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Recensione : “Scarlet. Cronache lunari – Vol. 2” di Marissa Meyer

 

Trama rosa

 

Anno 126, Terza Era. Androidi e umani popolano le strade di Nuova Pechino, sotto lo sguardo implacabile degli abitanti della Luna. Cinder, giovane cyborg e legittima erede al trono lunare, evade dalla prigione in cui è stata rinchiusa per partire alla volta di Parigi, alla ricerca della donna che in passato l’ha nascosta dalla malvagia Regina Levana. Il suo destino si intreccia a quello di Scarlet, giovane contadina francese costretta ad abbandonare la sua fattoria per ritrovare la nonna, scomparsa senza lasciare traccia. Insieme, con l’aiuto dell’ambiguo Wolf, esperto di combattimenti clandestini, e dell’affascinante cadetto Carswell Thorne, Scarlet e Cinder scopriranno di dover combattere un nemico comune: la Regina Levana, pronta a scatenare la guerra per indurre il principe Kai a sposarla e affermare la supremazia dei Lunari sulla Terra. Vigilata da una luna ostile e minacciosa, Scarlet, moderna Cappuccetto Rosso, dovrà attraversare una città insidiosa come il profondo del bosco, e scoprire se dietro il conturbante Wolf si nasconde un alleato… o un predatore.

Recensione rosa

Potremmo cominciare dicendo che Scarlet non è decisamente Cinder. La nuova protagonista di questo sorprendente progetto della Meyer ha tutte le carte in regola per essere una beniamina. È impavida, pronta a qualsiasi sacrificio pur di salvare chi ama e a combattere per le proprie battaglie. Come Cinder, è sicuramente una proposta forte e un personaggio che ripropone uno stereotipo con un nuovo messaggio di potere e indipendenza femminile.

Come abbiamo detto, però, Scarlet non è Cinder. Se quest’ultima aveva uno sguardo decisamente disincantato nei confronti del mondo, conoscendone profondamente la crudeltà e l’indifferenza, quello di Scarlet è uno sguardo diverso. Anche lei e la sua famiglia sono tenuti ai confini di una società, eppure Scarlet trova ancora il coraggio di riporre fiducia in coloro che la circondano, quel tanto che basta perché possa innamorarsi e sperare in quel sentimento. Mentre si può dire che per Cinder, l’innamoramento per Kai, sia avvenuto suo malgrado (infatti l’ha combattuto sino alla fine e continua a farlo), per Scarlet, pur negandolo, lo coltiva e lo fa crescere al punto da farsene tradire. Sicuramente due approcci molto diversi, se non opposti, e di certo con risultati altrettanto diversi.

La storia, questa volta, si sviluppa su due binari diversi ma paralleli. Conosciamo Scarlet, una contadina tutto pepe della campagna francese tormentata dalla sparizione della nonna che pare non interessare a nessuno. L’unico aiuto è Wolf, un combattente clandestino dedito alla violenza e con più segreti che pensieri. I due ragazzi intraprendono un viaggio verso Parigi, dove Wolf crede possa trovarsi la nonna della giovane.

Parallelamente, si torna alle tristi vicende dell’erede lunare. Cinder, fuggita dalla prigione e dall’imminente esecuzione, decide di recarsi a Parigi per cercare una donna che sarebbe stata coinvolta nel suo arrivo sulla terra. Questa volta però non è sola. Con lei un capitano affascinante e un po’ troppo sicuro di sé compensa pienamente la tristezza e il risentimento che opprimono sempre più Cinder sulla strada per conoscere la propria storia. Mentre Cinder ricostruisce ciò che è stata la sua vita prima di arrivare sulla Terra, impara anche a conoscere il proprio potere e ciò di cui è davvero capace un lunare.

Le vite di queste due eroine si incrociano finalmente a Parigi, dove uno scontro dall’esito incerto diventa il punto di partenza per una nuova alleanza e un nuovo progetto comune.

La storia ha un buon ritmo e come già nel primo volume la Meyer riesce a fare entrare il lettore direttamente nella vicenda. La carica emotiva è perfetta e coinvolgente. I personaggi come sempre sono realistici, con le loro paure, speranze e rimpianti.

Personalmente, Scarlet mi ha coinvolta meno rispetto a Cinder e alla tragicità della sua condizione, tuttavia questa è una valutazione dettata esclusivamente sulla mia sensibilità e non ha nulla a che fare col personaggio in sé che rimane, a mio parere, comunque un ottimo esempio di caratterizzazione e un’ottima proposta di una donna pronta a combattere per chi ama.

Rimane quindi un’opera considerevole e sicuramente da leggere. La favola che tutti i bambini dovrebbero conoscere.

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Recensione a cura di :

Kiani

Editing a cura di :

Gioggi

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StaffRFS

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