Home / Fantasy / Recensione: “Scambio equivalente” di Maurice Fay * L’ultimo Dragar Vol.1

Recensione: “Scambio equivalente” di Maurice Fay * L’ultimo Dragar Vol.1

 

Acquistabile qui

Trama viola

Lord Radan è l’ultimo sopravvissuto allo sterminio dei guerrieri Dragar e benché sia il peggiore di loro, intende ricostruire il monastero e rifondare l’ordine.
È forte, sprezzante dei pericoli, volgare e bellissimo e in molti lo desiderano, ma da quando nello sterminio ha perso il suo primo amore, crede di non essere più capace di amare e nonostante non gli manchino le occasioni di avere qualcuno tra le braccia, dentro, Radan non sente nulla.
Quando viene convocato nella capitale sa già che il re intende spedirlo all’estremo nord del mondo. È giunta voce che sia stato avvistato, proprio in quel deserto di ghiaccio, il mago traditore Zulnadar. L’uomo che ha ordito il massacro di tutti i cavalieri Dragar e al quale, per qualche misteriosa ragione, Radan è sopravvissuto. Sono passati due anni da allora e Radan ha sventato il piano del mago di uccidere il sovrano e salire al trono per stanziare una base nemica, ma prima del processo il mago è riuscito a fuggire e di lui si sono perse le tracce.
Nei due anni trascorsi, Radan ha vissuto quasi in isolamento nei boschi, cercando di ricostruire il monastero dei Dragar e allenandosi duramente per diventare pura forza e ci è riuscito. Sarebbe capace di qualsiasi cosa ormai.
L’unica cosa che non sa più fare è amare qualcuno, ma il destino ha in serbo per lui molto di più che la vendetta.
Il re intende fornirgli una scorta per il suo viaggio a Glalgard, la terra dei ghiacci, ma tutti i maghi che vengono incaricati di seguirlo, stranamente, iniziano ad accusare dei malesseri e non possono più partire. Ma la Confraternita deve per forza mandare qualcuno in missione con il rozzo, bruto e tracotante Lord Radan, altrimenti l’immagine dei maghi non sarà mai ristabilita e resterà cucita all’idea che il mondo si è fatta di loro, ovvero di possibili traditori, dal momento che Zulnadar era proprio uno di loro.
Liam è un mago della Confraternita ed è l’unico figlio maschio del Sommo Sacerdote e benché si sia offerto volontario di partire in missione per acciuffare Zulnadar e assicurarlo alle autorità, si vede negata la possibilità di partire. Ma quando tutti gli altri maghi si ammalano, resta soltanto lui e alla fine si ritroverà a poter partire.
Radan è volgare, rozzo e antipatico e Liam non riesce a sopportarlo e per quanto riguarda Radan, l’antipatia è reciproca: non vede molto di buon occhio i maghi in generale e nella fattispecie non sopporta Liam, che è il suo opposto; sofisticato, elegante e snob.
Ma questa antipatia iniziale lascia il posto a qualcosa di tenero e molto più profondo, non appena i due cominciano a conoscersi meglio, e il grande freddo del nord li avvicina sempre di più.
Sono due mondi in antitesi: un guerriero che è pura forza, muscoli e volgarità, e un mago che è intelletto, mente e costante ricerca della perfezione.
Liam scopre un lato tenero in Radan e inesorabilmente ne è attratto, anche se è del tutto sbagliato per lui, soprattutto per un “piccolo” particolare… Radan è superdotato mentre lui è vergine e questo lo spaventa ma allo stesso tempo lo attrae ancor di più.
In quanto a Radan, crede di aver scordato come si fa ad amare, ma il freddo del nord gli farà capire che il suo cuore è tutt’altro che addormentato.
E intanto la missione prosegue e la fortezza nella quale devono penetrare si avvicina e i due scoprono che a muoverli sarà una forza ben più grande della vendetta o del senso di giustizia, una forza che però li rende anche vulnerabili, mentre le prove che devono superare si fanno via via più difficili.

 

Recensione violaI protagonisti sono Radan e Liam, il primo è un uomo arrogante, spaccone, bifolco ma con un passato e una storia che giustificano, in parte, il suo essere. Il secondo è invece un mago, intelligente, elegante e molto sensibile. Sono uno l’antitesi dell’altro: forza vs astuzia, bellezza vs sensualità, dolore vs speranza.
Insieme devono affrontare una missione: trovare Zulnadar, colui che ha ordito il massacro dei guerrieri Dragar, di cui Radan è l’unico sopravvissuto.

L’avventura non parte certamente nel migliore dei modi, i due protagonisti non si tollerano, i modi bruti del guerriero sono in netto contrasto con quelli del mago, ricercati e raffinati. La cosa però che più li pone in disaccordo è la metodologia con cui utilizzano la magia. Questa, infatti, richiede uno scambio (da qui il titolo de libro): è possibile effettuare incantesimi solo offrendo in cambio qualcosa di grande valore, il dolore fisico; i guerrieri Dragar donano il proprio mentre i maghi sacrificano quello altrui. Liam viaggia con dei piccoli animali, a cui si sente estremamente legato, ma destinati, diciamo così, a un fine superiore.

Vi dico la verità, all’inizio non tolleravo Radan, troppo arrogante per i miei gusti, ma più andavo avanti con la lettura, più questo uomo così rude e brutale è riuscito, con la sua semplicità, a esprimere concetti, quali il significato di amore e sacrificio, in modo meraviglioso entrando così, di diritto, nel mio cuore. Sia chiaro, è sempre un bifolco, ma pian piano acquista il suo fascino, soprattutto quando tenta di spiegare a Liam il motivo per cui uccidere delle creature innocenti sia sbagliato e privo di una solida giustificazione.

I giorni passano, ed essendo costretti a stare insieme ventiquattro ore al giorno, Radan e Liam iniziano a conoscersi meglio. Ciò che prima era antipatico diventa ora una caratteristica distintiva dell’altro, ciò che era arroganza diventa ora indizio di sicurezza e protezione. Radan al fianco del mago compie un cambiamento radicale:

 “È tutto a posto”, gli dico dolcemente, “ci sono io qui con te.” E lui scivola leggero nel sonno, ma io non chiudo occhio. Sono troppo emozionato e mi sembra di avere tra le mani una cosa talmente preziosa che ho paura che se mi addormentassi domani non sarebbe davvero qui, rivelandomi che si è trattato solo di un bellissimo sogno… No. Vogli assicurarmi che sia realtà e voglio vegliare sul suo sonno.”

Ovviamente sul percorso si imbatteranno in situazioni pericolose ed è proprio in una di queste, che Liam ammette a se stesso di provare qualcosa per Radan.

“Prendi questa cazzo di fune sottospecie di bifolco, perché non ho alcuna intenzione di passare la mia vita lontano da te, quindi se devi morire oggi, …, allora verrò con te e tu vedrai di stringermi mentre cadiamo, perché quando mi stringi non mi importa più di nulla… E sai perché? Perché, Io… Io…”

Non vi dico più nulla rispetto alla trama, altrimenti corro il rischio di spoilerare, posso solo aggiungere che Fay ci lascia con un bel, si fa per dire, cliffhanger.
Per ciò che concerne lo stile devo dire che la lettura scorre fluentemente sebbene vi sia qualche refusino che danneggia il romanzo. Un vero peccato, perché la trama è davvero ricca e piacevole, senza questi errori il mio voto sarebbe stato superiore.

Fiamme-Sensualità-Medio NUOVA

Asce-voto-1

 

Recensione a cura di:Mytra

 

Editing a cura di: Gioggi

 

baby.ladykira

Avatar
Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

Recensione in anteprima: “Cambio di Linea – Serie Harrisburg Railers #1” di R.J. Scott e V.L. Locey

Buongiorno fenicette, oggi Lucia ci racconta in anteprima ...