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Recensione: Qualcosa di meraviglioso di Sarah Morgan (Serie Puffin Island, II volume)

 

Trama rosa

Sono trascorsi diversi anni da quando Brittany ha lasciato Puffin Island per dimenticare il suo primo amore, Zachary Flynn, il classico seducente cattivo ragazzo che le ha spezzato il cuore. Ora è il momento di tornare, ma rivedere dove tutto è cominciato riapre vecchie ferite e alimenta scintille mai spente. Perché Zach è ancora capace di turbarla con una parola, un gesto, uno sguardo. Ora che entrambi sono più saggi e disincantati, forse troveranno il modo di proteggere e far crescere quella meravigliosa alchimia che li lega. Perché la seconda volta sia per sempre.

Recensione rosa

L’estate imperversa e si moltiplicano le letture estive da ombrellone. Romanzi senza alcuna pretesa che non sia l’evasione dalla vita quotidiana, capaci di regalare al lettore un paio di ore in leggerezza.

È con questo spirito che ho iniziato la lettura di Qualcosa di meraviglioso di Sarah Morgan, libro autoconclusivo che, però, si inserisce nella serie Puffin Island.

Brittany Forrest ha ventinove anni e, dopo essersi rotta un polso lavorando come archeologa in Grecia, torna nell’isola in cui è cresciuta, Puffin Island, e da cui si era allontanata quando il matrimonio con Zachary Flynn era finito, dopo appena dieci giorni e con un biglietto di lui lasciato sul cuscino. Da allora sono passati dieci anni, Brittany non è più una ragazzina: ha studiato e viaggiato, diventando una donna emancipata e rispettata nell’ambiente. Tuttavia tornare a Puffin Island significa per Brittany qualcosa di diverso da un semplice viaggio: è rientrare a Castaway Cottage, la casa in cui è vissuta con la nonna dopo il divorzio dei suoi genitori, e rivedere gli isolani che le sono sì affezionati, ma che spesso confondono il senso di protezione con l’invadenza, soprattutto dopo la rottura con Zachary.

Brittany sa che tornare significa fare i conti col proprio passato, con l’assenza della nonna amata e i ricordi di Zachary in quella casa. Quello che Brittany non sa è che l’aereo privato che il suo amico Nik, un milionario greco-americano, ha affittato per lei, per evitarle la lunga traversata in traghetto, è di proprietà di Zachary e sarà proprio lui il pilota che la riporterà a Castaway Cottage.

Ammetto: ho annaspato come non dovrebbe accadere con una lettura estiva e, in generale, con una buona lettura.

Un romanzo rosa non significa necessariamente banalità e nella storia di Brittany e Zachary è questa a dominare sulla storia. Troppi stereotipi, troppe ripetizioni, troppa faciloneria. Zach è il classico adone (“il suo viso sembrava uscito dalle mani di Fidia, il grande scultore della Grecia classica, e a una prima occhiata il corpo non era da meno”), ex ragazzino “danneggiato” e adesso uomo che non deve chiedere mai, dagli occhi neri come l’ossidiana e il fisico imponente, capace dall’alto del suo metro e novanta di incendiare con un’unica occhiata la nostra eroina, ragazza più che bella, perfetta, ex vergine immacolata che grazie a lui è diventata un’edizione vivente del Kamasutra.

Per pagine e pagine il lettore si ritrova davanti al nulla, i potrei, non dovrei, ma vorrei che almeno nella prima parte appiattiscono l’intreccio. Quando, poi, la storia ingrana e di per sé non sarebbe male, ci sono pensieri al limite del ridicolo che inficiano la lettura: dalla “strana sensazione frullante nello stomaco” al ricordo dell’estate trascorsa “galleggiando su una nuvoletta rosa a trenta centimetri da terra”, passando per battute indimenticabili: “Lo sai che sei proprio carino in giacca e cravatta? Ogni volta che ti guardo, mi viene voglia di scartarti, come un cioccolatino.”

Beata lei, a me invece di chiudere il libro e non riaprirlo mai più.

Naturalmente Zach ha potuto abbandonare la sua splendida moglie appena maggiorenne dieci giorni dopo le nozze, ma ama gli animali più di San Francesco e quando a una cena rassicura la cagnolina ci ritroviamo davanti a un altro passaggio irresistibile:

“Zach schioccò le dita per richiamare l’attenzione del cane: «Vieni.» L’aveva detto anche a lei, pensò Brittany. Nel bel mezzo dell’amplesso a più alto tasso erotico della sua vita, le aveva detto esattamente la stessa cosa. E lei si era affrettata a ubbidire. Con grande diletto.”

Okay.

Consiglio, dunque, Qualcosa di meraviglioso? Certamente. Per il semplice motivo che la lettura è un’esperienza estremamente personale e soggettiva, un libro che non mi ha trasmesso molto può avere su altre persone una presa differente. E, poi, credo che qualsiasi storia regali sempre qualcosa, di meraviglioso o meno, fosse anche un’unica riga felice.

Dalla serie Puffin Island:

#1 La prima volta per sempre

#2 Qualcosa di meraviglioso

#3 Natale a Puffin Island (prossimamente)

Fuori serie, ma con personaggi legati alla vicenda:

Le regole del greco (Harmony collezione)

Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

Recensione a cura di:

KailaSwarte

Editing a cura di:

Fiordiluna

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StaffRFS

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