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Recensione: “Salvation” di K.C. Lynn – Serie: Acts of Honor vol. 2

TITOLO: Salvation

SERIE: Acts of Honor vol. 2

AUTORE: K.C. Lynn

GENERE: Romantic Suspense

EDITORE: Quixote Edizioni

DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 Agosto 2021

Redemption (Serie: Acts of Honor vol. 1)
Salvation (Serie: Acts of Honor vol. 2)
An Act of Obsession (Serie: Acts of Honor vol. 3)
An Act of Courage (Serie: Acts of Honor vol. 4)

A volte, due pezzi rotti formano un intero. Lui è quello che lei ha sempre amato. Lei è quella che lui non avrebbe mai potuto avere.

Una notte proibita di passione si è lasciata dietro un cuore spezzato per anni, quando lui se n’è andato. Ora lei è in pericolo e ha bisogno del suo aiuto.
La fiducia non è facile per l’agente dell’FBI Nick Stone, soprattutto quando si tratta di amore, ma rischierà ogni cosa per Katelyn Slade.
Compreso il suo cuore.
Tra proiettili che volano e tradimenti svelati, le fiamme del loro passato bruceranno più intense di prima.
La sua protezione potrebbe essere ciò che la salverà, ma alla fine sarà lei a essere la sua salvezza.

«Sei tu quello che se n’è andato senza mai guardarsi indietro. Quindi fottiti tu e le tue stronzate!» Afferrando il suo polso la tiro contro di me, i nostri corpi così vicini che so che può sentire quanto sono duro mentre ci guardiamo l’un l’altra. «Non ho mai pensato che sia stato un errore. Ho ripensato a quella cazzo di notte quasi quanto ho pensato a te, che è stato ogni dannato giorno.» 

 Le premesse sono carine: i protagonisti si piacciono segretamente dall’adolescenza ma, essendo Nick il miglior amico del fratello di Katelyn, entrambi si sono sentiti bloccati nel dichiararsi. Le carte vengono scoperte nel momento più sbagliato quando, entrambi molto giovani, stanno per intraprendere strade separate, dopodiché si perdono di vista, soprattutto perché Nick ritiene di non essere all’altezza di una ragazza così speciale.

Katelyn, ferita per l’abbandono, non avrebbe mai messo da parte l’orgoglio ricontattandolo, non fosse stato per la sparizione del fratello, per ritrovare il quale ha davvero bisogno di un agente dell’FBI.

Incontrarsi di nuovo permette loro di riallacciare i nodi del passato e fa esplodere la passione che ancora li fa bruciare. I due non riescono a stare lontani. È una relazione trascinata dalla fortissima attrazione reciproca, che accompagna il fatto che si amano da sempre.

«Stai calpestando un terreno pericoloso, Katelyn,» grugnisce, la voce roca. «Sto cercando di fare il bravo e non superare i confini come abbiamo fatto in passato, ma tu lo stai rendendo maledettamente difficile. Continua così e non ci sarà modo di tornare indietro.» Fisso il suo sguardo selvaggio, sentendomi desiderosa e scoraggiata. Mi piace sapere che riesco ancora a toccarlo nel profondo, che prova qualche tipo di sentimento quando si tratta di me. Eppure, mi rattrista sapere che il ricordo che ho amato per sette anni non è stato altro che il superamento di un limite per lui. 

 La storia cavalca uno stereotipo piuttosto sfruttato, quello della ragazza in pericolo che vuole mostrarsi forte e indipendente, la cui esuberanza, però, la porta a mettersi nei pasticci spingendo il maschio alfa di turno a salvarla.

Non è esattamente la protagonista che si caccia nei guai, si tratta del fratello, ma non cambia la sostanza: i tentativi goffi che fa Katelyn per cercare di essere utile finiscono male, creando casini. Il messaggio che passa è molto chiaro e neppure troppo velato: una donna non dovrebbe prendere iniziative perché non è abbastanza intelligente per fare le cose in modo razionale e ponderato. Dovrebbe evitare di usare il cervello e affidarsi al suo uomo. Un concetto che le lettrici odierebbero se fosse l’eroe di turno a esprimerlo; ma siccome è la ragazza stessa a pensare di essere stupida quando si comporta in modo autonomo e indipendente, esso passa in modo subdolo, come se fosse una logica deduzione, e ogni volta che capita mi fa drizzare i peli sulle braccia.

Ed è tutta colpa mia. Non sarei dovuto andare via senza Nick stamattina. Non pensavo che sarei stata in pericolo […] 

 Per quello che riguarda la storia d’amore, siamo nell’ambito dell’uomo duro e corazzato la cui vulnerabilità e sensibilità vengono “liberate” grazie all’intervento della nostra protagonista femminile. Anche qui si riprende uno dei più sfruttati stereotipi, secondo cui lui, non sentendosi all’altezza della donna, per paura di essere abbandonato preferisce anticipare la rottura allontanandosi per primo, e predilige rapporti occasionali per evitare il rischio di soffrire.

«Non si tratta di te, maledizione! Questo ha a che fare con me. Questo è quello che sono e che sarò sempre. Non amerò mai nessuno!» «Perché sei un vigliacco,» sorride. «Sei così preoccupato di proteggere te stesso che sei disposto a fare del male a qualcuno che ti ha amato dal primo momento in cui ti ha conosciuto. Non puoi nemmeno essere presente per un uomo che ti ha dato tutto quando non avevi niente. Te ne vai e basta.» 

 Dal punto di vista delle scene piccanti, ci vengono riservate solo le parti migliori: lei perde la verginità con Nick, dopodiché passiamo direttamente all’età adulta, quando li ritroviamo entrambi esperti e disinibiti.

«Dimmi la verità, piccola, qualcuno l’ha avuta?» gli chiedo, toccando la dolce entrata tra le sue gambe. «Nick.» La sua testa cade all’indietro contro il muro, il mio nome le fuoriesce dalle labbra con un gemito sexy. «Rispondimi, Katelyn, l’ha avuta qualcun altro?» Si morde il labbro, scuote la testa e mi dà la risposta che già conoscevo, ma che volevo sentirle pronunciare. «No, non ancora, ma non aspetterò per sempre. Tra qualche giorno avrò diciotto anni. Mi rifiuto di aspettare ancora qualcuno che non mi vuole,» sussurra, le lacrime che traboccano dai suoi grandi occhi castani. 

 Ho notato questo approccio “studiato” anche nel costruire le caratterizzazioni. Lei ha un passato complicato e doloroso, con genitori anaffettivi e violenti, ma la sua personalità non è quella di una sopravvissuta, di una donna coraggiosa che ha reagito e che è maturata troppo velocemente. Anzi, si mostra indifesa, delicata, pudica; non tanto traumatizzata quanto verginella da salvare (o conquistare). È così insicura da non credersi abbastanza, e l’unico che la fa sentire una dea è Nick, che le dice sempre le parole giuste, che cerca di motivarla proprio perché è l’unico che la ama.

La lasciamo, da adolescente, sola, fragile e indecisa, e la ritroviamo pochi capitoli dopo, adulta, completamente diversa: piena di amici sinceri, sicura di sé, con una famiglia affiatata.

Non mi convince come sono stati assemblati i vari pezzi di storia e le personalità che sono stati messi su di lei perché sembrano stati raffazzonati per stimolare la nostra empatia, farci impietosire, e inserire le briciole che servono per animare un po’ la trama (ad esempio stuzzicare gelosia in Nick a causa degli amici intimi). Tanti pezzi che funzionano nel loro piccolo, se usati bene e ben dosati, ma che nell’insieme non riescono a dare il quadro di una persona coerente.

Nel complesso aggiudicherei 3,5 stelle. È difficile dire che non funziona una storia praticamente basata sui cliché, eppure non mi ha dato niente di più di una lettura con poche sorprese.

«Hai sempre saputo cosa dire per attenuare il mio dolore.» Un piccolo sospiro di sollievo mi sfugge alle sue parole. «È un bene, piccola, perché farei di tutto per non vederti soffrire.»

 

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Sara

Kureha

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