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Recensione: Prodigal Son – 2×01

Sono tornati! Finalmente dopo una lunga attesa Prodigal Son è ricominciato e ci sono tutti. Sì lo so, sto già spoilerando, non vogliatemene.

Prodigal son

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Prima di cominciare vi do un consiglio: fate come ho fatto io, rivedetevi almeno l’ultimo episodio se non addirittura tutta la stagione. Se non ne avete voglia, vi lascio il link della recensione dell’ultimo episodio della prima stagione qui in modo da poter ritrovare il bandolo di una matassa sempre più ingarbugliata, dove molto, moltissimo era rimasto in sospeso.

Prodigal Son – 2x01

Andiamo a cominciare.

Durante tutta la puntata ci sarà un avanti e indietro tra il presente,  e il passato dell’ultimo episodio della stagione precedente, per riallacciare i fili e la scena finale sarà il punto cardine di tutti i flashback.

Avviso: da qui in poi troverete spoiler come se piovesse. A voi la scelta.

L’inizio è brillante, scoppiettante, spettacolare. Il Media Res è stato decisamente preso molto sul serio. Sono sicura che vi piacerà.

Il Covid? Sì certo, non è stato ignorato, ma affrontato portandoci oltre, collocando la serie a livello temporale quando tutto ormai è passato e la vita è tornata alla normalità con le persone che escono di casa, camminano fianco a fianco e non portano la mascherina. Un segnale di speranza direi che ho apprezzato molto.

Ce lo dice una scoppiettante e canterina Jessica, lo ribadisce un ampolloso e auto-referente Martin felice di abbandonare la prigione “normale” per essere riportato a Claremont, lì dove lo avevamo conosciuto.

Il problema che invece è stato mantenuto e anzi, credo entrerà a far parte della trama profonda della stagione, è quello razziale, soprattutto all’interno della polizia, dopo i fatti di Floyd. Lo cita all’inizio dell’episodio Dani e c’è una scena molto triste che vede coinvolto J.T.

Noi in Italia lo percepiamo marginalmente ma negli States è molto sentito.

Prodigal Son – 2x01

Comunque, torniamo a questa fantastica serie e prendiamo i protagonisti uno per volta. Il nuovo caso è un po’ light per gli standard di Prodigal Son, ma è comprensibile. Il punto cruciale infatti è recuperare i nostri eroi, tutti, compreso Gil che si è salvato. Evvivaaa!!!

Malcolm è ultra felice di tornare a lavorare, ma è turbato, cosa decisamente non strana per lui, ma diciamo che lo è più del solito per quello che ha dovuto fare per nascondere la morte di Nicholas causata dal raptus omicida di Ainsley.

Nicholas il bastardo, per coprire le sue malefatte aveva incastrato Malcolm per un omicidio che non aveva commesso e aveva fatto trasferire Martin in un carcere normale sperando che riuscissero a ucciderlo. Cosa che ovviamente, per fortuna, non è successa.

Ainsley invece, all’apparenza, non ha risentito del momento di follia in cui, con un coltello ben affilato, ha tagliato la gola del bastardo e lo ha accoltellato come se si stesse allenando su un quarto di bue.

Gil, che era stato pugnalato al ventre, si sta riprendendo per nostra fortuna e in teoria anche quella di Jessica. Le operazioni che lui ha subito e il Covid li hanno tenuti divisi e stanno per ritrovarsi quando… beh dai questa sorpresa non ve la rovino.

Dani la sfioriamo più che incontrarla, ma è lei che introduce il tema del razzismo nella stagione e che infila il suo grazioso nasino fra i due piccioncini.

T.J. ha sostituito temporaneamente Gil nella direzione della squadra e se la cava bene sul lato pratico, un tantino di meno su quello comunicativo. La definizione che dà di lui Ainsley è una chicca che vi lascio gustare. Quello che amo di T.J è il suo essere Doc Spok inside. Lo trovo assolutamente buffo e perfettamente azzeccato. È il naturale opposto di Edrisa.

Edrisa. Anche lei viene solo accennata, ma non ha perso il suo amore per il macabro.

Jessica, beh, lei è sempre se stessa, almeno per ora e ammetto, la amo così com’è. Un delizioso mix di testa fra le nuvole e tonnellate di grinta.

– Ultimo, ma assolutamente non per importanza anzi, lui, l’unico e insostituibile Doc Martin. Il serial killer più affascinate, irriverente, narcisista, ambizioso, petulante, saccente contraddittorio, della storia. Il personaggio perfetto, così sfaccettato che non riusciremo mai a vedere completamente cosa nasconde dentro quella testolina mostruosamente geniale.

Spoilerino: quanto torna a “casa” (così l’ha definita lui stesso) troverà una esilarante sorpresa: un compagno di stanza. Il suo tentativo di ucciderlo però avrà un esito a dir poco sorprendente, ilare e bizzarro. Gustatevelo.

E qui vi lascio con un paio di considerazioni generali:

Gli sceneggiatori hanno aumentato di molto lo humor inglese che contraddistingue questa serie e che la rende spettacolare. Grazie ragazzi avete tutta la mia stima e il mio apprezzamento.

Concludo dicendo che sono felice di vederlo in originale. Credo che, per quanto i nostri doppiatori siano eccezionali, nella traduzione avremmo perso una quantità di sfumature dei toni di voce che invece sono basilari, soprattutto per Martin e T.J.

Non mi resta che augurarvi, buona lettura prima e buona visione poi.

Fatemi sapere se anche voi condividete il mio entusiasmo per aver ritrovato i nostri eroi di Prodigal Son.

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Serena Oro

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