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Recensione: “Rinascita” di Sophie Jomain (Le stelle di Noss Head #3)

 

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A St Andrews, città universitaria sulla costa scozzese, la vita di Hannah non è più la stessa. Per cominciare, non è più un essere umano. Dopo essere stata morsa a tradimento da un angelo nero, il suo corpo ha abbandonato la natura mortale per assumere le sembianze di una creatura magnifica discendente dalle leggende più arcane: un vampiro incantevole dotato di ali imponenti, forza straordinaria e vita eterna, nemico giurato dei lupi mannari, fra cui l’anima gemella di Hannah, Leith.
Divisi, ora più che mai, da leggi antiche che gli impediscono di stare insieme, i due innamorati dovranno combattere prima di tutto contro il loro stesso istinto che li vorrebbe avversari.
Ma forse, con l’aiuto dell’angelo nero Darius, trovare un modo per permettere ad Hannah di tornare umana e di riunirsi al suo amore proibito è possibile, anche se tremendamente pericoloso.
Con Rinascita, terzo capitolo della saga Le stelle di Noss Head, Sophie Jomain pone i suoi personaggi davanti a una serie di scelte difficili: i protagonisti verranno trascinati in un’avventura ricca di suspense e combattimenti mozzafiato.

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Ci sono delle ferite che hanno bisogno di molto tempo per rimarginarsi, ed essere stata abbandonata da Leith era una di quelle, ed era ancora aperta.”

Rivalità è terminato con un cliffhanger da paura; vi lascio immaginare, da amante di questa saga, quanto sia stata estenuante l’attesa di questo terzo capitolo.

Hannah è stata morsa da Ewan e sta passando le pene dell’inferno nei giorni della sua trasformazione. Non solo, Leith è scappato, lasciandola sola. Proprio sola non è, dato che è sorvegliata a vista dal bell’angelo nero, Darius. Il legame che si forma tra i due personaggi è incredibile; va oltre l’amicizia, è quasi fraterno. Lei riesce a scalfire la corazza dura e impenetrabile che Darius si porta addosso da tanto tempo e lui, in un certo modo, riesce a farla crescere, facendole apprezzare la vita e abbattendo le sue insicurezze.

Ci batteremo, insieme”, mi sussurrò all’orecchio. Alzai un sopracciglio, non avevo capito e mi voltai per guardarlo. “Batterci?”. Mi prese per le spalle e mi mise davanti a sé. Le sue iridi celesti fissavano le mie. “Avrai una vita normale. Te lo prometto.” Scossi la testa. No, non ci sarebbe più niente di normale. Sorrise. “Abbi fiducia in me, piccola. Farò di tutto perché tu ci riesca.”

Ma cosa è successo a Leith? Il bel Lupus, nonché anima gemella di Hannah, è affranto, spezzato in due dall’amore per lei e dall’odio che, invece, dovrebbe provare nei suoi confronti. Le pagine che si leggono, dal suo punto vista, sono intense e dolorose.

E se io non volessi più vivere? Cosa m’interessa ormai di essere un lupo alfa? Cosa mi potrà mai dare, in più, avere un branco? Una patina di protezione per nascondere il dolore che mi consuma?”

Tra un allenamento e l’altro, in cui Darius cerca di insegnare a Hannah tutte le virtù dell’essere diventata un vampiro, la vita della ragazza scorre nella malinconia, finché un bel giorno si presenta a casa sua Gwen, l’amica più tosta che uno possa desiderare. Una ventata d’aria fresca, con la sua dolcezza, simpatia, spontaneità e sfrontatezza, non può che farci sorridere. Poi, cosa fondamentale, riesce a far abbassare la cresta a Darius che con i suoi 700 anni sulle spalle pensa di poter fare qualsiasi cosa. Mi è mancata molto nel precedente libro e sono stata super felice di averla ritrovata.

Io sono Gwen! Gwen Fisher di Simsalabim, ricordi? Sai, quella che ti ha fatto fare i tuoi primi passi alla scoperta dei lupi mannari, gli spiriti vendicativi e tutto il resto…”

Ma Gwen non è sola… Leith è con lei. Ed è pronto a tutto, persino cacciare e consegnare la preda nelle mani di Hannah e guardandola nutrirsi, pur di farsi perdonare.

Ho tirato un sospiro di sollievo. Sapete quei libri dove due personaggi devono stare insieme, perché cosa più bella non c’è? Ecco, loro sono anime gemelle e devono stare insieme, per forza. Ovviamente, non sarà facile per entrambi riuscire nuovamente a fidarsi l’una dell’altro, ma quel sentimento così profondo che li unisce, verrà fuori come un fiume in piena.

Perché sei qui, Leith?”. Il suo volto si coprì di una tristezza che mi spezzo il cuore. Si avvicinò e mi si inginocchiò di nuovo accanto. I battiti si trasformarono in sobbalzi incontrollabili. “C’ho provato, Hannah, ma non ci riesco”. “A fare cosa?”. “A stare senza di te”.”

Poi, il colpo di scena (il primo di molti, in realtà…): Hannah può tornare umana. Chiaramente non sarà facile, anzi, sarà quasi impossibile, perché per ottenere ciò che più desidera, dovrà sfidare il suo creatore. Ewan. Un nome, un programma.

È l’antagonista per eccellenza, un vampiro senza scrupoli, estremamente potente e la sua abilità è quella del controllo della mente.

E per combatterlo, purtroppo, Hannah dovrà essere da sola. Avrà sempre, però, il sostegno di tutti i suoi amici: umani, lupi mannari e vampiri. Uniti con lei e con Leith per spezzare le catene e far trionfare l’amore a prescindere dalla razza di appartenenza.

Non posso entrare nei dettagli, perché “Rinascita” è stata una sorpresa, dall’inizio alla fine. Un continuo di scene d’azione ma anche di riflessioni e di scelte che ti accompagnano per tutto il romanzo e che ti fanno vivere le sensazioni come fossi lì a goderti le scene insieme a loro.

Un epilogo da “Le mille e una notte”. Lupi, vampiri o esseri umani? A voi la scelta o forse no…

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Recensione a cura di:

Daenerys

Editing a cura di:

Gioggi

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