Recensione: Onorevole proposta di Laura Nottari

Autrice: Laura Nottari
Genere: romance storico vittoriano
Editore: self
Data di pubblicazione: 25 novembre 2025
Onorevole Proposta è collegato a Corrispondenza Imperfetta (qui la Recensione )
attraverso personaggi ed eventi, tuttavia, non è un sequel.
Si tratta di un’opera autonoma che può essere letta anche da sola.
Londra 1847
Jeremy d’Ambray è il simbolo del progresso di metà Ottocento, un borghese che ha fatto del suo sogno il successo di una vita.
Capo Ingegnere e fondatore di una delle aziende di locomotive più competitive del paese, nell’alta società Jeremy cammina come un Pari, tra rispetto e invidie. Il soprannome Icaro del Ferro ben si accosta al suo carattere solitario, freddo e ambizioso, che non prevede sbagli di alcun tipo.
Ma la vita, scoprirà, fa progetti tutti suoi.
Perdere Conrad, unico figlio ventenne, per l’ingegnere sarà come aver compiuto un errore di calcolo. Scoprirlo morto nel letto di un bordello, inoltre, renderà il trapasso ancor più inaccettabile. Lo scandalo getterà ombre sia sulla reputazione, che nel cuore di un uomo ritenutosi infallibile nel lavoro ma, forse, assente come padre.
Una sconosciuta, incontrata durante il funerale, sembra vivere tutto il dolore che Jeremy sta negando a se stesso.
Bianca Noyer non è nessuno, solo una delle tante anime di periferia che lavorano per mangiare. Una donna che non possiede niente eccetto i vestiti che indossa, dei modi sgarbati, e un nipote più testardo di lei da accudire.
Capire cosa legasse una popolana a un ragazzo facoltoso come Conrad, costerà a Jeremy la fine di una vita calcolata a tavolino. Scoprire la verità sugli errori del figlio, affrontarne le conseguenze e pianificare una soluzione che includa Miss Noyer, invece, sarà un dovere morale. Un’espiazione tardiva, forse insufficiente.
Un patto e due firme, per il progetto più pericoloso e disinteressato che l’Icaro del Ferro abbia mai messo in atto: affrontare un lutto accettando l’amore.
Un volo verso il sole con ali fatte di speranza e sogni, in una società vittima del suo stesso progresso che avanza bruciando ogni cosa: carbone, sterline, dignità, vite.

Laura Nottari torna a noi con la riedizione riveduta e ampliata di una precedente versione di questa storia, così come era accaduto con Corrispondenza Imperfetta. I due libri compongono la “1800 Nottari style”; sicuramente aver letto il primo è un valore aggiunto ma, in questo caso, assolutamente non indispensabile. Per me, che ho conosciuto questa autrice con i suoi romanzi contemporanei, questo tuffo nello storico è stata un’esperienza piacevolissima, che mi ha svelato un’ulteriore sfaccettatura del suo stile, più “romantica”, se mi passate il termine.
In questo nuovo capitolo ci troviamo a Londra nel 1847, epoca in cui il progresso comincia a farsi strada e Jeremy d’Ambray ne è l’emblema. Soprannominato Icaro del Ferro, a capo di un’azienda che produce locomotive da lui progettate, è al culmine del successo quando perde il figlio ventenne. Vedovo da molti anni, dopo aver dedicato la vita esclusivamente al lavoro, si ritrova a dover far fronte a un imprevisto che non sa come affrontare, sì, perché per lui questo dolore è un imprevisto. Con il suo carattere pragmatico e preciso, non avrebbe potuto che essere un ingegnere, eppure quando nella sua vita entreranno a far parte Miss Bianca Noyer e il suo nipote dodicenne Maximilian, scoprirà a sue spese (e per fortuna aggiungerei) che non tutto si può programmare o controllare.
La donna non ha istruzione né filtri, del resto ha vissuto ai margini della società, ma ha più dignità di tante nobildonne con la puzza sotto il naso. La sua spontaneità si scontra con il perbenismo e la rigida educazione di lui, dando vita a dialoghi esilaranti, quasi surreali.
«Potreste concentrarvi sulla conversazione?» «Sono una donna, posso fare un sacco di cose insieme»
Gli animi dei due protagonisti si svelano poco a poco, mentre Bianca, più schietta e pratica, affronta di petto ciò che la vita le presenta, Jeremy fatica ad aprirsi ai sentimenti. Del resto, come abbiamo detto, è un ingegnere, uomo dedito a calcoli precisi, non all’introspezione. La porta che non riesce ad aprire della stanza del figlio, di cui tiene con sé ogni giorno la chiave, diventa la metafora della sua incapacità di accettare l’imponderabile, e di ammettere a sé stesso di essere un uomo fallibile. E lo strazio che porta con sé ogni giorno pesa come un mantello di piombo. Nonostante i suoi continui tentativi di tenerla a distanza, Bianca sarà la sua salvezza, anzi, si salveranno insieme entrambi.
La fortuna e maledizione di un dolore condiviso era capirne lo strazio anche quando non voleva mostrarsi, nascondendosi dentro se stesso. O peggio, anche quando fingeva di non esistere.
Una trama ricca di colpi di scena e di personaggi più o meno piacevoli, con situazioni anche abbastanza “forti”. Ma su tutto spiccano i caratteri tratteggiati magistralmente, non soltanto dei protagonisti, ma anche degli altri personaggi che gravitano intorno ai due. Lady Cecile, che sotto gli strati di perbenismo si svela come una madre onesta e sincera; Maximilian, ragazzino diventato uomo troppo presto, refrattario alle regole del bon ton ma con un cuore immenso. E come non nominare il Conte e la Contessa di Rovington, che avevamo avuto il piacere di conoscere nel primo volume della serie?
Il mio metro di giudizio sui libri è sempre lo stesso: quante emozioni mi hanno suscitato. Ebbene, queste seicento pagine abbondanti mi hanno travolta, e fatto versare anche qualche lacrima. E quindi non posso che consigliarne la lettura. Grazie Laura, ancora una volta mi hai conquistata.







