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Recensione: “Quello che non sai” di Susy Galluzzo

Quello che non sai Susy Galluzzo

 

 

Titolo: Quello che non sai

Autore: Susy Galluzzo

Genere: Narrativa

Casa Editrice: Fazi Editore

Pagine: 268

Data di pubblicazione: 8 Maggio 2021

 

 

 

Cosa succede quando non si ha più voglia di essere una madre?
Cosa può fare una donna stretta tra gli obblighi familiari e la sua vita di prima?

Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa quanto è brava a tennis ma anche quanto le è difficile concentrarsi a scuola. Dopo un allenamento, Ilaria si distrae guardando il cellulare, ferma in mezzo alla strada, mentre una macchina avanza veloce verso di lei. Ella non fa niente per avvisarla: rimane immobile a osservare la figlia che, salva per un soffio, se ne accorge. In quell’istante, inevitabilmente, tra loro si rompe qualcosa. Ella così inizia a sfogarsi scrivendo un diario rivolto alla propria madre, morta quindici anni prima: pagina dopo pagina, racconta delle crepe che si allargano fino a incrinare in modo irreversibile i delicati equilibri familiari, si addentra nei propri ricordi per riportare a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e sensi di colpa, per trovare infine la forza di affrontare la verità e ricominciare.

 

 

 

Quello che non sai è un libro per le donne e che parla delle donne e del loro essere madri, uno dei ruoli più difficili al mondo. Perché non è semplice crescere un’altra persona che è tua ma, al contempo, è un essere a se con i propri sogni, le proprie idee, il proprio carattere.

Un giorno Michela decide di scrivere una lettera alla madre, morta ormai da quindici anni, perché sente che ha un bisogno disperato di poter comunicare con lei, raccontandole la sua vita da quando non c’è più. Ma, soprattutto, per cercare di capire cosa l’ha spinta a rimanere inerme mentre un’auto stava per investire la sua amata figlia Ilaria senza intervenire, rimanendo semplicemente a guardare. Per fortuna non succede nulla ma da quel giorno il loro rapporto s’incrina e la figlia diventa sfuggente e paurosa davanti a Michela. Ilaria è una tredicenne viziata con un disturbo ossessivo-compulsivo col quale tiene sotto scacco la madre che le permette tutto, le perdona tutto e l’asseconda in ogni sua idiosincrasia. Una ragazzina che non riusciva ad affrontare le sue piccole cadute autonomamente, che mai una volta si era rialzata da sola perché sapeva che l’avrebbe aiutata sua madre.

Una storia narrata con un linguaggio intenso senza avere paura di dire le cose come stanno, schietto, diretto, sincero; non nascondendosi dietro l’illusione che la gravidanza e il diventare mamma siano un connubio idilliaco di perfetta armonia. Essere madri è un lavoraccio. E per la protagonista Michela lo è ancora di più, perché lei si annulla completamente per questa figlia che la tiranneggia e la tratta come bersaglio per i suoi sfoghi isterici, scagliandosi contro di lei. Fino al giorno in cui la donna decide che è il momento di porre fine a questo comportamento. Questa decisione cambierà radicalmente la sua vita, che ha annullato per la figlia e il marito e loro la ripagano mettendola in disparte, facendo passare lei per cattiva ed egoista.

Il marito è il più classico dei vigliacchi, un uomo trincerato dietro il lavoro, che non vive le manie di sua figlia in modo diretto, ma anzi non le vuole accettare, dando la colpa di ogni cosa a sua moglie, considerandola inadeguata, sminuendo ogni sua decisione e schierandosi sempre contro di lei. Un rapporto marito-moglie logorato dai reciproci comportamenti, descritto con una lucidità così spietata che sembra di trovarsi insieme a loro tra queste pagine intrise di una verità assoluta, alla quale è impossibile sottrarsi.

Ho trovato questo libro audacemente coraggioso raccontando una realtà troppe volte taciuta per timore dei commenti altrui o del giudizio degli altri. Racconta un modo di essere madri perché non c’è un manuale per esserne una brava. Allora si cerca di fare del proprio meglio, sbagliando anche, ma senza tralasciare l’amore incondizionato che una madre prova per sua figlia che è pur sempre un essere umano e anche lei sbaglia, ha una vita, sogni, idee, aspettative, desideri che non possono essere annullati.

Io non sono madre ma credo che una donna quando è felice, appagata e soddisfatta della sua vita possa allora prendersi cura di un figlio. Senza mai dimenticare se stessa. Cosa che per molto tempo ha fatto Michela.

Una storia spietatamente vera che tutti dovrebbero leggere.

 

 

 

 

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    Titolo: Quello che non sai Autore: Susy Galluzzo Genere: Narrativa Casa Editrice: Fazi Editore Pagine: 268 Data di pubblicazione: 8 Maggio 2021       Cosa succede quando non si ha più voglia di essere una madre? Cosa può fare una donna stretta tra gli obblighi familiari e la sua vita di prima? Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa…

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