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Recensione: “Sedotti dal desiderio” di Pamela Clare

Trama

Secondo di tre fratelli, Morgan MacKinnon è nato nelle Highlands scozzesi ma è cresciuto in mezzo agli indiani, e combatte per la Corona britannica nella guerra che oppone inglesi e francesi nella conquista dei territori del Nord America. Ferito in missione e condotto a Fort Carillon, Morgan viene salvato in extremis e messo di fronte a una scelta terribile: collaborare con i francesi o finire bruciato vivo per mano degli indiani. L´uomo preferirebbe morire piuttosto che cedere, ma le cure di Amalie – la bellissima mezzosangue cui è affidato – compiono il miracolo. Con la sua dolcezza, Amalie restituisce a MacKinnon la vita e la speranza e lui, rimessosi in forze, escogita un piano: fingerà di schierarsi con il nemico e nel frattempo cercherà una via di fuga. Ma l´amore per Amalie, inaspettato e passionale, interviene a complicare ogni cosa. Diviso fra la fedeltà ai suoi uomini e la fedeltà alla donna che ama, MacKinnon è preso in una trappola mortale: ora sa che andarsene dal forte sarà ancora più difficile che restare…

Recensione

Della trilogia dedicata ai fratelli MacKinnon questo è stato il libro più difficile da leggere e badate bene non perché sia brutto, anzi proprio per il contrario: è troppo bello, troppo coinvolgente, troppo intenso. Le traversie che deve affrontare Morgan per salvare la propria vita e non mettere a rischio la vita dei suoi fratelli sono di quanto più crudele Pamela Clare potesse inventarsi. È umanamente impossibile restare indifferente alla sofferenza fisica, ma soprattutto interiore di Morgan, costretto a passare per traditore e doppiogiochista nei confronti di ambedue gli schieramenti. Cattolico scozzese, costretto a servire nell’esercito inglese, suo nemico da sempre, combatte contro i francesi a lui sicuramente più affini. Catturato dai francesi, per salvarsi la vita e non finire bruciato vivo dagli indiani, gli viene offerta l’occasione di collaborare con i suoi carcerieri, tradire insomma. Accetta sperando di ottenere così  sia informazioni che aiutino lui i e suoi fratelli nella guerra, sia l’occasione di fuggire. La permanenza al forte però gli fa apprezzare Bourlamaque, il comandate francese, un uomo fondamentalmente onesto e profondamente diverso da quello che è il suo di comandante. Morgan fornirà ai francesi informazioni che non possono danneggiare i rangers e suo fratello Cameron, che lo crede ormai morto, prendendone invece da loro molte e molto utili. A questo suo barcamenarsi sul filo del rasoio, già di per sé difficile, si aggiunge l’innamoramento per Amalie. Amalie è un’anima pura nel vero senso del termine, destinata alla vita in monastero, figlia di un ufficiale francese e di una donna indiana, rimasta orfana ha in Bourlamaque il suo tutore. È lei che strappa Morgan dalla morte, lei che convince il suo tutore a non consegnarlo agli indiani, lei che gli offre una possibilità di fuga, lei che Morgan amerà con tutto se stesso e sposerà. Da che parte stare allora… con i francesi e Amalie, o con i suoi fratelli? Come conciliare i suoi due amori?
La passione che sboccia tra Morgan e Amelie è potente ma questa volta lo scozzese, di norma abile con le donne, si muove quasi a disagio, come si può pensare di rubare una verginità destinata a Dio? Il sangue gli ribolle letteralmente a fianco di una creatura per lui quasi celestiale e l’autocontrollo vacilla, ma il sentimento, il rispetto lo frena. Che vita può offrire, lui un guerriero quasi certamente destinato alla morte? Sarà Amalie a rompere gli indugi , quell’uomo è l’amore della sua vita, altro che convento, la sua vita è e sarà lui! Contro tutto e contro tutti, perfino contro se stessi visto che sarebbero destinati all’odio reciproco, dovranno lottare i due amanti per trovare un equilibrio, alla ricerca disperata di un lieto fine. Ritornato tra le fila inglesi, Morgan nasconde Amalie dal fratello e va incontro a morte certa, nessuno anche qui gli crede ovviamente.

«Maggiore MacKinnon, questa corte vi giudica colpevole dei riprovevoli crimini di diserzione e tradimento. Domattina all’alba sarete portato dalla prigione alla piazza d’armi, dove verrete giustiziato per impiccagione finché morte non sopraggiunga. Possa Dio avere pietà della vostra anima.»

Ormai i giochi sembrano fatti e la fine vicina, Morgan finirà impiccato, Amalie restituita ai francesi in cambio di due ufficiali inglesi. Io a questo punto ero forse più esausta di loro e che cavolo… basta… cara Pamela Clare questo è sadismo. Nel primo volume Iain fustigato, costretto a combattere mentre quel maiale del suo comandante cercava di farsi su sua moglie, nel secondo Morgan ormai ha passato tutti gli stadi, prigionia, tortura, pre-morte e me lo vuoi impiccare con ancora un tot di capitoli dalla fine, non vi dico cosa capiterà nel terzo libro a Connor  il più giovane dei MacKinnon… signora autrice abbi pietà delle tue lettrici dacci un filo di speranza a cui attaccarci… 10 pagine di serenità, non chiedo di più giusto per  riprendere fiato.
Da questo punto in poi tralascio ogni riferimento alla trama ovviamente. Vi dico solo che un personaggio decisamente insospettabile ci darà l’illusione di avere un’anima, ma…
Una volta chiuso questo volume, nonostante tutto non ho potuto aspettare, e Connor è stato mio…
Ribadisco trovo questa trilogia splendida, decisamente emotivamente distruttiva ma allo stesso tempo intrigante e coinvolgente. A livello stilistico la lettura di questi volumi è scorrevole dettagliata ma senza dispersività, le immagini suggerite dalle parole restano nella mente quasi a livello cinematografico, con l’ambiente e i volti dei protagonisti ben chiari davanti agli occhi. Quindi leggetela!

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Recensione a cura di:

Madau

Editing a cura di:

Tayla

Citazioni dal libro:

Però non era un uomo comune. Era forse l’uomo più grande e imponente che avesse mai visto, non solo alto, ma anche largo di spalle e molto bello… in uno strano modo selvaggio. Aveva i capelli lunghi, scuri come le ali di un corvo, e due trecce alle tempie, aggrovigliate per la lotta. La pelle era scurita dal sole, ma liscia e senza difetti. Le lunghe ciglia nere riposavano sopra gli zigomi alti, che le guance magre rendevano ancora più alti. Le labbra erano insolitamente piene, la mascella squadrata e scurita da una barba di alcuni giorni.
Gli avevano legato polsi e caviglie in ceppi di ferro e l’avevano incatenato ai quattro angoli del lettuccio per trattenerlo, temendo la sua forza nonostante la gravità delle sue ferite. E non c’era da stupirsi. Le braccia erano larghe almeno tre volte le sue e muscolose, le mani grandi abbastanza da cingere la gola di un uomo. Lei non aveva dubbi che fosse capace di uccidere con quelle mani, che aveva ucciso con quelle mani.

Si stava facendo chiaro. La notte era finita. Un nuovo, giorno era arrivato.
E solo Dio sapeva che cosa avrebbe portato con sé.
Amalie sollevò la medicazione dal petto del ranger, conscia che mentre lavorava lui la stava osservando. «Sta guarendo bene.» leggerezza, come se la sua sofferenza e la sua morte non avessero molta importanza per lui.
«Non avete paura, maggiore?»
Morgan ridacchiò. «Oh, sì. Ma non c’è niente da guadagnare a lasciare che la mia paura mi domini, ragazza. Bourlamaque può scegliere come e quando morirò, ma sta a me decidere come affronterò la morte.»

Il loro coraggio sarebbe stato il suo coraggio.
Fuori, il sole si era levato sopra l’orizzonte. Non ci sarebbe più voluto molto, ormai. Morgan chiuse gli occhi, prese un profondo respiro e iniziò a pregare.
Dio del cielo, non abbandonarmi! Maria, madre di Dio, prega per me!
Poi, da fuori la porta, udì le voci degli uomini.
Prese un altro profondo respiro e si costrinse a stare dritto su entrambe le gambe, ignorando il dolore e scacciando la paura. Lui era Morgan MacKinnon, fratello di Iain e Connor MacKinnon, fratello di sangue dei Muhheconneok e nipote di Iain Og MacKinnon. Non si sarebbe spezzato.
Avanti, Rillieux, figlio di puttana. Fa’ del tuo peggio con me.

Incapace di dormire, Amalie fissava nel buio, seguendo con le dita il contorno delle labbra mentre ricordava ogni delizioso, stupefacente, eccitante istante del bacio di monsieur MacKinnon. La forza delle sue braccia intorno al torace. La dolce carezza delle sue labbra. La sorpresa della sua lingua nella bocca. La durezza del suo corpo contro di lei. La sensazione delle sue dita che le carezzavano i capelli.
Non si era mai sentita nel modo in cui l’aveva fatta sentire lui, febbrile, con il cuore che batteva troppo forte, il sangue caldo e spesso. Era stato così anche per lui?
Oh, ragazza, voi potreste fare impazzire un uomo!
Oui, era stato così.
Fu percorsa da un fremito, una vampata di calore.
«Morgan.» Sussurrò il suo nome, assaporandone il suono sulla lingua, poi lo ripeté, cercando di dirlo come lo aveva detto lui, con quella R veloce e roteante. «Morgan. Morgan MacKinnon.»
E seppe per certo che non voleva più far ritorno al convento.
Anche se avesse voluto dormire, Morgan non ci sarebbe riuscito, non con il gusto di Amalie ancora sulle labbra e il suo profumo sulla pelle. Fissava nel buio, rivoltandosi nel letto, con il sangue troppo caldo e la mente piena di lei, del dolce suono dei suoi gemiti, della morbida pressione del corpo contro il suo, della serica sensazione dei suoi capelli tra le dita.

L’estasi divampò in lei, fusa e squisita, quasi terrificante nella sua intensità. Amalie si inarcò tra le sue braccia e urlò, le sue grida catturate dal bacio profondo e intenso di Morgan, mentre l’orgasmo la sollevava in alto nella notte, portandola oltre la luna e le stelle, in un posto scintillante vicino al paradiso, e poi lasciandola andare alla deriva. Lentamente, molto lentamente, la notte riprese forma intorno a lei ancora una volta… il battere dei due cuori, le lenzuola impregnate di sudore, il suono dei loro respiri mischiati… e lei si ritrovò distesa, meravigliata e tremante, tra le braccia di Morgan.

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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