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Recensione: “Ruin” di CD Reiss – Serie: Corruzione #2

TITOLO: Ruin

SERIE: Corruzione #2

AUTORE: CD Reiss

GENERE: Mafia romance

EDITORE: Grey Eagle Publications

DATA DI PUBBLICAZIONE: 27 Maggio 2021

Antonio è un sicario.
È bello e possessivo; un prodigio di ladro, nonché uno dei duri più violenti mai esistiti.
Theresa lo sa, ma questo non le impedisce di lasciarsi coinvolgere da lui, e adesso vuole proteggerlo.
Ma ogni volta che cerca di farlo, rischia letteralmente di farlo ammazzare; e più lui la tiene stretta, più lei diventa pericolosa.
L’unico modo in cui Antonio potrà mai trovare un attimo di pace è accettare Theresa come compagna, piuttosto che come una creatura indifesa.
Ma non lo farà mai. Non quel duro violento.

 

La sentii pronunciare il mio nome, con una domanda nella voce. Poi, mi avrebbe chiesto chi, come e perché. Solo l’ultima domanda aveva una risposta.

Perché non c’era pace. Nessuna tregua. Perché il mio nome era Antonio Spinelli, e questa era la mia vita.

Prosegue la trilogia Corruzione di C.D. Reiss, con il secondo volume dal titolo Ruin.

L’italiano Antonio Spinelli è l’ultimo principe camorrista, un uomo schiavo della propria vita e invischiato in una spirale di morte e violenza nella quale ha condotto anche la donna di cui si è innamorato, l’americana Theresa Drazen.

Abbiamo lasciato la coppia male assortita in una fase di assestamento, dove hanno tutti contro e devono barcamenarsi in un ambiente corrotto e violento che li vuole dividere a tutti i costi.

La grande attrazione che li pervade e il sentimento nascente sempre più forte e violento non giocano a loro favore, li rendono incauti e avventati, ma ci regalano nel contempo delle scene di sesso molto spinte in ogni dove, sebbene in sintonia con il genere trattato.

In questo secondo volume assistiamo a un prendersi e lasciarsi continuo dei due, un po’ confusionario a mio avviso, che dà sicuramente movimento alla trama ma rende i protagonisti troppo vulnerabili agli occhi del lettore e alla fine sembra di avere a che fare con due giovani adolescenti in calore. Questa nota stonata nella narrazione avrei preferito fosse stata smussata con una seduzione iniziale maggiore, la cui mancanza ha continuato a infastidirmi durante la lettura, rendendo il coinvolgimento emotivo meno credibile per una coppia matura e temprata come la loro.

La bella ereditiera è una mina vagante, troppo ingenua per il mondo malavitoso di lui, eppure tanto sconsiderata da risultare avventata e coraggiosa; come poteva pensare di proteggere il suo amore e cavarsela come se niente fosse.

Puoi pagare le cose. Sai gestire una campagna politica. Puoi entrare in qualsiasi stanza e parlare con chiunque. Nel tuo mondo, sei la Contessa. Nel mio mondo, sei indifesa.”

Theresa è una donna abituata ad avere tutto e nessuno potrà mai toglierle la libertà di scegliere ciò che vuole e cosa fare, anche a costo della vita. Lei è la raffigurazione della donna americana emancipata e piena di soldi che non ha mai sudato per vivere, sicuramente snob, ma anche positiva e fuori di testa, simpatica, solare, sempre disponibile e con un cuore così grande da essere una vera protagonista con le palle. Ma, ahimè, il suo comportamento alla fine si rivela un po’ surreale perché, nell’ambiente malavitoso in cui è stata catapultata da Antonio, chiunque sarebbe terrorizzato e non reagirebbe con nonchalance come invece fa lei.

Ero una principessa con delle grazie non guadagnate, un pacco scintillante con dentro una bomba. Non potevo vivere così. Non potevo farmi i fatti miei e stare a guardare la gente soffrirne, senza prendere provvedimenti.

Il vecchio dolore per la delusione e il tradimento del vecchio fidanzato, il Procuratore distrettuale Daniel Brower, sono un lontano ricordo ormai sbiadito dalla presenza pulsante di Antonio.

Purtroppo, però, quest’uomo viscido e arrivista che ha fatto parte della sua vita è ancora una presenza ingombrante e si è trasformato nel nemico numero uno.

Daniel, per arrivare al potere e vincere la campagna elettorale, è disposto a tutto, perfino a servirsi di lei per arrivare a catturare Antonio Spinelli. Questo personaggio è descritto molto bene e nella sua caratterizzazione rispecchia benissimo la corruzione politica e un tipo d’uomo che ostenta perfezione, ma che poi dimostra di non essere molto diverso da chi fa parte del mondo malavitoso.

Antonio è un uomo vecchio stampo tipicamente italiano, finalmente scopriamo qualcosa di più su di lui, e ciò compensa la mancanza nel primo volume.

Le motivazioni che lo hanno portato a diventare un camorrista e a recarsi a Los Angeles sono importanti e drammatiche: vendicare la morte della moglie lo ha introdotto in questo mondo malavitoso e poi la morte della sorella per stupro lo ha portato a Los Angeles.

Guardai il sangue del sole riversarsi sulla città e mi resi conto che, anni prima, avevo venduto le mie speranze in nome della vendetta.

Troppo provato da queste perdite, Antonio risulta un personaggio troglodita e vecchio stampo, il tipico maschio italiano, geloso e protettivo. Sicuramente l’accoppiata è geniale perché fa uscire il meglio da tutti e due, creando alla fine i fuochi d’artificio.

Mi è piaciuto moltissimo il cambio di scenario fra l’ambiente di Antonio e quello di Theresa, evidenziato sia dai personaggi secondari che sono descritti benissimo, sia dai dialoghi che riportano alla luce modi di vivere e usanze differenti tra quelle italiane, più ancorate alle tradizioni, e quelle americane, più moderne e all’avanguardia.

Il finale al cardiopalma è significativo della scelta compiuta per uscire da questa “impasse” in cui sono ancorati i due protagonisti.

Antonio per proteggere la sua donna è disposto a tutto, anche a portarla all’inferno insieme a lui.

Adesso vi aspetto per la resa finale e intanto godetevi questa lettura.

Dovevo essere complicato agli occhi di Theresa. Dovevo apprezzarlo. Ero riluttante a esporla al mio mondo, ma allo stesso tempo, la attiravo. Adoravo la sua virtù, mentre la distruggevo.

 

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Sara

Kureha

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