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Recensione: “Prima che faccia buio” di Laura Pellegrini

 

Trama
Cos’è la normalità se non un qualcosa di arbitrario e opinabile. Si determina un preciso stato mentale e fisico come qualcosa di comune e riscontrabile nelle vite altrui, identificandolo come normale; mi chiedo però se non sia invece ciò che scalda il cuore nel profondo a fare di un momento la quotidianità vera, l’essenza della vita.

Sullo sfondo di una guerra dove i sentimenti sembra non possano avere spazio, nel deserto di una terra lontana, tra albe e tramonti, le vite di un uomo e una donna si incontrano. Due mondi opposti, due missioni differenti, ma un unico desiderio: viversi.
Una storia d’amore e di vita, di passione e desideri, alla ricerca continua dell’equilibrio tra i sentimenti e i doveri e di quell’angolo perfetto di normalità per viversi, amarsi, volersi.
Gianluca e Manaar.
Un soldato e un medico volontario.
Ordine e istinto.
Guerra e pace.

 

Recensione
Guerra e pace. Ordine e istinto.
Queste sono state le motivazioni che mi hanno spinto verso la lettura di questo romanzo. Nella mia testa non sono mai andati via gli scenari del Dottor Zivago, e nonostante lui non fosse un soldato, appena ho letto il titolo ho pensato che fosse il caso di avvicinarmi a questo genere letterario, per me nuovo.
Sono rimasta favorevolmente colpita dal modo in cui l’autrice ha toccato determinate tematiche, quali la guerra, la fuga, la lotta per la sopravvivenza, il terrorismo.

“Il vero nemico siamo noi stessi Bahira che ci facciamo la guerra da soli dandoci limiti su limiti. La guerra è un limite, la morte violenta è un limite. E tutto questo per cosa? Soldi? Potere? Ma chi detieni i soldi e il potere? Noi? Il nemico è solo lo spauracchio delle nostre paure Bahira e credimi se ti dico che abbiamo più nemici qui, a casa nostra, che oltre il confine.”

Il personaggio di Manaar, una donna scappata dal Libano in giovanissima età a causa degli orrori perpetrati nel suo paese, è descritto in modo ammirevole. Negli anni è diventata un medico volontario per poter ripagare coloro che aveva tradito scappando dal suo paese e mettendosi in salvo. Lei si sente colpevole nel profondo del suo cuore, non accetta infatti la sua condizione “fortunata”. Questo ha minato il suo carattere, è un medico che si batte con valore sul campo di battaglia, ma una donna con un forte senso di inadeguatezza verso coloro che la circondano.
Gianluca, detto SkyFall, è il protagonista maschile. È una testa di cuoio, proviene da generazioni e generazioni di militari e, nonostante rifugga le imposizioni e le regole, sostiene di non essere in grado di fare altro nella vita. Lui è nato per essere un soldato, non saprebbe fare altro nella sua vita. Caratterialmente, invece, sarebbe da prendere a randellate (uso questo termine dato il contesto) sui denti. Appare arrogante, pieno di sé, il tipico uomo che non deve chiedere mai, il quale però si innamora perdutamente della bellissima dottoressa in un batter d’occhio.
Ecco dunque il motivo per cui questo libro non mi ha pienamente soddisfatto. La storia d’amore tra i due mi è parsa molto forzata, perdonate l’aggettivo, stereotipata. Succede tutto in pochissimi giorni e i loro pensieri, i loro sentimenti sembra siano quelli di due persone che hanno lottato per stare insieme, hanno passato anni e anni di dolori e sofferenze per poter vivere il loro amore. Potreste dirmi “In situazioni di guerra tutto è enfatizzato all’eccesso e molto probabilmente il contesto li ha avvicinati in un modo che noi non possiamo neanche immaginare”. Questo è assolutamente vero, ma nonostante siano in una sorta di ospedale civile, gli orrori sono ben lontani da loro, e non trovo davvero il motivo per cui questa vicinanza, queste dichiarazioni così esagerate, possano aver luogo fra due persone quasi sconosciute.
Mi spiace davvero tanto, ero preoccupata che il romanzo non potesse piacermi per via delle implicazioni sociali e politiche che potevano trarmi in inganno e invece sono rimasta poco colpita proprio dalla storia d’amore. Sicuramente sono io a essere un iceberg, ma l’ho trovata poco realistica e un po’ frettolosa.
Lo consiglierei? Sì, per ciò che mi riguarda i libri con gli happy ending sono sempre ben accetti.

Fiamme-Sensualità-Lieve NUOVA

Recensione a cura di:Mytra

Editing: Bettina

StaffRFS

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