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Recensione “Psycho Pass” prima stagione completa

 

Regia: Naoyoshi Shitani

Studio: Production I.G.

Episodi: 22

Trasmissione: dall’11 ottobre 2012 al 21 marzo 2013

Lingua: Giapponese, Italiano (doppiata o sottotitolata)

Diritti: Dynit trasmessa attraverso il canale VVVID, Netflix

Genere: azione, fantascienza, thriller, psicologico

In un futuro prossimo, i progressi tecnologici hanno reso possibile misurare e monitorare con precisione lo stato mentale, la personalità e le inclinazioni delle persone: il cosiddetto “Psycho-Pass”. Grazie a questo è possibile valutare le probabilità che una persona commetta un crimine o meno; quando questo “Coefficiente di Criminalità” supera un determinato limite interviene la sezione anticrimine della Pubblica Sicurezza, formata dagli Esecutori, criminali latenti il cui compito è catturare altri criminali e dagli Ispettori, ufficiali di polizia che monitorano e dirigono le loro azioni. Ispettori ed Esecutori possono intervenire usando le Dominator, particolari pistole che possono variare il tipo di colpo in base al tipo di bersaglio (si disattivano di fronte a persone con coefficienti bassi, stordiscono in caso di coefficiente medio, sono armi letali per i criminali con alti coefficienti). La storia è ambientata nella Tokyo del 2112 e ruota attorno a Shinya Kōgami, un Esecutore che sfrutta lo Psycho-Pass per lottare contro il crimine, e ad Akane Tsunemori, Ispettore di polizia appena entrata nella squadra a cui appartiene Kogami.

Presentazione personaggi principali:

 

 

 

Akane Tsunemori

Nata il 1º aprile 2092. Protagonista femminile e Ispettore, appena unitasi all’Unità 1. Ha deciso di entrare in polizia nonostante i suoi altissimi voti le permettessero di entrare anche in altri ambiti pubblici e società private. Possiede uno Psycho Pass particolare, la cui tonalità non si intorpidisce a discapito degli avvenimenti e delle decisioni che deve affrontare. Alla fine della prima stagione diventerà la leader dell’Unità 1 al posto di Ginoza, e accoglierà la nuova Ispettrice Mika Shimotsuki.

 

 

 

Shinya Kogami

Nato il 16 agosto 2084, gruppo sanguigno B, coefficiente di criminalità over 280.

Protagonista maschile ed Esecutore dell’Unità 1 della Sezione Anticrimine della Pubblica Sicurezza. Un tempo era un Ispettore fino a quando Sasayama, un Esecutore sotto il suo controllo, fu ucciso dal criminale del caso su cui indagavano. Kogami divenne così ossessionato dal caso che il suo coefficiente superò i limiti. Il Sybil System lo ha pertanto destituito a Esecutore. Da allora continua le indagini sul caso, in cerca del colpevole dell’accaduto.

 

 

 

 

 

Nobuchika Ginoza

Ispettore dell’Unità 1, superiore di Akane. Riservato e zelante nel suo lavoro. Detesta i criminali con alti coefficienti e considera gli Esecutori “bestie” da usare per catturare altre “bestie”, mantenendo una ferrea gerarchia sul lavoro.

A seguito di un caso particolarmente complicato il suo Psycho Pass inizia a intorpidirsi, supererà la linea di non ritorno in seguito alla morte del padre, diventando un Esecutore.

 

 

Tomomi Masaoka

Esecutore dell’Unità 1 e veterano del gruppo, padre di Ginoza. Aiuta Akane ad ambientarsi. Il suo braccio sinistro è artificiale.

Prima che il Sistema del Sibyl Sistem venisse diffuso faceva parte della divisione investigativa della polizia come Detective, il suo Psycho Pass si è intorpidito perché non accettava il cambiamento sul metodo di giudizio creato con questa tecnologia.

 

 

 

 

 

Shusei Kagari

Esecutore dell’Unità 1. Rispetto ai suoi colleghi ha una personalità più vivace e allegra, rendendo Akane vittima dei suoi scherzi. È considerato un criminale latente dall’età di 5 anni.

 

 

 

 

 

 

Yayoi Kunuzuka

Esecutore dell’Unità 1, l’unica donna. Calma e riflessiva, anche davanti ai crimini più efferati.

Prima che il suo coefficiente di criminalità si intorpidisse faceva la cantante e la chitarrista in una band, prende parte a un programma di recupero per far tornare limpido il suo colore, ma non funziona, decide quindi di entrare nell’Unità anticrimine.

 

 

 

 

 

 

 

Shion Karanomori

Medico legale e analista della Pubblica Sicurezza. Anche lei è una criminale latente.

 

 

 

 

Shogo Makishima

Antagonista, dal grande carisma e intelletto. Interessato ai lati peggiori e più oscuri della natura umana, nutre interesse verso le persone a sua detta più promettenti. Sembra essere il vero responsabile dietro ai vari casi affrontati dall’Unità 1, compreso quello che un tempo rese Kogami un criminale.

Particolarità: non viene rilevato dal Sibyl Sistem. È considerato una persona dalla personalità remissiva, una rarità nella popolazione.

 

 

 

 

 

Dominator

È l’arma usata dagli Esecutori e dagli Ispettori, collegata direttamente al Sibyl Sistem se puntata verso le persone ne valuta il coefficiente di criminalità. Se il c.c. è minore di 100 la pistola non si attiva in quanto la persona non è pericolosa, se supera i 100 si attiva la modalità Paralizer che attraverso una scarica elettrica stordisce la persona, se superati i 300 entra in modalità Eliminator e la persona colpita esplode.

 

 

Sibyl Sistem

Sistema di controllo del coefficiente di criminalità attivo su tutta la città, creato usando le anomalie di sistema, ossia persone che non venivano rilevate a causa del loro particolare modo di pensare, e che quindi risultavano pulite sebbene commettessero crimini. Ogni volta che una nuova persona con tali caratteristiche viene scoperta viene integrata nel sistema, con o senza la sua autorizzazione, in modo da farlo evolvere.

 

 

Noi viviamo la nostra vita. Noi decidiamo della nostra vita. Il nostro è il “libero arbitrio”, libertà di scelta. Ma se un giorno il libero arbitrio venisse controllato? Se tutto ciò che facciamo venisse monitorato? Se non avessimo più una possibilità di scelta, potremmo ancora davvero definirci “vivi”? Possiamo vivere accettando tale “sistema” oppure rinnegarlo in nome delle nostre scelte?”

Questo è il concetto base di tutta l’opera. Lo spirito decisionale di una persona dovrebbe veramente venire giudicato senza prima provare a capire le motivazioni dietro gli atteggiamenti di essa? Non credo sia possibile. L’odio, la paura, la rabbia, la tristezza, ma anche la gioia, la felicità e l’entusiasmo sono tutte emozioni che le persone esprimono come conseguenza di azioni e piccoli gesti compiuti da altre persone. Giudicare senza prima conoscere le basi, non dovrebbe avvenire.

L’anime si basa molto sul principio filosofico, è una lotta della nostra protagonista (Akane) verso una mentalità di pensiero che ormai si è standardizzata. Le persone, ormai abituate al controllo dell’aura, sono più preoccupate di mantenere inalterato il loro “colore” per chiedersi cosa ha scatenato l’istinto criminale di chi sta loro accanto; sono più preoccupate dell’influenza negativa che l’episodio avrà su di loro, invece di provare ad aiutare la persona o cercare un confronto costruttivo con essa, a differenza invece di Akane che invece è sempre alla ricerca di un motivo scatenante e un confronto. A lei non interessa il rischio che corre, l’importante è la persona che ha davanti, vede l’individuo, e non il coefficiente che gli è stato attribuito.

Il nostro lavoro è pieno di cose che sfuggono a ogni logica, i pensieri delle persone, i desideri, le speranze e le volontà. Viviamo in un’epoca dove la tecnologia può leggere quello che ti passa nella mente, eppure la gente continua a mentire, rubare, a far male agli altri… se questo non è irrazionale!”

In questo senso la nostra protagonista è la tipica mosca bianca della società, criticata fortemente dai colleghi per questo suo atteggiamento. In particolare da Ginoza il quale la avverte più volte che il suo interagire normale con gli Esecutori finirà per farle intorpidire l’aura, così come il volersi ostinare a parlare del perché hanno fatto certe scelte e continuano a farle. Tuttavia ad Akane non serve sapere altro, va per la sua strada senza alterare i suoi principi, riuscendo piano piano a far comprendere il suo pensiero.

Ginoza a differenza della nostra protagonista ha una visione molto più limitata, i criminali sono tali perché lo dice il Sibyl, non gli interessa sapere come sono arrivati a essere tali o perché, sarebbe una perdita di tempo e rischierebbe di intorpidire la sua aura; questo gli impedisce anche di avere un rapporto sereno con suo padre, lo considera come tutti gli altri criminali e non riesce a perdonarlo per aver deciso di elevare il suo coefficiente anche se ciò significava abbandonare lui e sua madre.

Vediamo qui uno scontro di pensiero, da una parte Ginoza che è il tipico rappresentante della società e Akane che va controtendenza; è uno scontro che dura ben poco e possiamo notare come poco a poco, Ginoza inizi a pensare con la sua testa influenzato da Akane, sebbene ciò lo porterà a un punto di rottura e lo farà declassare infine a Esecutore (ma lui non avrà rimpianti).

Non si vedono molti Ispettori che si scusano con un Esecutore… io lo sono ormai da molto tempo, e il comportamento di assoluta obbedienza dei cani da caccia, si è ormai radicato nelle mie mani… non ho mai provato a pensare a ciò che facevo. Essere un detective non vuol dire uccidere le persone, ma proteggerle… tu hai messo la giustizia prima del tuo dovere, con un capo come te, potrò smettere di essere un semplice cane.”

Colui che invece non andrà contro Akane è Kogami. A differenza di tutti gli altri, lui le pone delle domande volte a farla ragionare meglio e a modificare di più il suo schema di pensiero, come se fossero sulla stessa lunghezza d’onda. Sempre lui, la aiuterà a integrarsi meglio nell’Unità, tanto che diventa quasi un’ossessione per Akane scoprire come mai si è lasciato andare alla natura oscura della sua anima. Il rapporto che nasce tra questi due personaggi è un po’ ambiguo, la nostra protagonista si interroga sempre di più sul collega, vuole arrivare in fondo a tutte le domande che gli frullano in testa, si fida ciecamente di lui; da parte di Kogami invece nulla, il gelo assoluto, lei è solo la sua superiore, che non deve farsi remore a sparargli se lui diventasse pericoloso o tentasse di scappare. Mi è un po’ dispiaciuto, avrei preferito una bella interazione tra loro due, personalmente li vedevo veramente bene insieme, anche se probabilmente ci sarebbero stati non pochi ostacoli.

Un libro non serve solo a leggere le parole che racchiude, ma è uno strumento per calibrare la propria sensibilità. Quando si sta male non c’è modo di assimilare il contenuto, te ne stai lì chiedendoti cosa ostacola la tua lettura, eppure ci sono libri che riesci a comprendere perfettamente anche quando ti senti poco bene… pare assurdo non è vero? Penso dipenda da una sorta di accordatura mentale, la sensazione dei fogli sotto le dita e l’impulso che arriva al cervello quando volti pagina…”

Il personaggio più emblematico di tutta l’opera è Makishima, il nostro antagonista, che vuole riportare l’uomo ai vecchi valori, quelli prima del sistema, dove l’uomo era libero nelle sue scelte e vi era più interazione tra le persone. È un personaggio molto forte, che riesce a contrapporsi al sistema con molta tenacia, intelligenza e innovazione. Non essendo rilevato dal Sibyl, perché remissivo, può agire indisturbato, compiendo vari crimini e portando verso il lato oscuro vari personaggi, che non solo gli danno ragione, ma che ne traviano l’obbiettivo iniziale. Per la maggior parte di questi antagonisti attirare l’attenzione verso l’opera omicida che stanno compiendo ha fini personali o è un mero gioco di piacere, e Makishima è solo una persona che gli ha dato il potere di farlo. Non si accorgono di venire usati per uno scopo più grande, ossia far comprendere alle persone le falle del Sibyl Sistem in modo da ribellarsi a esso.

Il gioco che Makishima mette in piedi è degno di nota ed eccezionale sotto molti aspetti, lui tendenzialmente non si sporca mai le mani, se ne resta nell’ombra, in modo che solo i suoi tirapiedi vengano accusati, e lui può continuare indisturbato, trovando altre persone che lo assecondino. Non venendo neanche riconosciuto dal sistema, è come se non esistesse, di lui non si hanno foto, né informazioni, è un fantasma da rincorrere.

Inizia così un inseguimento con l’intento del dipartimento di catturarlo, dando il via a una serie di eventi che metteranno in dubbio l’esistenza del Sibyl Sistem, ma anche l’operato dei protagonisti e il loro ruolo all’interno della società.

La psicologia dei personaggi viene analizzata in tutta l’opera con grande attenzione e profondità, il tutto tramite dialoghi che catturano l’attenzione dello spettatore, sono spesso dialoghi molto lunghi e filosofici, ma che spiccano per la loro fluidità e la capacità di non appesantire la visione nel suo insieme, anche se spesso troppo lunghi e tali da rendere le vicende un po’ lente nel loro insieme. Cosa molto interessante e innovativa è che queste riflessioni riescono a smuoverti nel profondo e quando l’episodio termina, può succedere che sei ancora lì che ti chiedi il perché sulle vicissitudini avvenute. L’anime pone infatti, quesiti e riflessioni molto interessanti e non manca di farti vacillare su chi possa avere ragione; molto spesso ascoltando gli antagonisti parlare ti ritrovi a pensare “sì, concordo” o mentre ascolti le opinioni delle varie parti ti trovi concorde con entrambe. A mio avviso questo genera un problema, perché a fine episodio resti lì 10/15 minuti buoni solo per riflettere sul concetto che l’anime ha evidenziato, magari tornando a rivedere quelle 4/5 frasi per interiorizzare meglio la scelta. Devi essere pronto a riflettere su quello che viene detto. Non è per nulla un anime leggero dal punto di vista emotivo e intellettuale, se non presti attenzione perdi completamente il filo del discorso e degli avvenimenti.

La serie è ben strutturata nella sua realizzazione, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura, le ambientazioni sono concentrate sui protagonisti, tuttavia lo sfondo non è lasciato al caso, anche durante azioni molto veloci tengono conto dei dettagli. Dal punto di vista estetico e tecnico, i protagonisti sono illustrati nei minimi particolari e la loro psicologia è molto sviluppata, ognuno ha una sua identità e si distinguono per le loro scelte e azioni. L’ambiente rappresentato rende sufficientemente l’idea del contesto in cui si svolgono le vicende, tuttavia alcune sequenze hanno una morale molto vicina e adattabile ai giorni nostri, lasciando spesso lo spettatore con un senso di disturbo e molti spunti su cui riflettere, riguardanti l’avanzato sviluppo tecnologico e il suo effetto provocato nei confronti della società, che se guardiamo è uno degli argomenti più trattati degli ultimi anni. Possiamo dire che da questo punto di vista, l’opera è quasi una caricatura del rapporto uomo/tecnologia e porta agli estremi peggiori quello che ne potrebbe essere lo sviluppo.

Conclusione:

Per quanto mi riguarda questo anime è uno dei migliori che ho visto negli ultimi anni; a livello di tutto è un’opera eseguita magnificamente. Lo consiglio vivamente a tutte quante.

Anche se magari non è il vostro genere, dategli una chance, secondo me non ve ne pentirete.

Voto: 5/5

Violenza: 5/5

Azione:4/5

Sensualità:0/5

A Cura di:

 

Francesca

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