Recensione: On Wings of Blood: Un’accademia di sangue e draghi di Briar Boleyn
Serie: Bloodwing Academy vol.1

Serie: Bloodwing Academy vol.1
Autrice: Briar Boleyn
Genere: Fantasy
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione:
La serie è composta da:
- On Wings of Blood : Un’accademia di sangue e draghi vol.1
- (inedito in Italia)
- (inedito )
Un principe vampiro. L’ultima erede di un potere dimenticato. Uniti dal sangue ma divisi da secoli di odio. Alla Bloodwing Academy, la passione brucia più del fuoco dei draghi.Medra Pendragon non ha mai chiesto di essere speciale.
È una mezza fae, l’ultima discendente dei cavalieri di drago… ma di draghi, ormai, non ne esistono più. Quando viene catturata e portata alla Bloodwing Academy, una scuola dominata dai vampiri dal sangue nobile, scopre che qui solo i forti sopravvivono, che gli umani non sono altro che pedine nel loro crudele gioco di potere. E che il sangue dell’ultimo cavaliere di draghi è quanto di più ambito possa esistere. Ogni vampiro della scuola la agogna. Ma al suo fianco c’è lui, Blake Drakharrow. Occhi di ghiaccio e capelli d’argento. Tanto affascinante quanto potente e spietato, è legato a Medra da un rituale di sangue che nessuno dei due ha scelto.
Tra odio bruciante e attrazione fatale, i loro destini si intrecciano in un gioco di sfida e desiderio che rischia di travolgere entrambi.
Intanto, tra le mura dell’accademia, si nascondono segreti oscuri: incantesimi dimenticati, libri proibiti, e un potere misterioso che lentamente attira Medra verso di sé. Un potere che se Medra padroneggiasse potrebbe riscrivere le sorti del mondo intero.
Per sopravvivere alla Bloodwing Academy, Medra dovrà fare una scelta: sottomettersi ai vampiri o risvegliare la creatura sopita nel suo cuore, anche se questo significherebbe perdere per sempre il principe vampiro che infuoca i suoi sogni più oscuri e proibiti.

Fenici, con questo libro ho avuto una crisi d’identità continua, perché all’inizio ero convintissima di stare per trovare una nuova ossessione. Vampiri nobili? Dark academy? Ultima erede dei cavalieri di drago? Principe vampiro dai capelli argento legato alla protagonista da un rituale di sangue?
Cioè praticamente un buffet di trope creato apposta per farmi perdere la dignità.
E infatti le prime pagine mi avevano presa subito. Medra viene trascinata alla Bloodwing Academy, questa accademia governata dai vampiri dove gli umani valgono meno di zero e dove il suo sangue, essendo l’ultima discendente dei cavalieri di drago, diventa praticamente un premio ambulante. E lì entra in scena Blake Drakharrow, principe vampiro glaciale, problematico e con seri problemi di gestione emotiva… quindi ovviamente il mio tipo.
Il problema è che il libro continua ad aprire storyline senza mai fermarsi davvero a svilupparle fino in fondo. Parte con questa specie di matrimonio combinato forzato, poi sembra voler incentrare tutto sull’accademia piena di rivalità e tensioni politiche, poi improvvisamente si sposta sui draghi scomparsi, poi arrivano i giochi del Consorte, poi la bambina demone, poi i segreti nascosti nei sotterranei dell’accademia, poi il triangolo amoroso che sembra importante, ma non si capisce mai davvero quanto lo sia. E ogni volta che iniziavo finalmente a entrare dentro la trama, il libro cambiava direzione come un GPS impazzito.
La cosa assurda è che il potenziale continua a vedersi ovunque. Perché l’atmosfera funziona davvero bene. La Bloodwing Academy ha quella vibe tossica, crudele e decadente che ti fa venir voglia di viverci nonostante tu sappia perfettamente che moriresti entro quarantotto ore. I vampiri sono arroganti, elitari, vestiti troppo bene e psicologicamente abbastanza instabili da risultare interessanti, che diciamocelo è esattamente quello che vogliamo leggere. Il protagonista, Blake regge tantissimo il libro, ogni volta che appariva lui io tornavo immediatamente interessata. I suoi POV, tra l’altro, li ho trovati molto più coinvolgenti rispetto a quelli di Medra, perché riusciva davvero a dare quel senso di tensione e pericolo che il romance prometteva. Di contro con Medra, invece, ho fatto più fatica. Non perché sia impulsiva o ribelle, quello mi piace, ma perché a volte sembrava semplicemente buttarsi nelle situazioni senza il minimo istinto di sopravvivenza e invece di farmela percepire forte me la faceva sembrare solo immatura.
Il mio problema più grande resta il romance, perché Blake e Medra insieme HANNO chimica, ce l’hanno davvero: gli sguardi, il rituale di sangue, l’enemies to lovers, quella tensione da non dovremmo volerci ma chiaramente ci vogliamo eccome… tutto bellissimo. Però il libro continua a interrompere la loro crescita per inseguire altre sottotrame e quindi passi metà lettura ad aspettare che succeda finalmente qualcosa tra loro mentre intorno esplodono altre venti storyline contemporaneamente.
Quindi no, non è stata la nuova ossessione vampiresca della mia vita, però non riesco neanche a bocciarlo del tutto, perché in mezzo al caos ci sono scene che funzionano davvero, momenti che ti fanno intravedere il libro che avrebbe potuto essere e personaggi, soprattutto Blake, che riescono comunque a lasciarti qualcosa.






