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Recensione: “Notturno per un amore” di Laura Caterina Benedetti

 

Trama verde

 

Renata Beraudo conosce del tutto casualmente l’architetto Bruno Fogliato, in cerca di una brava segretaria per il suo studio; in seguito a un secondo e rocambolesco incontro l’uomo, che fin dal principio aveva considerato la ragazza la persona ideale per quel lavoro, coglie l’occasione e l’assume. Le cose funzionano bene e anche Bobby, il figlioletto di Bruno, non tarda ad affezionarsi a lei. Quando una sera, in modo imprevedibile, un concerto per pianoforte fa sbocciare il fiore dell’amore tra l’architetto e la sua impiegata, le loro vite vengono sconvolte perché lui è già fidanzato.
Cosa accadrà a Bruno e a Renata? Che ne sarà del nuovo sentimento nato sulla musica dolce e nostalgica di un “notturno”?

Recensione verde

Renata Beraudo e Bruno Fogliato si incontrano per caso in un pomeriggio di fine estate. Lei viene attratta dal piccolo Roberto, Bobby, che le chiede di giocare insieme a lui, perché è un bambino solo, cresciuto unicamente con suo padre, Bruno, e che sente di potersi avvicinare a quella sconosciuta seduta su una panchina e assorta completamente dal suo lavoro.

Quando il padre di Bobby interviene per distogliere suo figlio e scusarsi con Renata, prende vita un fugace momento fatto di parole e sguardi in cui i due si avvicinano, pur rimanendo fisicamente distanti. Prima che la timida Renata quasi scappi via, per paura che quell’istante possa trasformarsi in qualcosa di più intimo. Il destino, però, gioca le sue carte e così Bruno e Renata si incontrano, o per meglio dire si scontrano, di nuovo improvvisamente, e lui coglie l’occasione per proporle un impiego come segretaria presso il suo studio di architettura.

Tra i due nasce un sentimento tanto bello quanto inatteso, che li legherà senza però mai superare il limite invisibile del rispetto e della purezza. A condire la storia ci saranno una fidanzata ovviamente egoista e arrogante, una coppia di anziani zii energici e affettuosi, e naturalmente Bobby, con il suo candore di bambino. 

A dispetto del cliché che vede la segretaria e il suo capo coinvolti in una torrida relazione di sesso e tradimenti, questa è la storia di un uomo e una donna che il destino fa incontrare e innamorare, ma che rimangono fedeli alla propria morale e i propri principi, resistendo alla passione fine a stessa e soprattutto rispettando l’importanza e l’innocenza del piccolo Bobby, che in realtà farà da collante tra Renata e Bruno fino alla conclusione della storia. 

Un racconto pulito, una trama a tratti scontata, anche se piacevole, con personaggi ben delineati.

Quello che però ha reso la lettura poco scorrevole è stato lo stile dell’autrice, che ho trovato a volte ridondante e un po’ lento, con alcune precisazioni non necessarie. Per esempio ogni volta che un personaggio dice una frase non c’è bisogno di specificare chi parla, perché il lettore lo comprende dallo scorrere della narrazione, a meno che non ci sia necessità di chiarire uno stato d’animo o un evento funzionale alla comprensione del racconto.

Soprattutto ho trovato poco emozionante la narrazione dell’amore, che ho percepito come un sentimento tiepido, che sia possibile domare e razionalizzare, più consono a una coppia di innamorati di età avanzata che non ai due giovani protagonisti (lui trentasette anni e lei ventiquattro).

Mi sarebbe piaciuto assaporare tra le pagine la forza dirompente del sentimento che unisce i due personaggi e che li trascina oltre le riflessioni e i comprensibili timori di due persone corrette e razionali, di fronte all’evidenza di essersi innamorati, nonostante lui sia un uomo già impegnato e lei sia solo la sua segretaria.

 

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Recensione a cura di:

ladykei

Editing a cura di:

Miky

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