Recensione: SeleS: Il Mondo Perduto di Elena Balocco
Serie: SeleS vol.1

Serie: SeleS vol.1
Autrice: Elena Balocco
Genere: fantascientifico
Editore: self
Data di pubblicazione: 8 dicembre 2025
La serie è composta da:
- SeleS: Il Mondo Perduto vol.1
Rowan non sa chi è davvero, crede di saperlo.
Allontanato dalla sua gente al pari di un reietto, ha passato tutta la vita a scappare da sé stesso cercando di ignorare le sue origini, nonostante la condizione di Marchiato fosse impossibile da cancellare nel suo cuore.
Una inaspettata anomalia ai motori, porta la nave Salvarian a schiantarsi su un pianeta lontano dalle rotte conosciute. Rowan è l’unico ufficiale rimasto in vita e dovrà fare i conti con la responsabilità dei pochi passeggeri sopravvissuti. Per salvare la vita dei suoi compagni, intraprenderà un percorso a ritroso nel tempo, svelando misteri che hanno origini così antiche da essere legate alla nascita stessa dell’universo. Scoprirà come la forza di uno possa significare la differenza tra la vita e la morte, imparerà l’importanza dell’amicizia, dell’amore, del sacrificio, mentre, passo dopo passo, inizierà ad accettare la strada che le stelle hanno scelto per lui.
Il Mondo Perduto è il primo di quattro libri, non è autoconclusivo.
Si consiglia la lettura della Saga in sequenza per apprezzare la storia nella sua interezza.

SeleS – Il Mondo Perduto è il primo volume di una saga fantascientifica creata dalla mente straordinaria di Elena Balocco, che ha dato vita a un’opera pubblicata in self a dicembre 2025. Una chicca molto sfiziosa del romanzo sono certamente le illustrazioni di Giulia Calligola che intrigano e rendono ancora più preziosa l’avventura in cui la penna dell’autrice ci accompagna.
Ciò che maggiormente mi ha affascinata di questo libro, sebbene io abbia poca esperienza con questo genere, è il viaggio che il nostro protagonista indiscusso, Rowan, dovrà compiere in un mondo nuovo, ricco di dettagli dove la narrazione ci trasporta in un universo che fa coesistere personalità moderne dai toni profondi con la fantascienza in un word building sicuramente articolato ma ben caratterizzato.
Il classico e il moderno tendono a intersecarsi tra avventure interstellari, pianeti sconosciuti fuori dalle rotte abituali, antiche civiltà che si affacciano all’orizzonte in un intrigo misterioso che attira il lettore nel proseguire imperterrito nella lettura.
Ci sono temi forti che mi riportano ai più classici fantasy come l’amicizia, l’umanità nelle sue diverse sfaccettature come il sentirsi rifiutato o al contrario sostenuto, dall’eroe costretto a prendere la sua strada alla ricerca del sé.
Rowan è un giovane che a causa del Cultivar viene esiliato dal luogo in cui è nato, nemmeno la sua famiglia gli tende una mano e così non gli rimane che partire, senza una meta precisa. Sul suo cammino incontra diversi personaggi uno dei quali è Rodero che gli offre un lavoro nella Biscaglia, che come lui stesso dice è un vecchio rottame, ma molto affidabile. È il suo primo vero ingaggio ma poi la storia prosegue e il punto di svolta avviene quando a bordo della nave spaziale Salvarian arriva il disastro… Lo schianto su un pianeta sconosciuto SeleS che dà il titolo all’opera. Spero di non spoilerare dicendo che il protagonista rimane incolume e affronta tutto con estremo coraggio e determinazione. SeleS è un mondo meraviglioso e complesso, ha una sua struttura e una profonda storia antica al suo interno, le Gilde sovrastano e assoggettano.
Rowan si ritroverà quindi sul Gulliver insieme ai pochi compagni rimasti, attento a celare il segreto che lo accompagna dall’inizio del romanzo, ma altri misteri si nascondono nell’avventura e nelle figure sfondo che lo circondano. Attento lettore a non tralasciare i dettagli, sono importanti!
Un libro non esageratamente lungo ma con una trama fitta e uno studio molto accurato in tutto ciò che è fantascientifico, appare proprio come se nulla fosse lasciato al caso e questo rende sicuramente una marcia in più alla narrazione; una scrittura fluida e incalzante tiene incollato il lettore alle pagine e non annoia; dialoghi sul pezzo e un’ambientazione che è davvero una meraviglia. Avete notato la mappa?
Consigliatissimo a chi ama il genere e a chi, come me, rimane affascinato da protagonisti tenaci che affrontano il viaggio della vita.







