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Recensione: One Lane Bridge -Prima Stagione Completa-

Siete curiosi di sapere di più di One Lane Bridge, nuova serie poliziesca neozelandese? Mari Riss l’ha guardata per noi. Qui il trailer.

One Lane Bridge

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

Lingue ardenti di fiamma invisibile imprimono il marchio dell’inferno sulla mia anima esausta.” (Howard Phillips Lovecraft)

Parlando con una mia amica di One Lane Bridge mi sono resa conto di essere un’incompresa perché lei non ha minimamente condiviso il mio entusiasmo.

Lei: E che cacchio Mari, possibile che guardi sempre storie di morti ammazzati? Come fai a dormire la notte?

Io: E perché mai non dovrei dormire la notte, mica li ho ammazzati io!

E qui finisce il nostro dialogo perché mi ha mandato a cagare. Quindi, ora tocca a voi sopportare le mie elucubrazioni su questo crime neozelandese che unisce indagini poliziesche a leggende maori.

La prima cosa che mi ha incuriosito della fiction è stato proprio il titolo, al che ho deciso di fare qualche ricerca. One Lane Bridge è un lungo ponte che unisce le città di Queenstown e Arrowtown ergendosi sopra il fiume Shotover.

La struttura è integrata in un paesaggio incredibilmente suggestivo dando l’impressione di essere un trait d’union tra le splendide acque cristalline del fiume e le imponenti montagne. Tradizione per gli innamorati è la “cerimonia del ponte” dove le coppie suggellano il proprio amore con un lucchetto attaccato alla ringhiera.

Bando alle ciance!

Guardate questa immagine…One Lane Bridge- Prima Stagione. Imm.1

Che meraviglia, vero? Ecco, ora immaginate questo paradiso, oscurato da una cappa grigia e disseminato di cadaveri. Così inizia il primo episodio del nostro crime.

Protagonista è Ariki Davis – che si fa chiamate Riki – giovane e capace agente di polizia che accetta un posto nel piccolo commissariato di Queenstown. L’uomo è molto riservato sulla sua vita privata per cui sappiamo solo che è di Auckland, di etnia maori e che ha una sorella con cui si sente spesso al telefono.

Il capo di Riki si chiama Stephen, un uomo all’apparenza gentile e disponibile che si rivela invece essere razzista, omofobo e intollerante al punto da arrivare a riprendere il giovane collega perché ha ritardato di pochi minuti l’inizio di un’indagine per… pregare!One Lane Bridge- Prima Stagione. Imm.2

Fulcro della componente poliziesca della storia è il ritrovamento sotto il ponte del cadavere di Grub, amico di Stephen e membro rispettato della comunità. Tutto fa pensare a un suicidio, ma presto una fitta rete di segreti, drammi familiari e rivelazioni sconcertanti mostrerà il marcio che si nasconde dietro una serenità solo apparente.One Lane Bridge- Prima Stagione. Imm.3

Questo però non è tutto! Ariki ha un dono spirituale che si risveglia proprio con questo primo caso.

Il giovane ha la capacità di vedere e sentire cose che altri non percepiscono. Si tratta di una sorta di dono della premonizione che gli mostra alcuni eventi prima che accadano o di vedere morti che non riescono “ad andare oltre” – rubo il termine da Ghost Whisperer. Tutte le visioni vengono anticipate dalla comparsa di un geco che – secondo la leggenda – rappresenta un simbolo di sangue e morte.

Se amate le serie poliziesche credo che dovreste dare una possibilità a One Lane Bridge, tenendo comunque conto che si tratta di storia un po’ particolare. Le scene in cui il protagonista ha le sue premonizioni e l’altra dimensione in cui si trova catapultato – come se egli stesso subisse una specie di sdoppiamento – hanno un fondamento che possiamo considerare reale – anche se non concreto – perché affonda le radici nelle leggende del popolo maori.

Lo stesso protagonista è spaventato dal suo dono e inizialmente lo rifugge temendo di essere pazzo. Assisteremo dunque a un lento ma inesorabile percorso verso l’accettazione di questo sesto senso ultraterreno. One Lane Bridge- Prima Stagione. Imm.4

Il ritmo della narrazione non è particolarmente serrato, ma questa è una caratteristica ricorrente nelle fiction di produzione australiana e neozelandese. Tale è il motivo per cui consiglio sempre di provare a non pensare ai serial statunitensi, prima di approcciarne uno che arriva dall’Oceania, altrimenti si rischia di uscirne irrimediabilmente delusi.

L’emozione c’è e non assistiamo a uno sviluppo degli eventi piatto; mancano però l’adrenalina e le azioni scenografiche da batticuore che ci aspettiamo quando guardiamo un poliziesco made in USA.

L’epilogo però ci regala un’ultima scena del nostro protagonista che lascia il giusto grado di ansia, inquietudine… e un finale aperto.

La fiction è stata confermata dalla rete NZ Air per una seconda stagione, la cui lavorazione inizierà a febbraio 2021.

Nella speranza che One Lane Bridge incontri il vostro favore, vi do appuntamento alla prossima serie TV.

 

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Fulvia Elia

Fulvia Elia

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