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Recensione “Schiavo del Piacere” di Gena Showalter (serie Imperia #2)

Bellissimo e terribilmente sexy, Tristan è stato imprigionato in uno scrigno da Zirra, potente maga e amante respinta, che lo ha trasformato in uno schiavo del piacere. Per secoli è passato da una padrona all’altra, costretto dalla maledizione a servirle con il suo splendido corpo. Tanto che il sesso è diventato per lui un dovere monotono e umiliante. Finché il portagioie non finisce nelle mani di Julia Anderson, antiquaria a caccia di tesori per il suo negozio… e tutto cambia. Perché ammettere i suoi veri sentimenti per lei spezzerebbe l’incantesimo, ma li separerebbe per sempre. E Tristan sarebbe disposto a fare qualunque cosa per rimanere con Julia. Anche a essere suo schiavo per l’eternità.

Secondo libro sui guerrieri di Imperia, pianeta lontano in cui la popolazione femminile vive in funzione di quella maschile. Devo dire che la storia di Tristan non è proprio originale, l’originalità, anche qui, sta nel cambiamento progressivo del protagonista che cerca in tutti i modi di rimanere indifferente all’amore per paura che questo lo indebolisca. Le sue certezze crollano di fronte a Julia, bassa e formosetta, con l’autostima sotto i tacchi, la cui insicurezza rischia costantemente di far naufragare qualsiasi cosa stia nascendo tra lei e Tristan.

 

Dunque aveva paura della sua lama possente. Il doppio senso gli strappò un sorriso. Le donne di ogni mondo avevano adorato la sua arma, aggrappandosi al senso di pericolo e di eccitazione che essa aggiungeva alla seduzione. A beneficio di Julia si esibì in un sospiro rassegnato, afferrò l’elsa della spada e la sganciò dalla cintura.

Ho trovato questo secondo libro molto più introspettivo rispetto al primo, con continui monologhi interiori dei protagonisti che dovrebbero accrescere la tensione tra i due e aumentare l’aspettativa e invece rallentano terribilmente il ritmo del racconto rendendolo noioso. In poche parole, del piacere del titolo c’è solo l’illusione perché la capitolazione dei due arriva troppo tardi.

Ancora una volta abbiamo un lui magnifico, possente, ardito affiancato da una lei poco credibile nei panni di “racchia della scuola”; Julia infatti è una taglia 44, bionda con gli occhi verdi e già questo stona con la sua convinzione di essere brutta e indesiderabile, e la contrapposizione dei loro punti di vista riguardo la sua figura è uno dei pochi punti di forza del racconto.

Altro elemento notevole è la cattiva di turno, Zirra, davvero cattiva e odiosa in ogni suo gesto e pensiero in contrasto col magnifico aspetto esteriore.

 …sapeva che la sacerdotessa non lo avrebbe ascoltato. Era malvagia fino al midollo. Se poteva condannarlo a una sofferenza eterna pur sostenendo di amarlo, cosa avrebbe fatto a Julia, una donna che ostacolava i suoi piani, la sua smania di possesso?

Anche il finale è molto scontato, l’amore trionfa sempre (e come potrebbe essere altrimenti?) ma un po’ di trambusto non avrebbe guastato anzi, avrebbe di certo movimentato una storia che, a causa anche degli scarsi dialoghi, manca di quel dinamismo che contraddistingue il primo libro. Mi dispiace molto di dover dire che questo libro non mi ha conquistata, ma penso che una storia di amore e passione dovrebbe essere incentrata su questi elementi, invece qui ci sono continue (troppe!!!) allusioni sessuali che lasciano ben sperare, ma non vengono mai soddisfatte.

recensione a cura di

 

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Bellissimo e terribilmente sexy, Tristan è stato imprigionato in uno scrigno da Zirra, potente maga e amante respinta, che lo ha trasformato in uno schiavo del piacere. Per secoli è passato da una padrona all'altra, costretto dalla maledizione a servirle con il suo splendido corpo. Tanto che il sesso è diventato per lui un dovere monotono e umiliante. Finché il portagioie non finisce nelle mani di Julia Anderson, antiquaria a caccia di tesori per il suo negozio... e tutto cambia. Perché ammettere i suoi veri sentimenti per lei spezzerebbe l'incantesimo, ma li separerebbe per sempre. E Tristan sarebbe disposto a…

Score

Voto di Kida 2.5

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