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Recensione : “Rainy Days” di Antonella Senese (Four Days series Vol. 1)

 

Trama azzurro

 

Liam O’Reilly è un uomo che ha lavorato duramente per realizzare i suoi sogni. Ha lasciato Dublino per inseguire la carriera che ha sempre desiderato nel mondo della musica, sperando di costruirsi una nuova vita lontana dal suo passato, ma nonostante la fama e il successo raggiunti, c’è qualcosa che non gli permette di essere felice e che lo costringe a tornare alle origini: una promessa fatta anni prima a cui non è riuscito a tenere fede.

Rain O’Donovan vive con suo fratello e i suoi amici in una cittadina sul mare a nord di Dublino. Trascorre le sue giornate tra il lavoro nel pub di famiglia e le sue amate passeggiate sotto la pioggia. La sua è una precaria e metodica quotidianità che le permette di mantenere insieme i pezzi di una vita che non ricorda di aver vissuto a causa di un incidente in cui ha perso parzialmente la memoria.

Liam ritorna dopo due anni di assenza, deciso a rimediare agli errori fatti in passato, ma ce n’è uno che rimpiangerà sempre e a cui forse non c’è rimedio.
Il suo sbaglio più grande e il suo più doloroso rimpianto.

Recensione azzurro

Ci sono libri che sprigionano una potenza emotiva che non ti aspetteresti mai, perciò ti travolgono all’improvviso, trovandoti del tutto impreparata.

Questo è uno di quei libri.

Una storia che si arrampica con estrema dolcezza su un’impalcatura fin troppo delicata, il cui scheletro è fatto di intenso dolore.

A cominciare da quello di Liam, che dopo una tragedia avvenuta due anni prima e di cui si sente il diretto responsabile, abbandona la sua carriera di cantante in una rock band a Londra e torna a Howth, un sobborgo di Dublino, per osservare ogni giorno, di nascosto, Rain, la ragazza che ha sempre amato, che ama ancora e a cui crede di aver distrutto la vita.

Rain, dopo il fatidico incidente, ha perso la memoria. Perciò non ha alcun ricordo né di Liam, né del triste giorno che li ha divisi e neppure degli ultimi anni della propria vita. Perciò si sente come un guscio vuoto, come un’anima smarrita e confusa, costretta a vivere un’esistenza che non le appartiene e che sembra sfuggirle continuamente di mano.

Una creatura così fragile da farti tremare di tenerezza.

(Anche se, ad essere sinceri, vederla piangere in continuazione a volte è stato un pochino esasperante).

E Liam ha un bisogno disperato. Di sentirla. Di proteggerla. Di fuggire di nuovo. Di annegare in lei i suoi sensi di colpa. Di provare di nuovo emozioni.

Non può permettersi di tornare a far parte della sua vita. Eppure lo fa, perché l’amore che prova per Rain è come una calamita invisibile, ma potente.

Lei, l’unica ragione che mi tiene ancora qui.

Lei, l’unica nota che voglio ricordare

di questa melodia che mi graffia le orecchie e il cuore.

È una fine e allo stesso tempo una rinascita, un nuovo tormentato inizio per entrambi, fatto di piccoli sguardi, profondi silenzi, dolcissime premure e attenzioni che sprigionano una tenerezza unica e speciale.

E la delicatezza con cui si cercano, si scoprono, si curano le ferite a vicenda e infine si amano con ogni frammento delle loro anime spezzate… è stata incredibile. Anche se questo significa scoperchiare prima o poi il vaso di Pandora che è la mente di Rain e portare alla luce i ricordi del passato in modo brusco e fin troppo doloroso.

Questo legame tuttavia non è il solo ad avermi affascinato all’interno del libro. Altrettanto profondi sono stati l’amicizia e l’affetto degli altri ragazzi, sia nei confronti di Rain (il modo con cui si prendono cura di lei è stato davvero splendido) sia nei confronti di Liam, perché dopo il rancore, le bugie e le incomprensioni del passato, vederli arrivare al perdono è stata una sensazione bellissima.

E così, sotto lo sguardo commosso della pioggia di Dublino che fa da spettatrice al dolore di due giovani anime ferite, si consuma una delle storie d’amore più dolci e toccanti che una scrittrice, con poche e semplici parole, potesse regalarci.

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Violenza-Nulla

 

Recensione a cura di :

Nikky

 

Editing a cura di :

Miky

 

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