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Recensione: Quicksand – Miniserie

Quicksand (Störst av allt) è una serie televisiva svedese creata da Pontus Edgren e Martina Håkansson e diretta da Per-Olav Sørensen, Lisa Farzaneh. La serie è basata sull’omonimo libro Sabbie mobili di Malin Persson Giolito. La miniserie è stata pubblicata su Netflix il 5 aprile 2019. Eccovi il trailer.

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

 

Una mattina qualunque, in una città qualunque della Svezia Maja Norberg va a scuola con il fidanzato Sebastian Fagerman e succede l’impensabile.

Sembra un comune caso di sparatoria a scuola ma si nasconde molto di più dietro la storia di Quicksand, molti orrori e tragedie salteranno fuori nel corso della serie, lasciando noi spettatori con il fiato sospeso.

Maja è una giovane studentessa di diciotto anni all’ultimo anno di liceo, l’estate prima incontra Sebastian e intreccia con lui una relazione: all’inizio sembra tutto normale e anzi, gradevole ma, con il passare dei mesi, Sebastian dimostra di essere un tossicodipendente, psicologicamente instabile e anche violento.

Lei cerca in tutti i modi di liberarsi di questa relazione, ma complice anche un tentativo di suicidio del fidanzato, torna sempre da lui e gli è fedele nonostante non apprezzi più il suo comportamento.

Tutti gli eventi della trama vengono narrati in vari flashback mentre Maja è rinchiusa in un carcere di massima sicurezza in attesa di processo.

Rischia 14 anni, la pena massima in Svezia, e passa il suo tempo a rivivere i momenti tremendi della sparatoria che ha portato la sua amica del cuore a perdere la vita, e causato la morte di Sebastian e di molti altri compagni di classe.

Non voglio rivelarvi niente del finale, né svelare troppo delle dinamiche che hanno portato all’eccidio, ma posso dirvi che la ricostruzione dei fatti in questo sceneggiato è narrata meravigliosamente: gli eventi che portano all’atto finale sono ben concatenati e drammatici nella loro ineluttabilità.

L’ambientazione è da favola: tra feste in palazzi enormi, viaggi nel Mediterraneo in yacht, la scuola di Djurshorm e gli insegnanti comprensivi che si fanno dare del tu, noi spettatori ci ritroviamo compressi in una spirale di divertimenti e tragedia che porterà al tragico epilogo finale.

Quicksand - Miniserie

Devo dire che le prime due puntate sono state un po’ difficili da interpretare perché, non avendo a disposizione tutti i fatti, era complesso riuscire a capire cosa fosse realmente accaduto, ma dopo la corsa verso l’episodio finale è stata inarrestabile: Quicksand ti trascina in un vortice e ti strappa dalla sicurezza delle certezze.

Nel corso degli eventi si percepisce la forte mancanza di una famiglia che vegliasse sulla protagonista. L’unico frangente in cui appare un po’ di empatia, lo troviamo nell’atto da parte del padre, di fermare le azioni sconsiderate di sua figlia, in quella fatidica mattina. Da questo si enuncia una crudele verità: la vita non è una favola e l’amore vero solo una mera chimera.

Quicksand - Miniserie

Questa serie mi ha lasciato tanto, mi ha fatto pensare, mi ha fatto emozionare e anche piangere: la storia di Maja Norberg potrebbe essere anche la mia o quella di centinaia di ragazze costrette in una relazione cattiva e tossica.

Quicksand tra l’altro è tratta da un libro che mi sbrigherò a comprare, perché questa vicenda mi è entrata davvero nel cuore!

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StaffRFS

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