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Recensione: “Papà ti voRRRei bene! Diario di un uomo disastroso” di M.S. (Manuel Sgarella)

Andi e Joy. Una coppia. Il loro mondo è stato sconvolto (quasi) all’improvviso.
«Joy, dove cazzo sei?»
«È ora, Andi? Contrazioni? Accendo la macchina?»
«No, volevo solo sapere se eri pronto…»
Hanno avuto nove mesi per prepararsi. Ma non sono bastati. Ora sono genitori. E la piccola Luna è il loro paradiso e il loro inferno. Li farà sentire inadeguati, tristi, felici, pasticcioni. Soprattutto il papà, Joy, che di fronte a tanta naturale potenza, non potrà far altro che alzare le mani, arrendersi e accettare che nessuno è mai pronto ad affrontare una tale sfida. Non puoi vincere. Puoi solo accettare di essere un genitore, un marito, un uomo “disastroso”.

Quale genitore non ha mai sognato di scrivere un libro con le frasi buffe dei propri figli? Io ho ancora nel registratore vocale la vocetta del mio che dice “mi potete abbandonare a dodici anni, o forse tredici” (ho DOVUTO documentare, capite?).
Certo il difficile è tenere il ritmo e non diventare ripetitivi o noiosi (mi è capitato, con libri di comici famosi, di iniziare a sbadigliare nonostante le freddure, oppure di non riuscire più a seguire il ritmo con cui le battute si inanellavano una dopo l’altra). Manuel Sgarella ci è riuscito benissimo, con pillole brevi ma narrate.
È un libro divertente, spassoso, ed essendo frammentato in piccoli episodi è perfetto per la lettura nei ritagli di tempo, tra un pannolino e l’altro, o mentre la pasta bolle. Il sorriso è assicurato, una buona miscela tra scene di ordinaria follia, di stupore per la vita, e momenti teneri o imbarazzanti di un padre di una bambina dalla nascita fino ai sei anni.
L’ho gustato davvero, ritrovandomi immancabilmente a vestire gli stessi panni del papà, un genitore che non nasce “imparato”, come ognuno di noi; e che commette errori o dimenticanze, come ognuno di noi; e che lo ammette senza vergogna (no, non come ognuno di noi). È consolante sapere di non essere gli unici genitori disastrosi! 😀
E devo essere del tutto sincera: è uno di quei libri che vorrei aver scritto io.
Anzi… quasi quasi lo faccio. 🙂
Alla fine del libro ci sono i riferimenti per inviare le proprie pillole divertenti all’autore… chissà che prossimamente non pubblichi un sequel con protagonista proprio il nostro cuccioletto.
Difficile assegnare un genere a questo romanzo: narrativa divertente, direi. Lo stile è scorrevolissimo, e come anticipavo, si vede che l’autore non è alle prime armi, e che oltre alla raccolta del materiale c’è un lavoro intelligente di organizzazione e scrematura.
Tra l’altro, è curiosamente scritto in seconda persona, e per chi si intende di scrittura, è una cosa non comune.
Per me è assolutamente consigliato come lettura leggera e (auto) ironica.

«Papà, giochiamo, io sono una principessa».

«Sei in pericolo?»

«Sì, dai!»

«E io sono il principe che ti salva?»

«Guarda che io mi salvo da sola! »

Zitto.

*

«Luna, oggi andiamo a comprare i pantaloni del papà».

«No».

«Sì, dai».

Luna sbuffa: «Non posso sempre venire con voi. Imparate ad andare anche da soli, eh!»

Silenzio.

*

«Papà, oggi metto le scarpe da ginnastica?»

«Sì, Luna, hai piscina!»

«Mammaaaaaaa! Devo mettere le scarpe da ginnastica?»

«Sì, hai piscina».

«Ah, ok mamma».

«Ma scusa, Luna, non andava bene che te l’avessi detto io?»

«Sì, ma papà, tu sbagli quasi sempre!»

*

Ore 8.35. Controlli di avere messo tutto nel suo zaino, merenda compresa, e piccolo cambio se dovesse bagnarsi o sporcarsi.

Esci di casa con lei che saltella per l’emozione.

Ore 8.40. Suona il cellulare. Rispondi senza problemi al primo squillo.

«Papà di Luna?»

«Sì».

«Sono la direttrice dell’asilo. Lei dov’è?»

«Stiamo arrivando. Siamo in orario».

«No. Si muova».

«Come no?» chiedi stupito.

«Il pullman è acceso e vi stanno aspettando tutti da 10 minuti».

«Ma non era alle 9 la partenza?»

«Secondo lei la starei chiamando io?»

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Andi e Joy. Una coppia. Il loro mondo è stato sconvolto (quasi) all'improvviso. «Joy, dove cazzo sei?» «È ora, Andi? Contrazioni? Accendo la macchina?» «No, volevo solo sapere se eri pronto…» Hanno avuto nove mesi per prepararsi. Ma non sono bastati. Ora sono genitori. E la piccola Luna è il loro paradiso e il loro inferno. Li farà sentire inadeguati, tristi, felici, pasticcioni. Soprattutto il papà, Joy, che di fronte a tanta naturale potenza, non potrà far altro che alzare le mani, arrendersi e accettare che nessuno è mai pronto ad affrontare una tale sfida. Non puoi vincere. Puoi solo…

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