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Recensione: “Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi” di Maurizio De Giovanni

Sono passati più di quindici anni da quando Vinnie Sannino è emigrato in America, imbarcandosi di nascosto su una nave. Là ha avuto successo, è diventato campione mondiale di pugilato nella categoria dei mediomassimi. Ma il suo ultimo avversario, un pugile di colore, è morto, e lui non se l’è più sentita di continuare. Adesso è tornato per inseguire l’amore mai dimenticato, Cettina, la ragazza che alla sua partenza aveva pianto disperata. La vita, però, è andata avanti anche per lei, che ora è donna e moglie. Vedova, anzi: perché il marito, un ricco commerciante, viene trovato morto. Qualcuno lo ha assassinato finendolo con un pugno alla tempia, simile a quello che, in una sera maledetta, Vinnie ha vibrato sul ring dall’altra parte del mondo. Per Ricciardi e Maione, e per i loro cuori, sarà davvero una brutta settimana di pioggia.

È autunno inoltrato, la pioggia cade incessante, alterna gocce piccole e nebulose a scrosci rumorosi, rendendo lucido tutto ciò che ricopre: strade, case, cavalli, soprabiti. La pioggia di ottobre porta con sé la malinconia, il tormento e la perdita, ma la pioggia è acqua che lava via le tracce di un passato lontano o forse, al contrario, ripulisce la patina che nasconde la verità di un presente di dolore. Proprio sotto la pioggia, il commissario Ricciardi e il fidatissimo brigadiere Maione indagano sull’omicidio di Costantino Irace, commerciante ricco e arrogante, uomo torbido che non teme nulla. Neanche le minacce del campione del mondo di pugilato, Vincenzo Sannino, che lo affronta apertamente nel foyer di un teatro affollato, accecato dalla rabbia, annebbiato dalla sofferenza di vedere la donna che ama, Cettina, moglie devota e remissiva di un uomo a cui si è donata per dovere.

Vincenzo e Cettina si conoscono a quindici anni e si innamorano perdutamente, ma lui è ben consapevole che, nella povertà dell’Italia del primo dopoguerra, non potrà mai prometterle il futuro di benessere e serenità che merita. Allora decide di imbarcarsi per l’America da clandestino, per andare a prendersi le opportunità che a Napoli non potrebbe neanche sognare e, con fatica, sangue e sudore diventa Vinnie The Snake, campione del mondo dei pesi mediomassimi. La verità, però, è che Vincenzo è partito ma non se n’è mai andato perché tutto quello che ha fatto, tutto ciò che è diventato, ogni momento che ha vissuto è stato per Cettina: l’unica ragione di vita, lo scopo di ogni respiro, la speranza e l’amore.

Irace viene ritrovato cadavere in un vicolo nei pressi del porto, ucciso dai colpi feroci che l’assassino ha sferrato con intenzione, lasciando sul corpo della vittima un segno inequivocabile. Una sorta di firma indelebile, un pugno alla tempia destra, il colpo mortale con il quale Vinnie aveva già causato, involontariamente, la morte di un avversario sul ring. Da questo momento il pugile diventa il primo sospettato, in un’indagine che sembra essere di semplice risoluzione, ma che nel corso della narrazione rivelerà che di semplice non ha nulla.

L’amore e la fame sono le due grandi ragioni che spingono gli uomini a commettere i crimini più efferati, lasciando emergere la parte più oscura e terribile dell’anima. Vincenzo lascia Napoli a causa della fame, trova ricchezza, fama e benessere ma tutto ciò non gli impedisce di tornare dopo quasi sedici anni e quando torna lo fa per amore, per Cettina.

“Cettina non è mia, commissa’. Cettina sono io. Cettina è ogni battito del mio cuore, ogni mio respiro. Ogni speranza e ogni ricordo. Magari non la vedrò più, magari crederà davvero che sono stato io, ma non posso strapparmela da dentro”.

La storia si compie attraverso il susseguirsi di vicende che si delineano come immagini, più che come un racconto. Luoghi, personaggi, stati d’animo, scene di vita quotidiana, sprazzi di mondanità, appaiono davanti agli occhi con la delicatezza di piccoli dipinti, ognuno con protagonisti vividi e affascinanti. In questa galleria di vita, il commissario Ricciardi continua a subire il tormento del ‘Fatto’, ovvero la propria capacità di vedere e sentire i fantasmi di uomini e donne morti per cause violente. Percepisce il dolore e la nostalgia per la vita che si spezza improvvisamente e non può impedirsi di chiudersi al mondo e ai sentimenti, per evitare di sporcare quello che di bello gli viene incontro, arrivando a dubitare della propria sanità mentale. Così il suo amore per la dolce e riservata Enrica, seppur profondo e innegabile, si intreccia ai ricordi della passione per Livia e alla sicurezza del suo legame con Bianca, lasciandolo, tuttavia, alla fine solo con sé stesso.

Lo stile di De Giovanni è una prosa potente e descrittiva, ma spesso raggiunge delle vette poetiche che conferiscono alla narrazione sentimento e profondità. In questo romanzo l’amore è la forza che muove il mondo, tutto quello che dà senso ai giorni e alle notti. Le parole scritte nelle pagine, così come quelle cantate da una voce anonima e affidate al vento, hanno un solo significato: senza amore non esiste speranza, non esiste passato, né futuro.

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Sono passati più di quindici anni da quando Vinnie Sannino è emigrato in America, imbarcandosi di nascosto su una nave. Là ha avuto successo, è diventato campione mondiale di pugilato nella categoria dei mediomassimi. Ma il suo ultimo avversario, un pugile di colore, è morto, e lui non se l'è più sentita di continuare. Adesso è tornato per inseguire l'amore mai dimenticato, Cettina, la ragazza che alla sua partenza aveva pianto disperata. La vita, però, è andata avanti anche per lei, che ora è donna e moglie. Vedova, anzi: perché il marito, un ricco commerciante, viene trovato morto. Qualcuno lo…

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