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Recensione: Reign of darkness di Ariana Nash

Serie: Prince's Assassin Serie Vol. 2

Titolo: Reign of darkness

Serie: Prince’s Assassin Serie Vol. 2

Autrice: Ariana Nash

Genere: fantasy MM

Editore: Quixote Edizioni

Data di pubblicazione: 20 giugno 2026

Età di lettura consigliata: +18

La serie è composta da:

  • King of the dark vol.1—->Recensione
  • Reign of darkness vol.2 
  • Curse of the Dark Prince (Prince’s Assassin Book 3) (inedito in Italia)

Dopo che un terribile incendio ha distrutto il palazzo dei Caville, e con la popolazione di Loreen che si è rivoltata contro di lui, al principe Vasili non rimane altra scelta che fuggire dalla sua dimora, lasciando Amir libero di proclamarsi re.

Ma la vita del principe non è l’unica ridotta in cenere. Re Amir non ha dimenticato Nikolas Yazdan… il macellaio, il figlio bastardo di un lord, e l’animaletto domestico preferito di Vasili. Nikolas non ha paura di Amir, ma il nuovo re ha scoperto che la maledizione dei Caville si può impugnare come un’arma, e ha fatto di lui il suo bersaglio.

Per Vasili e Niko l’unico rifugio possibile è l’esotico sud. Una terra di pirati e ladri, misteri e magia. Una terra di opportunità, per un principe manipolatore e il suo riluttante sicario.

Ma proprio quando Nikolas sta iniziando a credere che potrebbe valere la pena di combattere per Vasili, che con lui sul trono Loreen potrebbe salvarsi, la fiamma oscura intrappolata nella discendenza reale svela i propri antichi legami.

Un principe deve controllare quel potere inarrestabile, che desidera ferocemente la fuga.

L’altro deve morire.

L’inizio del secondo volume della trilogia vede Niko ritirarsi nella sua fucina per leccarsi le ferite, dopo il tradimento subito da Justin. Questo isolamento dura poco, però, perché gli elfi sono alle porte, Vasili in pericolo, e lui ha troppo senso del dovere per tirarsi indietro quando c’è bisogno. 

La vicenda si fa sempre più complessa: non abbiamo più solo la lotta agli elfi, ma anche la contrapposizione contro Amir, il fratello cattivo di Vasili. È urgente trovare una strategia per fronteggiarlo, dal momento che sta sfruttando il potere oscuro per usurpare il trono, soggiogare guardie e stregoni, e screditare la reputazione del fratello agli occhi del popolo. 

Ben presto, Niko si ritrova in fuga dalla capitale insieme al principe: loro due soli contro il resto del mondo, in cerca di risorse e di un piano. Durante il viaggio si aggiungerà un terzo compagno che diventerà un’ottima spalla, mentre con altri nuovi alleati non avranno la stessa fortuna. 

“Quell’uomo era la vipera che sembrava essere, oppure era qualcos’altro… qualcun altro? Qualcuno talmente danneggiato da non aspettarsi aiuto, né chiederlo. Era un principino viziato, su questo non c’erano dubbi, ma era anche migliaia di altri complicati pezzi di un rompicapo che Niko comprendeva a malapena. Aveva visto momenti di lui, momenti più morbidi dell’uomo sotto quel ghiaccio. Quell’uomo esisteva, solo che era maledettamente difficile raggiungerlo, nascosto com’era sotto quella tendenza ad allontanare tutti quanti.”

Come già nel libro precedente, la lettura è un susseguirsi di avventure avvincenti, a cui, stavolta, si aggiunge una traccia sentimentale profonda, che ci regala immagini di Vasili nella sua essenza più naturale, nascosta, intima; momenti in cui si spoglia delle maschere e delle difese per rivelare la parte che più soffre, la meno compresa, quella che non ha mai potuto contare su nessuno.

I due uomini hanno modo di passare molto tempo insieme, e l’isolamento regala la possibilità di vivere in una sorta di bolla in cui poter essere se stessi e amarsi senza dover rendere conto a nessuno, dimenticando, per un attimo, le macchinazioni e le partite a scacchi tipiche di Vasili. Lontano dalle grandi città, il principe mostra un lato tanto giocoso e giovane quanto fragile e pieno di ferite. Rivela di avere da sempre desiderato di essere una persona comune che può godere della semplicità senza il peso delle aspettative reali, senza la spada di Damocle di un’ombra che, se non gestita, può portarlo alla follia e alla distruzione.

Lo sbocciare della relazione seguirà molti tira e molla. Vasili non è mai stato in cerca di un partner; la sua priorità è il benessere del popolo a qualsiasi costo, tramite qualsiasi strategia necessaria, senza contare i danni collaterali. L’intimità, quindi, lo coglie di sorpresa e provoca dei conflitti interiori. Ma oltre a questo, l’avvicinamento di Niko fa scattare dei trigger legati al trauma del rapimento e delle torture subite. Dietro tutte le facciate di altezzosa superiorità, Vasili è un ragazzo spezzato, che fin dall’adolescenza è stato rinchiuso e abusato. Solo la paziente attesa di Niko gli dà il tempo di imparare a gestire la difficoltà di cedere il controllo.

“Vasili raccolse tra le mani il caos dei capelli e li strizzò. Poi sollevò lo sguardo verso Niko e le labbra rosee del principe ebbero un sussulto, come se sapesse maledettamente bene che lui stava immaginando di afferrare per la nuca quella carognetta malefica, e ficcare la lingua in quella bocca tagliente. Si ricordava con precisione assoluta che sapore avesse avuto Vasili, tutto amarezza e spigoli affilati, e cazzo se quel ricordo non gli stava facendo pulsare l’uccello. Vasili lo aveva baciato come se lo odiasse, e forse era stato il bacio più appassionato e intenso che Niko avesse mai vissuto. Lo voleva di nuovo. Voleva Vasili stretto nei suoi pugni, lo voleva sdraiato sulla schiena su un letto, un ghigno sulla bocca, l’occhio che divampava di odio, e dèi, voleva scoparlo fino a perdere la testa.”

Gli sviluppi romantici sono resi ancora più tormentati dalle varie peripezie che si verificano nel frattempo: gli elfi che tornano; la scoperta delle radici di Niko; la ricerca di informazioni sull’ombra e le modalità per imparare a gestirla; un potere oscuro che si fa sempre più forte e pericoloso in Vasili e che tenta di impossessarsi di lui.

Durante tutto questo percorso, Niko inizia a capire meglio Vasili, a fidarsi di lui, ad avere stima della sua forza, del suo stoicismo, ad avere pietà per l’impossibilità di fuggire dalla sua condizione. Un ragazzo che ha dovuto lottare con i denti e trovare il coraggio per resistere all’oscurità dentro di sé, e che ha imparato a fare ciò che era necessario, senza farsi scrupoli, sapendo di non avere alternative.

“Nello specchio, quella meraviglia che era Vasili stava lì dietro di lui senza barriere. Bellissimo, seduttivo, allettante. E prima di poterselo impedire, Niko sussurrò: «Vorrei poterti portare via, da qualche parte.» «Ti fermerei.» La lama tracciò una linea pulita, senza più sapone né barba. «Lo so.» Una confessione da sciocco. Ma vera. Lady Maria, così tanto tempo prima che ormai sembrava una vita intera, gli aveva detto di portare via Vasili. A quel tempo, lo avrebbe fatto per seppellire il suo cadavere nei boschi. Adesso, però? Sapeva quanto il principe bramasse la libertà, e sapeva che l’uomo che era stato un tempo era libero, e che quell’uomo era pieno di risate, colore e luce. Quell’uomo gli faceva librare il cuore in volo.”

Ma intimità e sintonia non significano anche complicità e, quando la bolla si scontra con il mondo reale, i due uomini si ritroveranno a perseguire obiettivi diversi: Niko è lo scudo, l’alleato devoto che non può fare a meno di frapporsi tra il principe e i pericoli; Vasili è la mente nell’ombra, il fine tessitore di trame, che gioca una silenziosa partita a scacchi contro l’usurpatore, considerando ogni uomo una pedina. 

Vasili rimane, ancor più che nel primo libro, un uomo dal doppio volto. Niko sa che lui è intimamente capace di tradire: è una verità che odia, anche se adesso inizia ad avere senso. Ora che lo conosce meglio, capisce che la sua strada non ha vie d’uscita. Una consapevolezza che esploderà nel finale quando, svelato ogni mistero, il lettore si renderà conto di quanto peso Vasili abbia dovuto sostenere nel prendere le sue decisioni: una strategia senza alternative, per quanto dolorosa, ingiusta, crudele e irrispettosa del loro amore.

Proprio il tradimento, già fulcro del romanzo precedente per opera di Justin, resta centrale anche in questo volume, donando alla trama un dinamismo intrigante. Tra colpi di scena, indizi e continui stravolgimenti negli equilibri della lotta, il lettore rimane costantemente col fiato sospeso. Una tensione amplificata dal punto di vista unico incentrato su Niko: la schiettezza e la devozione rendono quasi impossibile accorgersi delle trame silenziose ordite da chi muove i fili dietro le quinte.

Aspettiamo con ansia il terzo e ultimo volume. 

Hot 🔥 | poche scene molto delicate, adatte alla fragilità di un ragazzo spezzato e traumatizzato.
Sentimento❤️| innocente, ma anche mescolato a senso di colpa e di impotenza 

Valutazione

voto

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