regolarmente. La freddezza dei vampiri e quindi anche di Shibeen, non riesce a dare a Raistan il calore che caratterizza gli umani. I pochi che lo accetteranno e non lo tradiranno diventeranno per lui indispensabili come per noi l’aria che respiriamo e Stafan per quanto morto e vampiro era ancora uomo.L’uccisione di Stefan distruggerà Raistan ancora più delle torture a cui viene sottoposto. La mancanza di quella risata lo annienterà ancora più delle crudeltà che gli umani e i Lycans si divertiranno ad infliggergli. Raistan verrà esposto al sole, le sue ossa verranno rotte ripetutamente, il suo corpo sarà imbottito di veleno, squarciato da coltelli e artigli.

 

«No, non deve bere, è proibito. E voi dovete togliervi dai piedi. Subito!»
«No, invece!» strillò Gabrielle. «Lui non ci ha fatto del male, non è lui il mostro. Siete voi che gli state facendo questo, i veri mostri. E adesso lascia che gli diamo un po’ d’acqua, o diremo a tutti quello che siete. Noi lo sappiamo.»

chains___rvh_by_kittrose-d4bxbdnVi pare troppo? È nulla in confronto a quello che un uomo preso dal desiderio di creare un esercito invincibile gli farà: lo priverà del cuore, lo torturerà in modi e maniere inimmaginabili, e noi saremmo i buoni?Nei 300 anni della sua vita Raistan viene più volte sottoposto a trattamenti di questo tipo, trattato e considerato alla stregua di carne da torturare e squarciare e perché no cuocere al sole. Tanto dolore annienterebbe chiunque.

Chi però lo distruggerà davvero saranno proprio i suoi simili. Dicevamo che i vampiri non hanno sentimenti? Ne hanno e anche troppi! Odio, gelosia, voglia di potere riempiono la mente e l’animo dei suoi simili. Fin dal primo incontro tra Raistan e Vincent, creatore di Shibeen, capiamo che tra i due non finirà bene. Vincent sarà forse la vera causa di tutto quello che capiterà a Raistan. La gelosia del legame tra lui e Shibeen lo porterà a cercare con ogni mezzo l’annientamento del nostro protagonista. L’accanimento con cui persegue questo obiettivo sarà la però la sua rovina. Magra consolazione vedere sconfitti i cattivi ! Il prezzo delle torture che Raistan subisce è alto troppo alto: è se stesso. Raistan tornato indietro dalla vera morte ha perso se stesso, è precipitato in un abisso da cui pare impossibile risalire, si è perso e annientato nel buio del dolore, della morte, della pazzia, della più assoluta e totale solitudine. Solitudine che lo aspetta privato dei suoi veri affetti, della famiglia umana in cui riponeva la certezza di un futuro, perso negli occhi di una bambina che, una volta divenuta donna, lo avrebbe amato per sempre.

Per quel poco che riesco ancora a provare, i miei sentimenti per te sono sempre gli stessi, ma qualcosa di me si è perso in quel mondo fatto di nebbia da cui mi hai richiamato. Non era un brutto posto dove stare, era molto più di quanto sperassi, per quelli come noi.
E non ero solo. Non lo sarei stato mai più.
La parte migliore di me, tuttavia, quella che di tanto in tanto mi ha permesso di esprimere amore e gentilezza verso le persone a cui tenevo, è svanita. Ora non resta che tenebra e devo inchinarmi ad essa. Dovresti farlo anche tu.

A Raistan non rimane più nulla se non l’abisso, eppure sono certa che anche questa volta risorgerà dalle sue stesse ceneri, non posso concepire un finale diverso. Il mondo lo vuole morto ma finora è riuscito a risorgere, a ritrovarsi, a non arrendersi e anche se in questo ultimo volume pare perso, la sua mente deve rigenerarsi al pari del suo corpo. Questo personaggio mi ha coinvolto nella sua vita come ben poche volte mi è capitato, sempre e solo con autrici italiane devo dire, ho finito da pochi giorni di leggere i suoi diciamo così “diari”, eppure mi manca terribilmente. Raistan è diventato un amico, un fratello, un amante. La sua schiettezza ha conquistato il mio cuore e non vedo l’ora di tornare ad accoccolarmi in poltrona ad ascoltarlo ancora, con quel suo accento olandese mentre mi spiega come la luce ha squarciato il buio, perché sarà così ne sono certa.

Fiamme Sensualità Medio

Asce-voto-4

Madau
Editing : Tayla

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

StaffRFS

Lascia un Commento