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Recensione : Qualcuno Deve Morire -Miniserie-

Oggi vi presentiamo la recensione di Qualcuno Deve Morire, Miniserie spagnola in onda su Netflix , a cura di MariRiss.

Qualcuno Deve Morire

Progetto grafico di Francesca Poggi

 

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

Meritate tutti di morire come cani! Tu ci hai già uccisi tutti da moltissimo tempo.

Gabino, dopo dieci anni in Messico, torna in patria, nella “pura” Spagna degli anni Cinquanta che segrega in campi di detenzione gli omosessuali – chiamati all’epoca “invertiti” – trattati alla stregua di assassini e ladri.  Il giovane si presenta con l’amico Lazaro, talentuoso ballerino messicano che attira subito l’astio della famiglia Falcón.

Capofamiglia dei Falcón è Gregorio, vicedirettore del carcere, un uomo all’apparenza forte ma che è in realtà un burattino nelle mani della madre Amparo, donna dispotica e senza scrupoli. Il controllo esercitato dalla vecchia matrona sul figlio porta l’uomo a sfogare la propria frustrazione sulla moglie Mina, donna dolce ma succube suo malgrado del consorte.

I Falcón intrattengono un rapporto all’apparenza di stima reciproca – nella realtà di convenienza – con gli Aldama, possessori di un calzaturificio mandato avanti con manodopera sottopagata e fornita dal carcere tramite mazzette allungate da Santos a Gregorio.

L’ombra della calunnia però aleggia costantemente sulle vite dei protagonisti…

Qualcuno deve morire è una miniserie troppo breve per far breccia nel cuore degli amanti del thriller. Nonostante il cast annoveri l’eccellente Carmen Maura – una delle muse indiscusse di Pedro Almodóvar – l’unica ad aver fornito un’interpretazione degna di questo nome – nonché Alejandro Speitzer (Oscuro Desiderio) e Cecilia Suárez (La Casa de las Flores), il risultato finale è qualcosa di tristemente già visto e senza alcun mordente.

Non c’è il minimo approfondimento di come veniva concepita e vissuta l’omosessualità nella Spagna franchista, quella che dovrebbe essere la storia centrale è buttata alla rinfusa senza arte né parte, per non parlare dell’epilogo… una vera schifezza, a essere generosi.

Tanta è stata la mia aspettativa per questa serie, quanta la mia delusione dopo averla guardata. Tre puntate non sono molte, ma possono essere sufficienti per mettere in piedi una bella storia, in questo caso sono state incredibilmente poche per dare origine a un tale scempio.

Ecco il link se volete vedere il trailer.

 

Fulvia Elia

Fulvia Elia

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